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In Cina esistono centinaia di stili di arti marziali differenti;
questi stili si sono strutturati per lo più a partire dalla dinastia
Ming (1368-1644), epoca in cui iniziò a diffondersi l’arte
marziale tra il pubblico. Il vero insegnamento, però, rimase segreto,
riservato all’amico fidato e ancor di più ai figli, ai nipoti,
ed ai figli adottivi. E’ così che la boxe della famiglia
CHEN si trasmise di generazione in generazione.
Orbene, lo stile Chen prende il suo nome dal villaggio di origine: CHENJIAGOU,
situato nel distretto di Wen, della provincia di Henan, al nord del Fiume
Giallo (Huanghe). Chenjiagou significa infatti Villaggio (Gou) della famiglia
(Jia) Chen. Il capostipite della famiglia fu un agricoltore di nome Chen
Bu, che visse verso la fine del 14° secolo. Alcuni “Chen”
fecero risalire la loro arte marziale a questo antenato, ma è senza
dubbio più prudente collegarla al nome di Chen Wangting (1600-1680),
vissuto due secoli dopo il suo avo e appartenente alla 9^ generazione.
Per quanto riguarda l’origine del Taiji Quan dovremo formulare
varie ipotesi, una delle quali, pur essendo solo un’ipotesi, si
appoggia su fatti veri ed affidabili.
E’ solo a partire dalla generazione di Chen Wangting che i Chen
cominciano ad essere citati per la loro destrezza marziale. Chen Wangting
è stato allora il creatore del Taiji Quan o lo ha ottenuto da un
altro pugile esterno alla famiglia?
Il letterato Tang Hao (1897-1959) che fece delle ricerche a Chenjiagou,
ha formulato l’ipotesi che il Taiji Quan fosse stato messo a punto
da Chen Wangting a partire dal trattato del generale Qi Jiguang (1528-1588),
il “Jixiaoxinshu”. In effetti, questo libro contiene 32 tecniche
illustrate, sintesi di 16 boxe differenti della fine della dinastia Ming.
Ora 29 dei 32 nomi di queste tecniche, si ritrovano nei 7 Lu (forme) antiche
del Taiji Quan. Ci sembra che così Tang Hao abbia dimostrato chiaramente
che il Taiji Quan sia stato fortemente influenzato dalla boxe di Qi Jiguang,
ma non è stato dimostrato se l’influenza sia diretta o meno.
Chen Wangting non aveva altro che il libro di Qi Jiguang, o aveva imparato
da un altro pugile che discendeva direttamente o indirettamente da Qi
Jiguang? Una boxe attuale, il Qi Jia Quan (Boxe della famiglia Qi) si
rifà alla vecchia boxe del generale Qi Jiguang. Ora, per mezzo
delle tecniche essenziali di questo stile, si trova: Peng e Ji, due tecniche
importanti del Taiji Quan che però non sono state citate nel capitolo
sulla boxe del libro “Jixiaoxinshu” di Qi Jiguang. Questo
fatto vuole indicare che il Tai Ji Quan non è stato creato a partire
dal libro di Qi Jiguang, ma piuttosto direttamente o indirettamente dalla
boxe del generale?
A una cinquantina di km da Chenjiagou, si trova il Monastero Shaolin;
se si comparano le forme attuali dello Shaolin Quan con quelle del Taiji
Quan, scopriamo che più di una trentina di tecniche e una forma
(Paochui) hanno in effetti lo stesso nome. In più, la teoria dei
due stili, presenta qualche analogia (Chansi, Fajing, l’alternanza
del duro e del morbido – Gang, Rou -, le 4 once che governano 1.000
libbre, ecc.). in breve, il Taiji Quan e lo Shaolin Quan hanno tutta l’aria
di essere cugini. Notiamo infine che molte tecniche si trovano ugualmente
nel libro di Qi Jiguang. In conclusione possiamo dire che la boxe di Shaolin
e di Chenjiagou hanno subito l’influenza di quella di Qi Jiguang
e che, vista la prossimità tra il monte Song e Chenjiagou, l’una
delle due boxe sia all’origine dell’altra, o tuttavia l’ha
fortemente trasformata.
Lo storico del Wushu, Matsuta Takachi, nel suo “Storia delle arti
marziali cinesi”, parla anche lui di somiglianze. Cita lo Hong Quan
(pugno rosso o mano rossa) che era la quarta forma del Taiji Quan, e lo
mette in rapporto con lo Hong Quan, suo omonimo, praticato nel Monastero
Shaolin. In più, in una forma di bastone dello stile di Chen Wangting,
il “Pan Luo Bang”, e in una forma di bastone del monastero
di Shaolin, Matsuta trova quattro tecniche analoghe ed aventi lo stesso
nome.
Quello che Matsuta non specifica, è che due di queste tecniche
di bastone si ritrovano anche nel trattato della lancia di Qi Jiguang
e soprattutto che queste quattro tecniche si trovano in un trattato di
Cheng Chongdou apparso nel 1621: “Shaolin Gunfa Chan Zong”,
le “spiegazioni delle tecniche del bastone di Shaolin”. Cheng
Chongdou era nato una quarantina d’anni prima di Chen Wangting,
questo significa che lo Shaolin Quan ha influenzato il Taiji Quan? Si
potrebbe andare avanti con altre teorie e somiglianze sull’influenza
tra i due stili, ma ci vorrebbe molto spazio. Concludendo, se la nostra
ipotesi è quella buona, il Taiji Quan discenderebbe dalla boxe
di Qi Jiguang e altre “contaminazioni” attraverso l’intermediario
Shaolin Quan del 16° e 17° secolo. Ovviamente il Taiji Quan ha
dovuto subire altre influenze e i Chen non hanno smesso di modificare
la loro arte per cercare di migliorarla. Il Taiji conserva in effetti
delle caratteristiche che non si ritrovano né presso Qi Jiguang,
né presso altre famiglie, né presso lo Shaolin Quan. Come
l’alternanza molto marcata della lentezza e della rapidità,
le quali ne fanno un’arte originale dell’antica Cina.
Un’altra ipotesi sull’origine del Taiji Quan è il
possibile apporto di Wang Zong Yue (18° secolo), al quale si attribuiscono
un certo numero di trattati sul Taiji Quan, riuniti nel “QuanPu”
(della Boxe). Questi brevi testi (il “Trattato del Taiji Quan”,
le “13 tecniche”, le”Parole importanti del Tui Shou”,
il “Canto del Tui Shou”, ecc.) sono falsi o no? Vediamo le
varie ipotesi:
Il “QuanPu” è autentico e Wang Zong Yue ha insegnato
ai Chen
Prima di cominciare, notiamo che l’arrivo di Wang Zong Yue spiegherebbe
la natura delle trasformazioni del Taiji Quan, all’epoca della generazione
di Chen Changxing (1771-1853), Chen Youben e Chen You Heng, epoca che
corrisponde giustamente a quella che seguì immediatamente il presunto
passaggio di Wang Zong Yue a Chenjiagou. Visti i fatti precedenti sulla
parentela indiscutibile tra le boxe di Qi Jiguang, di Shaolin, e di Chenjiagou,
e visto che questa parentela è anteriore all’epoca nella
quale visse Wang Zong Yue, l’influenza di quest’ultimo sul
Taiji Quan, non potè che essere parziale.
Dal “QuanPu”, lo stile di Wang Zong Yue contiene essenzialmente
13 tecniche (Pen, Lu, Ji, An, Cai, Lie, Zhou, Kao, Jin, Tui, Gu, Pan,
Ding), le 13 tecniche del Tui Shou e del Taiji. Questo significherebbe
dunque che il Tui Shou e le sue 13 tecniche provengono da Wang Zong Yue
e sarebbero state mischiate alla boxe della famiglia Chen, dopo il suo
passaggio a Chenjiagou?
Ora, la maggior parte di queste 13 tecniche, così come i principi
del Tui Shou, sono presenti sia nello Shaolin Quan antico, sia nella Boxe
attuale che discende da Qi Jiguang. In più la tecnica Peng si ritrova
in un canto (il “Quanjing”) attribuito a Chen Wangting. Infine
il Chansi, il Fajing e le 4 once che governano 1.000 libbre, sono presenti
sia nei testi teorici di Shaolin che in quelli di Wang Zong Yue. Alla
luce di questi fatti, la sola ipotesi valida resta dunque che Wang Zong
Yue praticò una boxe molto simile a quella dei Chen. Nello stato
attuale delle nostre conoscenze, è dunque difficile credere che
Wang Zong Yue sia all’origine della boxe dei Chen.
Il “QuanPu” è autentico e Wang Zong Yue è un
allievo dei Chen
E’ in effetti possibile che i Chen della 13^ generazione abbiano
insegnato il Taiji Quan a Wang Zong Yue e che egli abbia in seguito redatto
qualche trattato teorico a partire da questo insegnamento; questa è
la tesi di Gu Liuxin (1908-1991). Però la famiglia Chen afferma
di non aver mai sentito parlare di Wang Zong Yue prima che gli autori
di opere dello stile Yang di Taiji non lo menzionassero all’inizio
del 20° secolo.
Il “QuanPu” non è autentico
Se il “QuanPu” è un falso, è probabilmente opera
di Wu Yuxiang che volle diminuire il prestigio della famiglia Chen. Wu
Yuxiang avrebbe forse creato il nome di Wang Zong Yue attingendo a Wang
Zong, il pugile leggendario del Nei Jia Quan. Questa ipotesi significherebbe
che il redattore del “QuanPu” avrebbe riassunto degli elementi
(proverbi, canti o testi corti) provenienti senza dubbio dalla famiglia
Chen (il “QuanPu” è apparso dopo il viaggio che fece
Wu Yuxiang a Chenjiagou e a Zhaobao). Dopo gli avrebbe dato più
o meno una forma e avrebbe fatto credere a una sua scoperta. Nello stato
attuale delle nostre conoscenze, questa 3^ ipotesi parrebbe la più
plausibile. Notiamo che i testi di Wu Yuxiang (1812-1880) e quelli attribuiti
a Wang Zong Yue, sono una codifica della teoria del Taiji Quan e del Tui
Shou che oggigiorno è ripresa da tutti gli stili di Taiji Quan. |