Sulle origini storiche del Tai Chi Chuan:alla ricerca di basi oggettive.
a cura di Tiziano Grandi

Le origini storiche del Tai Chi Chuan (Taiji Quan) sono state tramandate a noi attraverso due tradizioni: una che rimanda al monaco taoista Chang San Feng, l'altra alla famiglia Chen.

Il Tai Chi Chuan nel suo sviluppo storico va inoltre inserito nell’ambito di quei conflitti di interesse tra le tre grandi scuole del pensiero cinese — Taoismo, Confucianesimo, Buddismo — che ne hanno indubbiamente modificato la recezione: sta ovviamente al “Ricercatore di Verità” prendere coscienza della storia e dei motivi profondi di questa arte, prima di aderire ad uno di questi “punti di vista”. Come in qualsiasi tentativo di obiettività storica risulta inevitabile porsi alcune domande al riguardo del Tai Chi Chuan:
1) La sua origine.
2) La causa della sua origine.
3) La sua storia (per esempio: Cosa sapete della famiglia Chen? e di Chang San Feng?)
4) Le sue qualità.
5) Le sue relazioni o contatti con altri insegnamenti.
6) I suoi usi e applicazioni.
7) I suoi effetti e conseguenze.
8) Il suo fine.
9) Solo a questo punto potrete tentare di esprimere la vostra opinione su tutto ciò in modo motivato.

Personalmente, ritengo che per noi praticanti di Tai Chi Chuan sia importante conoscere la storia della nostra Arte, in quanto essa ci dice da dove veniamo, dove siamo e, attraverso la valutazione di queste informazioni, potremmo dedurre dove siamo diretti, evitando così di: "Cercare mezzogiorno alle tre".

Se esiste una Storia è perché esistono gli storici e, per quanto riguarda la nostra Arte qualcuno ha fornito dei contributi oggettivi, mentre altri hanno soltanto alterato la storia cercando di adattarla ai loro interessi. Quando una voce diventa ricorrente e passa di bocca in bocca e di orecchio in orecchio, presto ci troviamo di fronte ad una “opinione comune”, che per molti è la verità, una verità difficile da contrastare, in quanto queste persone — forti del senso comune — cercano di imporla al prossimo. Come sottolineare che senza investigazione non si dovrebbe avere il diritto di parlare? Quindi il nostro motto continuerà ad essere: “Cerca la verità nei fatti”.

Punto di partenza:

Tra quello che dicono le due maggiori tradizioni del Tai Chi Chuan, quello del “Clan” della famiglia Chen e il “lignaggio” della famiglia Yang, vi sono molte discrepanze: di fatto nessuno ha mai tentato di analizzare profondamente le proprie ragioni, tanto che si può parlare di fazioni piuttosto che di interpretazioni.

Il mio proposito è innanzitutto di porre solide basi di certezza, per affrontare in seguito con un metodo dialettico (vedi sopra) quello di cui non siamo certi.

Da questo momento in poi ci possiamo considerare sopra un campo minato all’interno di un labirinto...

Come molti di voi sanno, la lingua cinese si diversifica da regione a regione: lo stesso suono può corrispondere a caratteri diversi e quindi a diversi significati, mentre a volte gli stessi ideogrammi in contesti diversi non mantengono significati univoci. Il problema riguarda anche i nomi propri e questo può generare confusione nella nostra ricerca; ci troveremo infatti di fronte allo stesso nome che identifica persone assolutamente diverse e a nomi diversi che in realtà individuano la stessa persona. Persone colte come i “Letterati” cambiavano spesso il loro vero nome con un altro più propizio, altri invece utilizzavano soprannomi, come per esempio il fondatore della nostra scuola, il Prof. Cheng Man Ch’ing, che si firmava “Il Marchese della contea dei Brilli”, oppure “L’Eremita del pozzo di giada”, e altri nomi altrettanto evocativi.

Come se non bastasse, vi è poi il problema delle date. Solo a partire dal ventesimo secolo i cinesi hanno adottato il metodo occidentale di datazione, diviso in Avanti e Dopo Cristo, con l’anno che inizia in gennaio e finisce in dicembre. Fino ad allora si prendeva come riferimento la dinastia regnante: l’anno assumeva il nome dell’imperatore e veniva scandito secondo il calendario lunare. Prima della dinastia Ming (1368-1644) era uso comune degli imperatori cambiare il nome del proprio regno in accordo con gli anni. E’ ovvio che tutto questo non faciliterà la nostra ricerca....

Nella storia del Tai Chi troviamo addirittura tre Chang San Feng che hanno vissuto in epoche diverse facendo diversi lavori; Wang Zong molte volte veniva chiamato con il nome Wang Zong Yue, mentre da un’altra parte esisteva un altro Maestro di Tai Chi che si chiamava Wang Zong Yueh; nella mia ricerca ho trovato addirittura due Chen Wang Ting.

Di certo sappiamo che il Tai Chi Chuan cominciò a farsi conoscere con l’arrivo di Yang Lu Chan nel 1852 a Pechino e, siccome le maggiori scuole di Tai Chi attualmente esistenti si rifanno a questo personaggio, è da lui che cominceremo la nostra ricerca.

YANG LU CHAN

Conosciuto anche con il nome Yang Fu K’uei, nasce nell’anno 1799 nella città di Guangping nel distretto di Yongnian provincia dello Hebei. Sappiamo con certezza che durante la sua gioventù egli si recò a studiare Arti Marziali da Chen Chang Ch’ing, 14° generazione della famiglia Chen. Poi rientrò a Guangping, e successivamente si recò a Pechino. Perché lasciò casa? Come mai andò al villaggio della famiglia Chen? Per quale motivo ritornò a Guangping? Perché andò a Pechino? Se la famiglia Chen fu veramente la fondatrice del Tai Chi Chuan, perché trasmise l’Arte a una persona non appartenente al suo clan, facendolo diventare addirittura Yang Wu Di (Yang L’Invincibile), istruttore dell’esercito Manchù e Maestro del fratello dell’imperatore?

Due sono le versioni principali su come Yang Lu Chan ricevette la trasmissione dell’Arte: la prima ufficiale, la seconda storica. Quella ufficiale fu formulata da colleghi e studenti del famoso maestro, i quali volevano nascondere le sue povere origini. Yang Lu Chan apparteneva ad una famiglia di contadini e suo padre, notando l’interesse che il figlio aveva per le Arti Marziali, prese accordi con un Maestro chiamato LIU, affinché impartisse lezioni al figlio. Lu Chan dopo aver appreso dal suo Maestro tutto quello che egli poteva insegnarli in materia di Shaolin Chuan, chiese al Maestro stesso come avrebbe potuto progredire ulteriormente. Fu allora che il Maestro Liu gli parlò del Tai Chi Chuan come Arte segreta della famiglia Chen, dicendogli che per i non appartenenti alla famiglia era impossibile impararlo. Senza farsi scoraggiare Yang Lu Chan partì per Chenjiakou nella provincia dello Henan dove riuscì a farsi assumere come domestico dalla famiglia Chen. Si dice che abbia imparato l’Arte spiando in segreto il Maestro Chen Chang Ch’ing, il quale un giorno lo notò e, riconoscendo l’abilità di Lu Chan, decise di porre fine alla segretezza della tradizione familiare.

Nel 1936 Hsu Chen pubblicò “Studio veritiero del Tai Chi Chuan” — Tai Chi Chuan K’ao hsi lu — che fece emergere la versione storica. Dopo aver intervistato la vecchia guardia delle Arti Marziali a Pechino, nei villaggi ChenjiaKou e Guangping, egli scoprì che la famiglia Chen aveva una farmacia a Guangping, conosciuta con il nome T’ai Ho T’ang o Sala della Grande Armonia.

Il proprietario di questa farmacia, Chen Te Hu, uno degli uomini più ricchi del villaggio, chiese a un membro del suo clan, il Maestro Chen Chang Ch’ing, di insegnare le Arti Marziali a suo figlio il quale fu inviato insieme al servo Yang Lu Chan nel villaggio di Chenjiakou. Dopo una decina di anni di servizio presso la famiglia Chen, Lu Chan fu notato dal Maestro Chen Chang Ch’ing che impressionato dalle sue abilità marziali non solo gli trasmise la sua Arte, ma per cinquanta once d’argento comprò la sua libertà permettendogli così di ritornare a Guangping, distretto di Yongnian.

La storia che Lu Chan abbia imparato l’Arte spiando in segreto il Maestro Chen è un tipico abbellimento che ritroviamo non solo in molte biografie e storie cinesi ma anche in quelle di eroi non cinesi.

Il dubbio di fondo riguarda per me comunque il perché ad un estraneo fu trasmessa l’Arte in modo così approfondito.

A chi insegnò l’Arte Yang Lu Chan?

Innanzitutto la trasmise ai suoi figli. Del suo primo figlio Feng Hou (1835-81) abbiamo pochissime notizie: sappiamo soltanto che accompagnò i suoi due fratelli e il padre a Pechino, e che abbia avuto pochi allievi. Il secondo figlio era Ban Hou ( Yang Yu, 1837-92), conosciuto anche come “Yang l’Invincibile”. Anche il terzo figlio Jian Hou (Yang Jian, 1839-1917) ricevette l’Arte dal padre.

Quasi tutti gli storici sono d’accordo con il datare l’arrivo di Yang Lu Chan a Pechino nel 1852, all’età di 53 anni. Ciò avvenne esattamente un anno prima della morte del suo Maestro Chen Chang Ch’ing. Nello stesso periodo troviamo due allievi di Chen Chang Ch’ing a Pechino Li Bo Gui, che si dice fu colui che accompagnò il figlio di Chen Te Hu e Lu Chan nel suo primo viaggio a Chenjiakou, e che lavorava come guardia armata per i mercanti e Chen Long. A questo punto sappiamo che il Tai Chi Chuan arrivò a Pechino prima dell’arrivo di Lu Chan.

Intorno al 1850 Lu Chan ritornò a Guangping, dove trasmise l’Arte a Wu Yu Hsiang (1812-1880) e ai suoi due fratelli. A questo punto facciamo un passo indietro.....

Il villaggio della famiglia Chen.

Chenjiakou (Burrone della famiglia Chen) è un villaggio con case regolari e alberi frondosi, che si trova a nord del Fiume Giallo, nell’Henan a ca. 1000 Km. dal capoluogo Zheng Zhou. Nell’ultima metà del 14° secolo d.C. (dinastia Yuan) l’esercito governativo ingaggiò battaglia con i contadini ribelli della zona di Chenjiakou. La guerra durò molto tempo, finché le comunità locali dovettero soccombere o darsi alla fuga. Dopo la caduta della dinastia Yuan e la salita al potere della dinastia Ming, la popolazione di questa regione si era molto diradata. A quell’epoca Chenjiakou si chiamava Changyang, ma già all’inizio della dinastia Ming non esistevano più famiglie con i cognomi Chang o Yang. In seguito il governo dei Ming decise di trasferirvi gli abitanti del distretto Hong Tong dello Shanxi, distante molte centinaiai di chilometri da Changyang. Nel 1374 una persona di nome Chen Pu si stabilì in questa zona. Abitava su di un terreno fertile, ma nella stagione delle piogge era sempre soggetto ad inondazioni, perciò Chen Pu si trasferì un po' più a sud, sulla collina Quing Feng, dove in precedenza era situato il villaggio di Changyang. Chen Pu oltre ad essere un contadino aveva - come molti altri cinesi di quell’epoca - interesse alle Arti Marziali, e in quella zona tutti conoscevano qualche stile marziale. Lo stile più praticato all’epoca era lo Shaolin Chuan, che fu tramandato all’interno della famiglia Chen fino alla 9° generazione: Chen Wang Ting (1579-1644).

Esaminiamo ora il Tai Chi praticato nel lignaggio di Yang Lu Chan e confrontiamolo con l’Arte che oggi è conosciuta come Stile Chen:

E’ a ragion veduta che utilizzo “....oggi conosciuta come...”, in quanto l’attuale scuola Chen afferma che l’insegnamento di Chen Chang Ch’ing consisteva nelle due “Forme Antiche Larghe” e questo è quanto il suo pronipote Chen Fa Ke (1887-1957) trasmise per iscritto alla presente generazione.

Yang Lu Chan morì nel 1872, per cui non possiamo essere completamente sicuri della forma (o forme) che lui insegnava: possiamo solo utilizzare per il confronto ciò che il suo lignaggio pratica attualmente. Anche se vi sono alcune variazioni nella sequenza e, a volte, vengono utilizzati nomi differenti per la stessa tecnica eseguita nella “Forma Lunga” nella scuola di Yang Chen Fu (1883-1936), Wu Jian Chuan (1870-1942) e Wu Yu Hsiang (1812-1880), la sequenza stessa e i nomi delle tecniche sono piuttosto simili, uniformi. In tutti questi stili la forma viene eseguita lentamente: questo è anche il caso dello stile successivamente detto Hao, che ha la sua radice in Wu Yu Hsiang, il quale praticò in parte con Yang Lu Chan e in parte con Chen Qing Ping (1795-1868) nel villaggio Zhaobao.

Dunque... cosa ne è dello stile Chen? Vi sono due differenti scuole dello stile Chen: una fa riferimento a Chen Qing Ping del villaggio Zhaobao, detta “Nuovo Stile” e “Piccolo Telaio” (posture alte e movimenti minimi), l’altra, detta “Vecchio Stile” o “Grande Telaio” (Posture ampie e tecniche lunghe estese), è originaria del villaggio di Chenjiakou ed è quella che Chen Fa Ke insegnava a Pechino nel 1929. Il clan della famiglia Chen sostiene che attorno all’anno 1650, dopo la caduta della dinastia Ming, Cheng Wang Ting (9° generazione) codificò 5 Forme (Lu) di Tai Chi Chuan, una forma di Pao Chui (Pugno di cannone) e una sequenza composta da 108 tecniche.

Durante l’epoca della 14° generazione, Chen Chang Ch’ing aveva tra le mani solo due “Tao Lu antichi”, il Pao Chui e una forma Tai Chi. Cosa è successo a tutto il resto? Come mai cinque su sette forme sono scomparse?

La forma che abbiamo ancora nella corrente di Yang Lu Chan è la stessa insegnata da Chen Chang Ch’ing, oppure è uguale a una delle due forme esistenti oggi nel villaggio Chen? Secondo Wu Tu Nan, che fece un’approfondita ricerca sulle origini del Tai Chi Chuan e andò nel villaggio di Chen nel 1917 (esiste ancora una registrazione audio delle interviste effettuate in quel periodo), ha dichiarato che le forme attualmente praticate nel villaggio di Chen sono state modificate da Chen Fa Ke. Vediamo ora di paragonare in termini di nomi delle tecniche, sequenza e metodo di esecuzione la forma praticata nella corrente di Lu Chan e quelle praticate nel villaggio di Chen.

Cominciamo dai nomi. Stile Yang: Frusta semplice, Nuvole portate dal vento, Afferrare le briglia del cavallo, la Tessitrice e alcune altre le troviamo in tutti e due gli stili, cioè quello del villaggio Chen e nella forma Pao Chui. La forma del villaggio Chen include anche L’Airone bianco dispiega le ali, Spazzolare il ginocchio, Pugno sotto il gomito, Separare la criniera del cavallo selvaggio, Gallo d’Oro su di una zampa, Calcio del loto, Colpire i genitali, Cavalcare la tigre....

Mentre il Pao Chui include anche Parare Deflettere e Colpire, Il serpente mostra la lingua. Vi sono poi alcune tecniche con un certo grado di similitudine nei nomi tra la forma Chen e altre forme.

Dopo aver identificato alcune similitudini nei nomi delle tecniche, vediamo ora le differenze:

Posture come Volo in diagonale, Sollevare le braccia, Suonare il liuto, Separare le gambe, Colpire le orecchie, Serpente che striscia, non si trovano nella forma Chen. Tecniche della forma Chen come Il guerriero di Buddha batte il mortaio, Prima conclusione, Pugno della mano nascosta, il Drago blu esce dall’acqua, Cambi dei tre palmi, Ritirarsi e premere il gomito, strofinare il piede, Colpire il terreno con il pugno, Calcio dell’uragano, Piccola presa e colpire, Agitare il piede, La scimmia bianca offre la frutta, e Sparrow Ground Dragon e Di fronte al cannone avversario, non esistono nella corrente di Yang Lu Chan. Oltre 17 tecniche che compaiono nel Pao Chui non esistono nella forma lunga di Yang Lu Chan.

Perché le forme del villaggio Chen contengono molte tecniche che non esistono nella corrente di Lu Chan e viceversa?

Queste tecniche peculiari della famiglia Chen da dove provengono?

E quelle peculiari alla corrente di Lu Chan, a loro volta, da dove provengono?

E quelle tecniche aventi uno stesso nome da dove derivano?

Nel vocabolario usato dalla scuola Chen troviamo un Tao Lu di Tai Chi e uno di Pao Chui, e il Nei Kung (Lavoro interno) è compreso all’interno delle forme. Inoltre troviamo cinque tipi di Tuei Shou che, secondo Feng Zhi Qiang (1926- ), non comprendono le tredici tecniche del Tai Chi Chuan, né hanno uno schema fisso. Le armi della scuola Chen comprendono: Sciabola singola e doppia, spada singola e doppia, doppia mazza, lancia del fiore di pero, bastone della scimmia bianca, alabarda delle primavere ed autunni (in diversi pesi) e l’allenamento delle “Lancia appiccicose”.

Nella corrente di Yang Lu Chan abbiamo: otto Tuei Shou di base, 24 esercizi Nei Kung, 48 tecniche a coppia (San shou), la spada, la sciabola e la lancia che sono completamente diverse da quelle in uso presso la famiglia Chen. Infine la corrente Yang possiede dei concetti scritti che non vengono condivisi dalla famiglia Chen.

Chuan Ching, il Classico del Pugilato.

Secondo Tang Hao, storico e studente di Chen Fa Ke, 29 delle 32 tecniche contenute nel Chuan Ching si riscontrano nello stile Chen. Il Chuan Ching è stato scritto dal generale QI Ji Guang (1528-87), durante la dinastia Ming, e rappresenta una sintesi di sedici differenti scuole di pugilato.

Di queste 32 tecniche ne ho trovate 9 ancora esistenti nella corrente di Lu Chan, come Gallo d’Oro sta su una zampa o Afferrare le briglie del cavallo, molto simile alla stessa tecnica che troviamo nel Tai Chi. In ogni caso più di 20 tecniche del Chuan Ching non esistono nella scuola Yang, né come nome, né come tecnica simile. E’ possibile che il Tai Chi Chuan, o un’Arte dalla quale il Tai Chi prese origine, sia stato la radice delle tecniche del Chuan Ching, ma è anche possibile che qualche tecnica del Chuan Ching sia stata copiata o adottata delle scuole di Tai Chi. La mancanza di notizie in merito impedisce al momento di saperne di più in proposito. La scuola Chen sostiene che furono i membri della famiglia Yang a cambiare lo stile antico e il Pao Chui appreso da Chen Chang Ch’ing.

Un’altra possibilità è quella che una persona del clan dei Chen mischiò le tecniche del Chuan Ching con il metodo Pao Chui che esisteva all’interno della famiglia Chen da molte generazioni. Se ciò fosse vero non è difficile identificare in Chen Wang Ting il responsabile di questa azione, che circa nel 1650, dunque 60-70 anni dopo la pubblicazione del libro, ha creato un nuovo sistema di pugilato.

Se le tecniche della corrente Yang derivano dallo stile Chen, perché solo alcune di esse sono in relazione al Chuan Ching? Perché le tecniche Nei Kung dello stile Yang non appaiono né nella famiglia Chen, né nel Chuan Ching?

Lo Shaolin Chuan e lo stile Chen.

Non solo molte delle tecniche dello stile Chen - in particolare pestare il piede al suolo e i salti - sono reminescenze del metodo Shaolin, ma tecniche come “Guerriero del Buddha batte il mortaio” si trovano tutt’oggi nel metodo Buddhista del monastero Shaolin.

Questa e altre tecniche dello stile Chen derivano da uno stile creato dal primo imperatore Tang.

Inoltre è naturale che tra la famiglia Chen e il tempio di Shaolin vi sia un legame, perché tutti e due si trovano nello Henan! Lo stile della famiglia Chen così come è stato rinvenuto in alcuni testi era denominato “Pao Chui rosso di Shaolin”.

Chen Wang Ting.

In un articolo del 9 giugno 1980 della terza edizione di “Giornale di Educazione Fisica” Gu Liu Xin (1909-1990) allievo diretto di Chen Fa Ke dice di essersi sbagliato quando affermava che Chen Wang Ting del villaggio di Chenjiakou, che nel 1640 ha guidato la milizia rurale in supporto al magistrato locale, e il Chen Wang Ting della Manciuria del Sud, che era un censore dell’Imperatore encomiato dal medesimo prima della sua morte nel 1630, erano una e stessa persona. Difatti l’ideogramma che compone il nome Ting è diverso!

Questa sua “annotazione” è stata pubblicata successivamente in due suoi libri.

Solo dopo la caduta della “Banda dei Quattro” egli poté correggere il suo errore.

Wu Tu Nan riferisce che, quando egli nel 1917 andò a Chenjiakou accompagnando Chen Xin (1849-1929), caposcuola e autore (insieme ad altri del suo clan) del libro Chen Shi Taijiquan Tu Shuo, per far visita al cimitero di famiglia, trovò scritto sulla tomba di Chen Wang Ting “Wu Xiang Shen” che indica un militare graduato a livello di contea, l’equivalente ai nostri tempi di un graduato delle scuole elementari.

Inoltre tutte le pietre tombali antiche sono state da poco rimosse, per essere sostituite con delle nuove sulle quali c’è scritto la lode alla famiglia Chen per aver dato vita al Tai Chi Chuan.

Il problema è che sulle tombe originali antiche non si trova traccia della parola Tai Chi Chuan! Come se non bastasse, le nuove tombe lodano Chen Wang Ting, mentre in quelle antiche non si ha nulla di simile. Ma cosa ben più grave è che non esiste una tomba di Chen Chang Ch’ing. Di lui nessuna traccia anche in altri luoghi di culto della famiglia Chen, solo in un museo creato con i soldi di un Taiwanese esiste una statua di lui che passa l’insegnamento a Yang Lu Chan....

Extracomunitari a Chenjiakou.

Oltre a Yang Lu Chan esistono tracce di altri due personaggi che influenzarono il Tai Chi Chuan praticato a Chenjiakou: Wang Zong Yue e Jiang Fah.

Gu Liu Xin nel suo “Chen Style Tai Chi Chuan” afferma che Wang Zong Yue originario di Shan You nello Shanxi ha scritto il “Trattato sul Tai Chi Chuan” (Lun), “La canzone delle tredici posizioni” (Shi San Shi Ge) e la “Canzone del Guerriero” (Da shou Ge). Secondo Yang Lu Chan fu Jiang Fah ad insegnare il Tai Chi a Chen Chang Ch’ing. I membri del clan Chen dicono che il Tai Chi Chuan è una loro creazione, ma accettano che un extracomunitario come Wang Zong Yue abbia scritto tutti i più importanti testi sul Tai Chi Chuan. Inoltre, mentre i "Classici sul Tai Chi" hanno per la corrente di Yang Lu Chan una profonda importanza, gli scritti dei membri della famiglia Chen non vengono nemmeno considerati, come per esempio Chen Xin.

Nel 1795 Wang Zong Yue lavorava come maestro di scuola a Kaifeng e in relazione alla sua prefazione del libro “Cronaca della lancia di Yin Fu” si trovava a Luo Yang nel 1791. Questi luoghi si trovano nella provincia dello Henan e vicino al villaggio di Chenjiakou. Il clan dei Chen invece colloca Wang come contemporaneo di Chen Bing Wang, 13° generazione, che insegnò il metodo Pao Chui a Chen Chang Ch’ing. Se queste date sono accurate è ovvio che Wang avrebbe potuto insegnare Tai Chi sia a Chen Chang Ch’ing che a Jiang Fah che a sua volta lo poteva aver trasmesso a Chen Chang Ch’ing. Questo contraddice gli storici pro famiglia Chen come Tang Hao che sostiene che fu Wang ad imparare il Tai Chi dalla famiglia Chen.

Wu Tu Nan ci racconta che a Bao Ji, che si trova a tre ore di treno da Xian c’è un tempio Taoista detto del “Padiglione d’Oro” ove è possibile trovare un numero di oggetti e stanze che identificano Chang San Feng con il tempio. Wu aggiunge inoltre che in questo tempio veniva praticata una forma di Tai Chi che si dice sia stata insegnata da un allievo di Chang San Feng che si chiamava Wang Zong proveniente da Xian. Xian si trova a 17 ore di treno dal villaggio Chen.

Qui però abbiamo un problema con il nome Wang Zong.

Wang Zong (yue) e il Nei Chia Chuan.

Secondo il sinologo Arthur Waley la definizione di Nei Dan o Alchimia Interna - tecniche create per promuovere non solo la lunga vita, ma anche per raggiungere nuovi stati di coscienza non-ordinaria - la troviamo per la prima volta in un testo buddista del 565 d.C. ove viene descritto come stimolare l’opera alchemica Nei Dan utilizzando le tecniche Wei Dan (Alchimia esterna).

Il Tai Chi Chuan fa parte insieme al Ba Kua e allo Hsing Yi delle cosiddette Nei Jia Chuan o Arti marziali Interne; Yang Lu Chan fu la prima persona che usò il termine Tai Chi Chuan nel 1852 quando giunse a Pechino. Prima di allora ci si riferiva a questo stile con altri nomi come Mien Chuan Pugno di Cotone, Chang Chuan Boxe Lunga, Hua Chuan Boxe che neutralizza...

Uno stile Interno differisce da uno esterno innanzitutto perché pone il suo accento sullo sviluppo della Mente/Intenzione YI, dà importanza all’Energia Interna Ch’i anziché a quella esterna/fisica LI, si preoccupa di attaccare il sistema energetico dell’avversario anziché preoccuparsi di braccia e gambe, infine è strettamente in contatto con la terminologia alchemica taoista e i suoi rituali come per esempio l’Iniziazione segreta. Inoltre mentre il buddismo viene dall’India, dunque da fuori, il taoismo è cinese, interno.

Nel Chen Shi Taiji Pao Chui di Xie Ting Fei pubblicato a Taiwan nel 1985 troviamo un certo Huang Zong Xi, detto anche Li Zhou, che era uno studente di Wang Zhen Nan. Nel nono anno dell’imperatore Kang Xi (1669) Huang scrisse sulla tomba di Wang:

La boxe di Shaolin è famosa nel mondo

essa si concentra ad attaccare i punti deboli avversari

Nella cosiddetta scuola Interna, Nei Jia, la quiete viene

usata per controllare il movimento.

.......Chang San Feng è il fondatore della Nei Jia

che era un taoista del monte Wu Dang.

Questa iscrizione tombale è di fondamentale importanza per la nostra analisi storica, in quanto essa ci dimostra che già prima del Chuan Ching esisteva uno stile interno creato da un certo Chang San Feng. Nell’iscrizione troviamo inoltre scritto che l’Arte divenne popolare nello Shanxi cento anni dopo Chang San Feng, grazie a Wang Zong.

Egli poi trasmise l’Arte a Chen Tun Chow di Wen Zhou. Durante il periodo Jia Jing (1522-66) della dinastia Ming, Chang Sung Hi di Hai Yan era l’esponente più famoso di quest’Arte.

Egli trasmise l’insegnamento a Yeh Chi Ma e Ji Chuan. L’ultimo di questi trasmise l’Arte a Shan Hsi Nan, che a sua volta la trasmise a Wang Zheng Nan. La maggior critica rivolta a questa linea di trasmissione è che non si menziona mai la parola Tai Chi Chuan, ma come molti oggi sanno questa parola apparirà molto più tardi.

Nella "Cronaca della prefettura di Ning Po" si trova scritto che Chang Sung Hsi praticava Nei Jia Chuan e che era un discepolo di Chang San Feng. Ma come vedremo più avanti questo non era possibile, in quanto le date non corrispondono.

Tai Chi Chuan: La scuola del Sud e del Nord.

Molti storici del Tai Chi Chuan usano questa iscrizione e la similarità dei nomi Wang Zong e Wang Zong Yue per affermare che Wang Zong Nei Jia Chuan era di fatto Tai Chi Chuan, e che inoltre esisteva una scuola del nord trasmessa da Wang Zong Yue a Jiang Fah il quale la trasmise a Chen Chang Ch’ing, mentre Chang Sung Hsi e il suo lignaggio si estesero al sud.

Wang Zong era di Guang Zhong nello Shaanxi, con capoluogo Xian, mentre Wang Zong Yue proveniva da Shan You nella provincia dello Shanxi. Anche se queste due province vengono scritte con gli stessi caratteri hanno pronuncia differente, inoltre lo Shaanxi si trova ad occidente della regione dello Henan ove si trova il villaggio Chenjiakou, mentre Shanxi si trova nella parte settentrionale del Henan. A questo punto possiamo affermare che vi era una scuola marziale interna del nord e una del sud, aventi però la stessa radice culturale-filosofica.

Fino a poco tempo fa si pensava che solo la corrente del nord, quella trasmessa da Jiang Fah, era tuttora esistente, ma recentemente Wang Wei Shen nel suo libro: “Wudang Chang Sung Hsi Pai Nei Jia Chuan” (Scuola di Pugilato Interno del Wudang del Maestro Chang) ci fa sapere che anche la corrente del Sud è ancora esistente e che lui stesso sia la 20° generazione di questa scuola.

Wang nacque nel 1913 e apprese l’arte da due Maestri, l’ultimo dei quali era Li Hao Tian, che era un monaco Taoista del monte Wudang.

Sempre secondo Wang il fondatore era Chang San Feng che trasmise l’arte a Wang Zong dello Shaanxi, il quale la passò a Chen Zou Tong, segue Chang Sung Hsi che utilizzò l’essenza di otto scuole marziali per creare la sua scuola del Wudang. Mancano comunque dei personaggi che hanno fatto da tramite da Chang San Feng e Wang Zong, Wang Zong e Chang Sung Hsi e tra quest’ultimo e le ultime generazioni. Anche se in questo libro si trovano degli elementi “Interni” la loro teoria e pratica e diversa da quella del Tai Chi Chuan, probabilmente perché questa scuola conteneva l’essenza di ben otto altre scuole marziali, inoltre non vi è alcun riferimento ai “Classici del Tai Chi”. E’ risaputo che l’Arte Marziale giapponese del Ju-Jutsu ha le sue radici nella cultura marziale cinese, difatti colui al quale si fa risalire la sua origine si chiamava Chen Yuan Pin (1587-1674), che era un contemporaneo di Wang Zheng-Nan. La teoria e il metodo di questa pratica trasmessa da Chen Yuan Pin è simile a quella che troviamo nelle scuole di Tai Chi Chuan/Nei Jia Chuan.

E’ chiaro dunque come questa scuola Nei Jia Chuan abbia influenzato il mondo delle Arti Marziali Cinesi e Giapponesi, esattamente come il Tai Chi Chuan sta facendo oggigiorno.

Jiang Fah che fa?

Tutte le scuole di Tai Chi Chuan che si rifanno all’insegnamento di Lu Chan sono concordi nell’affermare che fu Jiang Fah a trasmettere l’arte del Tai Chi a Chen Chan Ch’ing inoltre che fu Wang Zong Yue a trasmetterla a Jiang Fah. Inoltre essi considerano Wang Zong Yue il responsabile della trasmissione dell’Arte al sud, nella persona di Chang Sung Hsi.

Anche se noi accettiamo ciò che viene detto dalla corrente Chen, cioè che Jiang Fah era un contemporaneo della 10° generazione della loro famiglia, siamo dunque circa nel 1650 e 20 anni prima della morte di Wang Zheng Nan, non possiamo poi capire come mai quest’ultimo venga considerato lo studente più anziano di Wang Zhong che fu il maestro di Jiang Fah! Sono certo a questo punto che abbiamo due Wang Zhong viventi in aree geografiche differenti, che qualcuno ha fatto diventare una sola persona. Gli storici Chen Xin e Gu Liu Xin riconoscono l’esistenza di Jiang Fah, ma dicono che fu Chen Wang Ting ad insegnargli l’Arte del Tai Chi nel 1650 circa. La corrente Yang invece dice che Jiang Fah trasmise l’arte a Chen Chang Ch’ing (1771-1853).

Abbiamo un problema di circa 150 anni !!!

La famiglia Chen parla di un Wang Zhong Yue contemporaneo alla loro 13° generazione, se ciò è vero egli avrebbe potuto insegnare non solo a Jiang Fah ma anche a Chen Chang Ch’ing, dimostrando così la giustezza delle affermazioni della corrente Yang riguardo a Jiang Fah.

Il materiale storico della famiglia Chen non dice chi (sempre che qualcuno vi sia stato) imparò da Jiang o Wang, in quanto essi fanno risalire il tutto all’interno della loro famiglia. Tutti tranne Wu Yu Hsiang considerano Wang Zhong Yue come maestro di Jiang Fah, e quest’ultimo come maestro di Chen Chang Ch’ing. Per quale motivo esiste una storia così complessa?

Wu Tu nan ci racconta che Chen Xin gli disse che ogni anno dopo la mietitura, i membri del clan si radunavano per praticare lo Shaolin Chuan. Chen Xin continua il suo racconto affermando che un autunno mentre Chen Chang Ch’in stava insegnando l’Arte ai membri del clan furono visti da uno straniero, che mentre li guardava se la rideva.

Allora Chen Chang Ch’ing, innervosito da quel comportamento, andò verso quella persona, che, vedendo il maestro avvicinarsi, voltò le spalle per andarsene. Il maestro Chen lo afferrò per le spalle ma quest’ultimo si scrollò il maestro Chen di dosso con un semplice movimento.

Quello straniero era Jiang Fah!

Egli si trovava in quella zona perché era sulla via verso la regione del Henan dove viveva sua madre.

Questo incontro avvenne circa nel 1790. Wu Tu Nan incontrò durante la sua ricerca a Chenjiakou un altro membro del clan, Du Yu Wen, che confermò che il Tai Chi della famiglia Chen deriva da Jiang Fah di Kaifeng dello Henan (ricordate che nel 1795 Wang Zhong Yue si trovava a Kaifeng).

Sempre Wu affermò che lo stile e la forma praticata da Du Yu Wen era simile a quella di Yang Lu Chan.

Se è vero che Jiang Fah imparò l’Arte da Wang Zhong Yue le date della famiglia Chen sulla persona

di Jiang Fah non sono corrette.

Il villaggio di Zhaobao.

Lo stile praticato nel villaggio di Zhaobao consiste nel cosiddetto “Nuovo piccolo telaio”, che secondo la famiglia Chen fu creato da Chen Yu Ben trasmesso poi a Chen Qing Ping (1795-1868). Quest’ultimo era un contemporaneo di Yang Lu Chan, e sicuramente essi si conoscevano. Noi sappiamo che l’unico studente di Yang Lu Chan che studiò in questo villaggio fu Wu Yu Hsiang (1812-80), che praticò con Qing Ping per circa un mese. Quelli dello stile Zhaobao hanno una loro identità, e si rifanno a Jiang Fah, anche se non sono molto precisi nelle date.

A questo punto chi ha ragione, la famiglia Chen che dice che Qing Ping imparò l’Arte da Yu Ben, o

quelli del villaggio di Zhaobao che dicono fu Jiang Fah ad insegnare a Qing Ping?

La spiegazione logica è che Yu Ben insegnò a Qing Ping il Pao Chui della famiglia Chen, ma il Tai Chi Chuan egli lo apprese da Jiang Fah o Chen Chang Ch’ing. La forma della scuola Zhaobao è molto simile a quello che viene praticata nella corrente Yang.

Yang Lu Chan e i suoi eredi.

Lu Chan aveva tre figli ed una figlia. Del figlio maggiore si sa poco o niente: ho trovato solo qualche notizia sulla figlia che oltre a praticare Tai Chi lo avrebbe anche insegnato. Invece dei due fratelli Yang Ban Hou (1837-92) e Yang Jian Hou (1839-1917) abbiamo molte informazioni.

Ban Hou come il padre era nominato “Yang l’Invincibile”, però in un libro pubblicato dal famoso maestro contemporaneo di Tai Chi T.T. Liang nel suo “Tai Chi Chuan for Health and Self Defense” ci fa sapere che uno degli studenti di Lu Chan, Chen Xiu Feng, pubblicamente umiliò i due figli di Lu Chan, prendendosi così il titolo di caposcuola (1872): solo successivamente la situazione tornò di nuovamente nelle mani dei discendenti di Lu Chan. Si sa che il padre fu molto severo nel trasmettere l’Arte ai figli, e che oltre ai suoi figli trasmise l’Arte a molti nobili mancesi e soldati della guardia reale, compreso il fratello dell’imperatore Tai I. Dei nipoti solo Yang Shou Hou aveva la reputazione del nonno e dello zio.

La maggior parte delle scuole Yang esistenti tutt’oggi derivano da Yang Jain Hou, in particolare l’insegnamento trasmesso da suo figlio minore Yang Chen Fu (1883-1936). Sappiamo dagli scritti dei suoi studenti che egli cambiò semplificando ulteriormente la già semplificata forma, anzi per essere più precisi nell’ultimo decennio della sua vita la cambiò ben 3 volte!

La famiglia Yang sviluppò 3 diversi modi di praticare Tai Chi. Yang Ban Hou praticava il “Piccolo Telaio”; Yang Jian Hou, che era di carattere più mite, insegnava invece il “Telaio Medio”, mentre Yang Chen fu insegnava il “Grande Telaio”, con posture più ampie e movimenti più espansi.

La situazione attuale della scuola Yang.

In un’intervista rilasciata dal figlio di Yang Chen fu, Zhen Duo, durante la sua prima visita in America, egli disse che nella scuola Yang non esiste nessuna forma veloce o eseguita in coppia. Di fatto però queste forme vengono invece tutt’oggi praticate, come per esempio dai due allievi di Chen Fu, Tung Ying Jie, e Cheng Man Ch’ing.

In realtà, come detto poc’anzi, Yang Chen Fu introdusse un’ulteriore semplificazione, trasmettendo l’Arte nella sua completezza solo a coloro che avevano la sua piena stima come combattenti. Zhen Duo ha studiato prevalentemente con i suoi due fratelli maggiori Shou Chung e Zhen Ji: inoltre visionando il materiale videografico e scritto la stessa forma viene eseguita in tre maniere diverse. Questa differenza dipende semplicemente dal livello di comprensione dell’Arte raggiunto dal praticante: non dimenticate che Zhen Duo in quell’epoca era un giovane ragazzo, e che suo padre morì nel ‘36 (Zhen Duo nacque nel 1926). Altro Maestro di Zhen Duo fu Chen Wei Ming.