MARCELLO GIUSTI
ANALISI DI ALCUNI PRINCIPI
FONDAMENTALI PER UNA CORRETTA PRATICA DEL QI
GONG E DEL TAIJI QUAN
Introduzione
Praticare il Qi Gong e il Taiji Quan
significa prendere conoscenza ed approfondire la nostra consapevolezza delle
regole della natura che ci governano. Significa studiare il Qi, l’energia vitale che permea noi e
tutto l’universo; significa praticare questa energia, svilupparla, raffinarla,
scoprirne le modalità in cui si manifesta e i percorsi in cui fluisce e poterla
impiegare per fini che possano essere molto diversi e vanno dal campo
terapeutico al marziale allo “spirituale”.
Parlando brevemente del Qi Gong possiamo dire che si tratta di
un argomento vastissimo suddiviso in categorie e sottocategorie.
Un primo aspetto riguarda il Qi Gong medico, attraverso la cui
pratica si possono prevenire e curare malattie di vario genere.
L’origine degli esercizi terapeutici
è il Qi Gong taoista. Questo perché
la medicina tradizionale cinese e il pensiero taoista hanno la stessa origine.
I principi fondamentali che stanno alla base della teoria medica cinese
originano tutti dalla conoscenza taoista del mondo naturale.
Il Qi Gong taoista comprende pratiche che servono per studiare e
conoscere il mondo naturale che comprende anche l’uomo e quindi si occupa sia
della conoscenza dell’uomo sia di come l’uomo possa unirsi ed entrare in
comunicazione con la natura. In particolare è stata approfondita la conoscenza
della salute, ossia di quali sono le condizioni di salute e quelle di assenza di
salute e si sono scoperte le leggi di funzionamento per esempio i famosi
meridiani: percorsi scoperti attraverso le ricerche taoiste di Qi Gong; e si è visto che questi canali
possono essere aperti o chiusi e si sono sviluppate tecniche terapeutiche adeguate
a liberare i blocchi che impediscono il fluire dell’energia.
Un altro aspetto del Qi Gong riguarda quello che si è
sviluppato nelle arti marziali. Oggetto di studio dell’aspetto marziale è come
usare l’energia per difendersi o per attaccare un avversario. Anche nella
categoria delle arti marziali ci sono un’infinità di scuole che hanno
sviluppato pratiche particolari.
Tre sono gli aspetti fondamentali
per la pratica dell’energia interna:
1. Regolazione del corpo (Tiao shen) (ovvero) - mettere a punto il
corpo ovvero mettere il fisico in condizioni ottimali per la pratica.
2. Regolare la respirazione (Tiao xi) - chi vuole praticare Qi Gong seriamente deve per forza
gestire la regolazione della respirazione. Regolare la respirazione serve ad
entrare nella condizione giusta di pratica.
3. Regolazione della mente (Tiao xin) - la terza regolazione è la
regolazione della mente ovvero del cuore. La regolazione del corpo e della
respirazione sono fondamentali, ma senza la regolazione del cuore e della mente
le prime due non sono sufficienti. Dalla regolazione della mente dipende
l’esito effettivo della pratica (del Qi
Gong) energetica interna. Quindi in realtà è forse l’aspetto più importante
delle regolazioni. Regolare il cuore significa regolare la propria attività
mentale, il pensiero e la propria volontà, la propria attività mentale in senso
lato.
Qui mi occuperò brevemente della
prima regolazione: la regolazione del corpo.
Regolare il corpo è un concetto del Qi Gong che è quasi agli antipodi
rispetto al concetto occidentale di regolare il corpo, cioè non è una attività
ginnica come nuoto o palestra per migliorare la condizione fisica. C’è chi
considera il Qi Gong e il Taiji Quan una specie di ginnastica
cinese ma non è così. I principi di funzionamento delle attività sportive
occidentali sono basati sul mettere in attività gli aspetti fisici muscolari in
particolare e consistono nello sviluppare la forza e nel migliorare la potenza,
la velocità e far sì che il cuore arrivi ad un certo numero di battiti ed è
un’attività in genere faticosa nel senso fisico del termine. Fare questo tipo
di attività fisica non presenta particolari problemi finché si è giovani, ma ad
un’età avanzata o in caso di patologia non sempre è adeguata oppure non dà i
risultati voluti perché è un’attività di sforzo, presuppone il superamento dei
limiti fisici della persona. In realtà molta dell’attività ginnica sportiva
occidentale non si può applicare a persone malate o in età avanzata.
Il Qi Gong classifica queste attività sportive come fondamentalmente
innaturali che vanno oltre le capacità proprie della persona.
Invece Qi Gong e Taiji Quan sono
classificati come naturali.
Regolare il corpo significa entrare
in una condizione propria, naturale. E’ la condizione che dà più benessere possibile
da un punto di vista fisico.
Per entrare in questa condizione
bisogna passare attraverso un rilassamento fisico e quindi la differenza
fondamentale tra il Qi Gong e il Taiji Quan e le nostre attività sportive
è che all’inizio della pratica non bisogna fare esercizi di riscaldamento, non
c’è questo aspetto di attivazione del nostro fisico. Nella nostra vita
quotidiana siamo sottoposti a grandi affaticamenti psichici e la maggior parte
delle persone è sottoposta a stress di tipo psichico e anche di tipo fisico,
perché la tensione si estende facilmente al corpo. Questi due tipi di tensione
inducono nel nostro corpo una circolazione scorretta e caotica dell’energia e,
se questo tipo disordinato di moto energetico si protrae nel tempo si avrà come
conseguenza lo sviluppo di qualche forma patologica. Vari tipi di malattie sono
originate da problemi di disordine nel moto energetico della persona. La
circolazione energetica in una persona normale e sana è regolare con dei moti
che seguono leggi ben precise e regole sia spaziali che temporali in momenti
diversi l’energia circola con modalità diverse nelle varie parti del corpo.
Quindi praticare il Qi Gong e il Taiji Quan significa anche prendere conoscenza ed approfondire la
consapevolezza delle regole naturali cui siamo sottoposti. Sfruttando queste
conoscenze si può riuscire a curarsi e a regolare il proprio fisico. Quindi la
prima cosa da tenere presente durante la pratica è la regolazione del corpo (Tiao shen).
Esistono molti metodi pratici di
regolazione. La regolazione del corpo si basa innanzitutto sul rilassamento completo del corpo ovvero
rilassare il corpo dalla testa alla punta dei piedi, un rilassamento assoluto
di ogni cellula del proprio corpo compresi gli organi interni. E’ un tema molto
importante e molto profondo ed esistono varie tecniche per raggiungere lo
scopo.
1. Rilassamento dall’alto verso
il basso: SHANG XIA FANG SONG FA. E’ un primo tipo di rilassamento.
Evidentemente è un metodo che prevede una operazione di rilassamento che inizia
dal capo e scende sino ai piedi. Per esempio ci si puo’ immaginare pieni di un liquido, di acqua, e lentamente
fare scendere questo liquido nel vostro corpo e mano a mano che scende si
compie un rilassamento. Questo tipo di rilassamento è molto indicato nelle
persone ipertese o che soffrono di pressione alta o nelle persone nervose,
emotivamente sempre stressate e agitate. Quando si vuole praticare il Qi Gong, all’inizio si puo’ usare questo
tipo di rilassamento e ripeterlo più volte fino a raggiungere un certo grado di
rilassamento. E’ la ripetizione della
pratica di rilassamento che porta ad un rilassamento, quindi se si è deciso di praticare, prima occorre
rilassarsi e ripetere una operazione di rilassamento sino a che si raggiunge il
rilassamento completo del corpo.
2. Rilassamento dal basso verso
l’alto: CONG XIA WANG SHANG FAN SONG FA. Questo è un metodo di rilassamento
che inizia dalla pianta dei piedi e risale fino alla testa. Si adegua alle
esigenze di chi ha la pressione bassa o di chi soffre di anemia; sarà un
rilassamento che inizia dalla pianta dei piedi e man mano risale fino al capo.
Per esempio un sistema che si può usare in questo caso è quello di mettersi
sdraiati con i piedi in posizione sollevata; alzare i piedi con un cuscino e tenere la testa più
in basso dei piedi. E’ un metodo che si addice anche alle persone che soffrono
di difficoltà circolatorie agli arti inferiori; se si hanno questi problemi si
può provare ad usare questo sistema di rilassamento dal basso verso l’alto.
Altri casi in cui è indicato è il prolasso degli organi: dello stomaco,
dell’utero, dell’ano, del rene.
3. Rilassamento dalla parte
anteriore alla parte posteriore del corpo: QIAN HOU FAN SONG FA. Ci sono
persone che durante i propri tentativi di rilassamento trovano difficoltà a
rilassare la parte posteriore del corpo: possono usare questo sistema iniziando
frontalmente e rilassando il corpo fino ad arrivare posteriormente. Chi soffre di mal di schiena, di lombalgia,
dorsalgia o sciatalgia: fa fatica a rilassare queste parti posteriori; può
provare ad operare un rilassamento prima nelle parti più semplici da rilassare,
quindi frontalmente, e poi spingere il rilassamento fino a dove avverte dolore.
Ci sono altre persone che al contrario hanno delle parti difficili da rilassare
frontalmente: ad esempio senso di schiacciamento al petto, pancia gonfia,
sensazioni di pienezza fastidiosa al costato e ai fianchi, tutte zone che non
si rilassano facilmente: potrebbero tentare di rilassarsi al contrario, da
dietro verso davanti, invertire quindi il senso.
4. Rilassamento da sinistra
verso destra: ZUO YOU FAN SONG FA. Ci sono persone che si rendono conto che
hanno una metà del corpo che non riescono a rilassare: esse possono provare a
fare un rilassamento laterale per esempio da destra verso sinistra. Se non si
riesce a rilassare la destra si può partire dalla parte sinistra e spingere il
rilassamento verso destra. Questo rilassamento ha lo scopo di rilassare in
maniera omogenea tutto il corpo, quindi si può usare la capacità di percezione nella differenza di rilassamento tra le due
parti del corpo. Si può usare questo
sistema per cercare di rilassare quella metà del corpo che si fa fatica a
rilassare.
5. Rilassamento dall’interno
verso l’esterno: NEI WAI FAN SONG FA. Si può pensare a questo metodo se i
precedenti non soddisfano, rilassando dall’interno del corpo verso l’esterno.
Le persone che sono molto tese, molto nervose, molto emotive, possono pensare
ad un rilassamento che inizia al centro del cervello, da un’area centrale nella
testa; si incomincia a rilassare questa zona centrale e si espande il moto di
rilassamento verso l’esterno. Per effettuare bene questo tipo di rilassamento è
meglio cercare un luogo appropriato, che dia una sensazione di benessere, di
piacere: se è un luogo naturale, positivo, è meglio. Questo è un rilassamento
di ingrandimento, nel senso che inizia da un punto piccolo e si espande
buttando all’esterno la condizione di non rilassamento. Pensiamo alle persone
che hanno problemi emotivi considerevoli, sono depresse o troppo tese e
stressate: queste persone più pensano, più cercano di rilassarsi, più la testa
va in agitazione. Quindi questo è un metodo che può essere utile
nell’eliminazione di queste tensioni, perché si catturano queste tensioni
dall’interno e si buttano fuori. E’ un metodo per le persone molto introverse,
depresse, che parlano poco e si tengono tutti i motivi di ansia e le
arrabbiature dentro. Questo è un sistema per chi comprime all’interno i problemi, per aiutarlo
a tirare fuori tutto quello che è stato compresso dentro. Un altro tipo di
rilassamento è per così dire il contrario di questo, va dall’esterno verso
l’interno, anche se non è esattamente alla rovescia.
6. Rilassamento dall’esterno
verso l’interno: WAI NEI FAN SONG FA. Il metodo precedente, dall’interno
verso l’esterno, si adegua a chi ha troppi pensieri per la testa e li deve
buttar fuori. Al contrario il sistema che va dall’esterno verso l’interno si
adatta alle persone che sono deboli, stanche, che sono in vuoto di qi, di energia e di sangue. E’
importante scegliere un ambiente il più possibile naturale e piacevole, ed in
questo metodo è ancora più importante perché si devono prendere degli aspetti
piacevoli dall’ambiente in cui ci si trova, e portarli dentro. Questo sistema presuppone il trucco di andare
in un ambiente piacevole, o trovare qualcosa in un ambiente esterno che sia
sereno, rilassante e piacevole e portarlo dentro. Ad esempio, se si ha un vaso di fiori in casa, con i fiori che stanno
sbocciando, lo si mette davanti, lo si osserva e da questa osservazione può
nascere un senso di felicita’. Il fiore che sta per sbocciare dà una grande
gioia, è di una delicatezza estrema, e si può portare questa gioia, questa
delicatezza del fiore, all’interno. Un fiore che sta per sbocciare è un fiore
giovane, con energia fresca. Si realizza una sorta di trasformazione, di
ricarica che parte dall’esterno, entra, all’interno cresce e si espande e butta
fuori quello che c’è da buttar via. Se si è tesi e nervosi si può immaginare di
andare al mare: vedere un mare calmo,
aiuta a placare un moto energetico disordinato e caotico. Oppure si può
pensare ad una montagna: osservarne la maestosità e l’immensita’ e portarla all’interno del proprio cuore rendendolo
calmo e stabile. E’ un sistema per far compenetrare una parte dell’ambiente
esterno con noi stessi, è uno scambio.
Il rilassamento è quindi il
principio basilare e il punto di partenza imprescindibile per la pratica del Qi Gong e del Taiji Quan.
A qualsiasi livello non si sottolineerà
mai abbastanza l’importanza del rilassamento, soprattutto per i praticanti di
stile chen che a differenza degli
altri praticanti di taiji pongono
spesso più attenzione all’emissione di energia (Fa-jing) il cui presupposto fondamentale è però proprio il
rilassamento. Chen Zhao-Kui dava
molta importanza al rilassamento che deve essere totale. Solo il rilassamento
ci permette di scaricare l’energia in modo così potente e rapido da non
permettere reazione.
L’esercizio del Taiji Quan tira fuori le potenzialità nascoste del corpo umano in
modo naturale. Durante la pratica la mente deve essere completamente
controllata e governare muscoli, tendini, ossa e organi interni in modo che
possano lavorare insieme sinergicamente e si possa essere rapidi e leggeri nel
movimento. La pratica rende la mente capace di guidare il corpo ad esprimere le
sue potenzialità nascoste. Mente e corpo devono agire insieme come un’unità. In
uno scontro la mente deve convogliare tutta la forza del corpo nel punto di
contatto e perché questo avvenga il corpo deve essere rilassato e sciolto. Come
una molla. Vediamo i punti essenziali di questo rilassamento da un punto di
vista più specifico per il Taiji Quan
(di stile CHEN).
1. E’ la mente che deve essere rilassata
per prima. Prima la mente e poi il corpo. Se rilassiamo la mente anche il corpo
si rilasserà.
Nel Taiji Quan quando una parte del corpo si muove, tutto il corpo si
muove e quando una parte è ferma tutto il corpo è fermo. Il movimento e
l’immobilità sono sotto il controllo della mente. Ecco perché quando
pratichiamo dobbiamo essere calmi, rilassati e perfettamente concentrati. Solo
allora possiamo sviluppare un’alta sensibilità. Il primo passo è quindi porre
la mente in uno stato rilassato e tranquillo. Perché serva al nostro scopo.
2. Se la mente è tranquilla e rilassata,
l’attenzione sarà in grado di rilassare e sciogliere gli organi interni, i
muscoli, i tendini e le articolazioni. I classici del Taiji Quan affermano: “La nostra pelle deve essere sensibile e
tutte le articolazioni devono essere sciolte. Chen Zhao-Kui affermava: “Dovremmo allungare il corpo partendo da
punti opposti”.. “Se una parte del corpo va in su l’altra deve andare in giù”.
O “se si scarica energia a destra occorre rilassare e affondare la parte
sinistra del corpo”. Il principio indicato è: sciogliere e allungare tutte le
articolazioni del corpo.
3. Quando pratichiamo, eccetto per la
sommità del capo che deve essere tirata verso l’alto tutte le parti del corpo
devono essere sciolte e affondate. Per
quanto riguarda le braccia occorre sciogliere e rilassare le spalle affondare i
gomiti e piegare i polsi. Per le gambe dobbiamo rilassare ed aprire le anche,
flettere le ginocchia, e le caviglie; per il tronco occorre rilassare la gabbia
toracica e rilassare e affondare la regione lombare della colonna vertebrale.
Tutto ciò perché le giunture possano essere sciolte e rilassate e il peso del
corpo e il Qi possano affondare e di
conseguenza la parte inferiore del corpo possa essere solida e ben radicata e
la parte superiore libera e leggera.
4. Il rilassamento deve essere “vivo” .
Questo si deve verificare principalmente nelle giunture e poi nei movimenti
flessibili a spirale degli arti generati dalla vita e dal Tantien: il Chan-Su-Jing. La chiave per ottenere ciò
è che attraverso la pratica della forma,
specialmente il Chan Su- Jing.
Sciogliamo le articolazioni e i tendini e aumentiamo la flessibilità dei
muscoli.
I classici dicono: quando ci
muoviamo tutto il corpo deve essere leggero e agile. Dobbiamo esercitarci in
questo modo cosicché tutte le nostre giunture siano sciolte e possano
rapidamente mobilizzare la forza dell’intero corpo nel punto di contatto con
l’avversario.
* * * * *
Le giunture più importanti da
sciogliere sono quattro: le spalle e le anche. Chen Zhao-Kui diceva: dobbiamo rilassare attentamente il torace ).
Se è rigido si riempirà di Qi e non
potrà coordinare i movimenti del corpo. Allora saremo facilmente battuti.
Inoltre la cosa più importante è condurre tutti i movimenti dalla vita e dal
torace. La chiave per mantenere il petto rilassato è sciogliere le spalle e la
chiave per mantenere la vita rilassata è sciogliere le articolazioni delle
anche.
Quando si fa pratica Tui-Shou (“Mani
che spingono”) la cosa più importante è controllare le spalle dell’avversario.
Se per lui è difficile girare, resisterà e sarà sotto il nostro controllo. La
possibilità di girare le spalle dovrebbe essere effettuata dal busto e dalla
vita che devono girare insieme come un’unità e tutte queste parti: spalle, busto
e vita devono essere rilassate e sciolte. Quando insegnava Tui-Shou diceva: la
cosa peggiore che potete fare è che quando l’avversario spinge voi alzate le
spalle e il busto e la vita diventano un pezzo di legno. Questa è la fine.
Così quando parliamo di rilassamento
intendiamo sciogliere le articolazioni delle spalle e delle anche, e che il
rilassamento del busto dipende dalla scioltezza delle articolazioni delle
spalle, e il rilassamento della vita dalla scioltezza delle anche.
Se siamo in grado di fare questo il
rilassamento per noi non ha più segreti. Come esercitarsi per essere rilassati.
I principianti non possono evitare
di essere rigidi. Questo è normale quando si comincia ad imparare il Taiji Quan, non si ha familiarità con i movimenti e ci si
irrigidisce.
Quando gli studenti hanno imparato
l’intera forma allora occorre cominciare a lavorare sul rilassamento
sottolineandone l’importanza e utilizzando vari metodi:
1)
Il rilassamento si dovrebbe basare su un corpo diritto ed esteso.
Altrimenti la forma collasserebbe a causa dell’oscillare delle spalle o
l’iperestensione delle ginocchia.
2) Il Taiji
Quan di stile Chen è
caratterizzato da un andamento misto lento e veloce. Ma i principianti non
essendo completamente rilassati devono praticare la forma lentamente.
Attraverso la lentezza possono sentire le parti del corpo che non sono
rilassate e possono avere una migliore comprensione del rilassamento.
3) Tutti i movimenti del Taiji sono a spirale e circolari.
Occorre cercare di essere rilassati mentre si eseguono i movimenti a spirale.
E’ difficile essere rilassati se ci si muove per linee dritte.
4)
Cominciamo con lo sciogliere per prime le articolazioni più importanti.
Poi possiamo combinare la scioltezza delle spalle con quella dei gomiti e della
vita ed essere in grado di sentire come le articolazioni si muovono una dopo
l’altra come il movimento di un verme che muove il suo corpo sezione per
sezione.
5) Il Taiji
Quan richiede che tutte le parti del corpo siano affondate. Questo comporta
un pesante carico per le gambe che devono essere solide e forti per dare un
valido sostegno alla parte superiore del corpo. Le posizioni basse aiutano il
rafforzamento delle gambe. Solo quando le gambe sono forti si può ottenere un
buon rilassamento della parte superiore del corpo. Perciò è bene praticare
posizioni basse per allenare e rafforzare le gambe in modo da poter rilassare
la parte superiore del corpo.
6) Attraverso “Mani che spingono” possiamo
imparare come prendere la forza dell’avversario. Se vogliamo usare la sua forza
non dobbiamo resistere ma assecondare. Chi non vuole perdere è sempre teso e
rigido e perciò fa resistenza. Se non si ha paura di perdere si può essere
rilassati. Perciò quando si fa “mani che spingono” si deve essere pronti a perdere
e non si deve cercare di evitare di perdere. Se non ci spaventa perdere il
beneficio è enorme. Non si deve temere di lasciar venire avanti l’avversario
quando spinge. Dobbiamo lasciarlo spingere tanto quando vuole e soltanto
rilassarci e lentamente sviluppare la capacità di contenere e assorbire al
forza che avanza.
Il Taiji Quan è un’arte marziale la cui filosofia è basata sulla
teoria dello Yin e dello Yang e dell’Yi-Ching. E spesso ci si riferisce a questo aspetto del Taiji Quan come “morbido e duro
insieme”. Un’arte marziale che enfatizzi solo il morbido e il rilassato non può
essere Taiji Quan. Il rilassamento è
solo una parte del training di base, del Taiji
Quan. Il proposito è quello di sviluppare una forza che sia morbida e dura,
leggera e pesante attraverso il rilassamento e altri metodi. La forza del Taiji, è la forza dell’intero corpo e
non può essere ottenuta solo con il rilassamento. La forza del Taiji si ottiene attraverso la pratica
diligente della forma, mani che spingono, la pratica di singoli movimenti e
altri programmi di training. Tutti questi training non contrastano col
rilassamento ma gli sono complementari. Alcuni non praticano il training della
forza per paura di ostacolare il rilassamento. Il timore è infondato. Alcuni pensano
che i praticanti di Taiji non
dovrebbero usare pesi e usare la forza. Questo non è vero. Prima di imparare il
Taiji Quan il corpo è rigido e la
forza non è flessibile. Dopo aver imparato il Taiji Quan si è molto rilassati, il Qi circola e si è liberi dalla rigidità ma si mantiene la forza. La
forza rigida di solito proviene dalle spalle e non è controllata dalla vita. In
termini economici la forza rigida è il nostro capitale e il rilassamento è il
metodo che usiamo per fare affari. Se sappiamo come fare affari con un piccolo
capitale possiamo fare grossi affari. Se non lo sappiamo anche con un gran
capitale non riusciamo a fare affari. Perciò, una volta imparato a fare Taiji correttamente non c’è niente che
non si possa fare, sia esso sollevamento pesi, lotta o corsa.
Mr.
Dong Ying-Jie paragona il power training al capitale necessario
per fare affari e il rilassamento alla conoscenza necessaria per avere
successo.
La forza del Taiji è come la forza di un trampolino, una miscela di morbido e
duro. I classici del Taiji dicono:
lascia che l’avversario venga avanti e colpiscilo non appena perde il suo
equilibrio. Se volete lasciare l’avversario venire avanti dovete in primo luogo
essere rilassati. Per colpirlo è necessaria una grossa forza elastica basata sul
rilassamento. Occorre sviluppare una grande forza interna e allo stesso tempo
il rilassamento. Combinando i due si può ottenere una grande forza elastica che
è la vera essenza del Taiji Quan.
Perciò rilassamento e power training non sono incompatibili ma
complementari. La chiave è che bisogna essere prima rilassati e poi su questa
base sviluppare la forza. La concezione che il power training possa danneggiare il rilassamento è priva di
fondamento.
Essere “song” è la chiave per padroneggiare il Taiji Quan. E’ difficile tradurre il termine song che significa essere rilassato, non usare forza bruta, stirare
e sciogliere tutti i muscoli, i tendini e le articolazioni.
Possiamo dire se un praticante è song testandolo nel “Mani che spingono”.
E’ relativamente semplice essere “song”
praticando la forma, lo è molto meno contrastando un avversario nel “mani che
spingono”.
Se si è
realmente song, quando si è attaccati
si è in grado di controllare facilmente l’attacco. Questo perché tutte le
giunture sono sciolte e la forza interna è sempre presente là dove è la mente.
Quando le braccia sono in contatto grazie al rilassamento si può (sentire),
intuire il movimento successivo dell’avversario e neutralizzarlo
contrattaccando allo stesso tempo.
Occorre essere sciolti e morbidi per
uscire fuori da situazioni difficili. Scioltezza e rilassamento rendono
difficile all’avversario mantenere l’equilibrio. In molti casi basta sciogliere
la vita e le anche per risolvere molte situazioni.
Non è possibile raggiungere alti
livelli nel Taiji senza essere song (pochi sanno che essere song produce un forte potere).
Occorre distinguere tra song e rilassamento. Song indica l’abilità di un praticante
di raggiungere un livello più alto. Deve essere rilassato, vigile (capace di
sentire il movimento successivo dell’avversario), flessibile (capace di
seguire), agile (capace di muoversi rapidamente) forte (come ferro avvolto nel
cotone) e sicuro (delle sue capacità). Song
è il risultato di parecchie migliaia di ore di appropriato allenamento. Non
deriva dall’immaginazione o dal sogno. Il rilassamento è la base del Song ed implica il rilassamento della
mente e del corpo intero.
La cosa più difficile del Song è sciogliere e allungare tutte le
articolazioni del corpo. Per questo quando pratichiamo la forma dobbiamo
sospendere la testa come fosse appesa ad un filo, affondare la vita per
sciogliere e allungare le vertebre del collo e di tutta la colonna, lasciar
cadere le spalle ed i gomiti per sciogliere e allungare le braccia, piegare le
ginocchia e mantenerle sciolte (per sciogliere ed allungare le gambe).
L’allungamento delle articolazioni produce il “Peng Jing” o potere interno. Il rilassamento parte dalla mente; il
punto cruciale è sciogliere le articolazioni delle spalle e delle anche. Una
volta che queste sono sciolte si è sulla buona strada per essere Song. E’ importante praticare la forma
in posizioni basse e strettamente connessi in modo che ogni movimento si generi
dalla vita con la cooperazione del Tan
Tien. Se la vita non si muove le braccia non dovrebbero muoversi. Se
l’interno (il Tan-Tien) non si muove,
l’esterno (il corpo) non si dovrebbe muovere. Nella pratica occorre muovere
vita e Tan-Tien prima che le braccia
si muovano. Non bisogna sottovalutare l’allenamento con le posizioni basse. E’
duro per le gambe, ma scioglie le articolazioni delle anche molto prima delle
posizioni alte e accorcia il tempo per diventare Song. Aumenta anche molto la forza interna. Al contrario di quanti
pensano che nel Taiji Quan conti più
la mente che la forza, la forza interna è assolutamente necessaria e può essere
ottenuta sia praticando la forma sia il power
training, sia il bastone lungo, il bastone corto, la palla Taiji, il Taiji Qi-Gong ecc..
L’esercizio del power training
gioca un ruolo importante nell’aiutare a diventare song e dare forte energia interna. Almeno un terzo dell’allenamento
dovrebbe essere dedicato al power
training.
Nel “mani che spingono” è poi
possibile testare i risultati del training. Qui emergono tutti i difetti come:
usare forza bruta, senza peng jing
(forma collassata) alzare spalle e gomiti ecc.. Dedicare almeno due ore a
settimana al “mani che spingono”, è un lavoro molto importante per sciogliere
le anche e diventare song. E questa è
un’esperienza molto particolare ed eccitante. Da allora in poi ci si può muover
verso i livelli più alti del training Taiji:
il combattimento libero.
E’ importante sottolineare che la
chiave di volta per divenire song è
nell’articolazione delle anche. Ma Hong
sostiene che quando le anche sono sciolte le altre articolazioni, a cominciare
dalle spalle seguono facilmente. I classici dicono: la prima cosa è che ogni
movimento dovrebbe partire dal busto e dalla vita e che per qualsiasi carenza
la soluzione dovrebbe essere trovata nella vita e nelle gambe. Diventare song richiede tempo: all’incirca 10 anni
praticando un’ora al giorno.
* * * * *
Durante la pratica del Taiji vogliamo che la nostra energia
fluisca e si sviluppi in forza interna, un segno che pratichiamo correttamente
il Taiji Quan. Per ottenere questo
abbiamo bisogno che il nostro corpo assuma certe precise posizioni quando
pratichiamo il Taiji Quan.
1) Piegare le ginocchia e flettere le
articolazioni delle anche
Questo è importante perché le gambe
sono la base che sostiene il busto. Piegare le ginocchia e flettere le
articolazioni delle anche può offrire una buona base. Se quando abbiamo
ginocchia piegate e anche flesse sentiamo di essere seduti su di uno sgabello
invisibile è più importante che le gambe sono stabili, allora siamo sulla buona
strada. Con la pratica costante gradualmente si riesce a sentire il Qi e lo Jing affondare nei piedi e alla fine tornare su fino alle mani.
2) Mantenere l’arco inguinale arrotondato e
sciolto. L’arco inguinale è dove le gambe si congiungono col corpo.
Dovrebbe essere mantenuto tondo come un arco in modo da poter girare o spostare il peso
facilmente.
3) Posizione delle natiche. E’ possibile
commettere l’errore di tirare in dentro le natiche e il coccige durante la
pratica del Taiji. Questo errore può
causare dolori nella parte inferiore della schiena perché questa postura
determina un carico eccessivo sulla parte bassa della schiena. Occorre lasciare
che le natiche cadano normalmente nella loro posizione naturale. Il Qi può circolare solo se il corpo è
interamente rilassato. Se deliberatamente tiriamo in dentro le natiche creiamo
tensione e pressione che possono soltanto bloccare il flusso di Qi non aiutarlo. Se lasciamo le natiche
nella loro posizione naturale la tensione scompare. Quando il Qi vuole salire su le natiche e il
coccige saranno tirati in dentro automaticamente per aiutare il Qi ad arrivare fino in cima alla testa.
Poi coccige e natiche torneranno nella loro posizione normale, e si muoveranno
dentro e fuori tutto il tempo se si è rilassati e si mantiene la giusta
postura. Nel Taiji Quan di stile Chen le natiche si trovano in quattro
differenti posizioni. Generalmente sono nella loro posizione naturale. Quando
il Qi sale su le natiche sono tirate
in dentro. Quando si gira a destra la natica destra viene su leggermente mentre
la sinistra va leggermente giù. Quando si gira a sinistra, la natica sinistra
va su e la destra giù.
4) Mantenere il busto dritto. Quando il
busto è diritto l’energia può fluire facilmente dai piedi attraverso la colonna
fino alle mani. Questo è benefico per la salute. Dal punto di vista marziale
spinte pugni, calci ecc. sono molto più forti quando il busto è dritto. Un modo
semplice per mantenere il busto diritto è allineare le spalle con le anche. Ogni
volta che ci si muove occorre muovere spalle e anche insieme. Ovvero muovere il
busto come un corpo unico. Quando si è in grado di muovere il busto come
un’unità sarà facile usare la vita per muovere le braccia. Per fare questo il
busto si deve sempre muovere prima per guidare le braccia. E non muovere le
braccia da sole.
5) Tenere la
testa come appesa ad un filo. Non inclinare la testa avanti o dietro quando si
pratica il Taiji Quan, mantenere la
testa diritta e immaginare un filo che tira dolcemente la testa verso l’alto
dal centro. Tirare leggermente il mento in dentro aiuta la sospensione della
testa. Tenere la testa sospesa aiuta a portare l’energia dal coccige o dai
piedi fino alla cima della testa. Potremmo dire che senza un torso diritto e
una testa dritta non ci potrebbe essere flusso di Qi o di Jing (forza
interna). Dopo alcuni anni di pratica costante secondo questi principi, saremo
in grado di capire dov’è la linea centrale. E quindi se si perde l’equilibrio
si è in grado di riguadagnarlo rapidamente. E si può aggiustare il corpo a
seconda della situazione. Flettere le articolazioni delle anche, piegare le
ginocchia e tirare su la testa. Sono i tre più importanti requisiti per
l’allineamento del corpo. Questo flettere ginocchia e anche aiuta la discesa
del Qi fino ai piedi, sospendere la
testa aiuta a portare il Qi dai piedi
fino in cima alla testa.
6) Stirare la schiena. Significa tirare su
l’ultima vertebra della colonna cosicché il torso possa allungarsi. stirare la
schiena aiuta a mantenere il corpo diritto. Inoltre aiuta a tirare dentro
coccige e natiche al fine di favorire la risalita del Qi in cima alla testa.
7) Rilassare il petto. Una volta che il Qi ha raggiunto la cima della testa
troverà da sé la strada per scendere, di solito attraverso la linea frontale
centrale del torso. Occorre rilassare il torace e lasciar affondare le costole
per offrire al Qi le condizioni
ottimali per affondare.
8) Rilassare e lasciar cadere le spalle.
Occorre sentire le articolazioni delle spalle come se stessero cadendo a terra.
Non sollevare le spalle. Altrimenti l’energia salirà con esse, il corpo
galleggerà nell’aria e si perderanno facilmente radici ed equilibrio. Inoltre
lasciar cadere le spalle è la strada migliore per far sì che il torso e le
braccia si comportino come un corpo unico.
9) Lasciar cadere i gomiti. Aiuta a lasciar
cadere le spalle.
10) Sciogliere tutte le articolazioni. Tutti
sanno che bisogna essere rilassati quando si pratica il Taiji Quan, ma non tutti sanno che occorre ugualmente sciogliere e
stirare le articolazioni e i tendini. Quando tendiamo la testa verso l’alto e
allo stesso tempo mandiamo il bacino verso il basso, allunghiamo la spina
dorsale. Quando lasciamo cadere le spalle, i gomiti e i polsi, stiriamo le
braccia. Quando pieghiamo le ginocchia e flettiamo le giunture delle anche,
stiriamo le gambe. Stirando il corpo in questo modo favoriamo un buon flusso di
Qi e un incremento della forza
interna. Ma il più grande segreto è praticare equilibrio di Ying e Yang.
La teoria dello Yin e dello Yang è la
filosofia fondamentale del Taiji Quan
parlando di Yin e Yang ci riferiamo a questi due aspetti
del Taiji quan come sostanziale e
insostanziale, apertura e chiusura, duro e morbido, veloce e lento, sinistra e
destra, davanti e dietro, ecc..
Non è difficile distinguere tra Yin e Yang ma è molto difficile cambiare da Yin a Yang o viceversa in
modo così fluido da mantenere lo Yin
nello Yang e lo Yang nello Yin cosicché Yin e Yang rimangano in equilibrio.
Il principio del bilanciamento dello
Yin e dello Yang afferma: se si vuole muovere le mani o altre parti del corpo
verso l’alto occorre prima muovere verso il basso e viceversa. Se si vogliono
muovere le mani verso destra occorre muoverle prima verso sinistra e viceversa,
per muoverle in avanti muoverle prima indietro e viceversa. Quando una parte
del corpo si muove in avanti l’altra parte deve andare indietro e viceversa, se
una va su l’altra deve andare in giù ecc.. In sintesi sopra e sotto, sinistra e
destra, avanti e indietro devono essere ben bilanciati.
Esercizi di standing
Tradizionalmente gli studenti di Taiji Quan dovevano praticare gli
esercizi di standing (zhan zhuang)
per due o tre anni prima che fosse loro insegnata la forma. Oggi si tende ad
imparare prima la forma e poi lo standing. E molti non imparano e non praticano
affatto lo standing. Eppure senza lo standing è difficile sviluppare la forza
interna.
Gli esercizi di standing sono
semplici. Il vantaggio rispetto alla forma è che ci si può rilassare più
facilmente che non facendo la forma. E si può capire veramente cos’è il
rilassamento, dove è la propria linea centrale e mantenere facilmente
l’equilibrio, cosa importantissima per il Taiji
Quan. Le ossa del corpo possono essere allineate più facilmente e si può
sentire prima il movimento del Qi e
del Jing. E si può quindi progredire
più rapidamente nell’arte del Taiji Quan.
Il più semplice esercizio di
standing è l’inizio della forma, quando si sta in piedi con i piedi distanti
fra loro quanto le spalle e i palmi delle mani poggiati sulle cosce aggiustando
il corpo per avere il miglior flusso di Qi.
Tirare leggermente in dentro il mento per tenere la testa diritta e sentire
come se un filo tirasse su la cima della testa. Rilassare il torace e lasciar
cadere le spalle. Affondare la vita e mantenere l’arco delle gambe arrotondato.
Spostare leggermente la cima dei femori verso dietro, piegare le ginocchia e
afferrare il terreno con le dita dei piedi.
Mantenere la posizione da dieci
minuti a mezz’ora a seconda delle condizioni fisiche, cercando di mantenere la
linea centrale allineando Baihui (la
cima del capo) e Huyin (il punto
centrale inferiore del torso) lasciando che (le ginocchia e) le piante dei
piedi sostengano il peso del corpo. Ovvero che le gambe si allineino col tronco.
Rilassarsi e tenere la mente nel Tantien
e non dimenticare di tirare su il vertice del capo. (Dopo alcuni anni si
pratica del Taiji Quan il Qi dovrebbe scorrere facilmente). Quando
il Jing arriva ai piedi dovrebbe
risalire. Allora alzando entrambe le mani davanti al petto con le punte delle
dita che si guardano e le braccia rotonde come se abbracciassero una palla si
potrà percepire il Jing arrivare alla
punta delle dita.
Il rilassamento gioca un ruolo molto
importante nel determinare il flusso di Qi
e di Jing. Ma il Taiji Quan non è solo morbido. Yang
Cheng-Fu disse che il Taiji Quan
è sia morbido che duro. La ragione per cui se si è praticato Taiji Quan per molti anni e si è ancora
molto morbidi e privi di forza interna è che la postura non è corretta. Le
spalle non cadono verso il basso, il petto non è rilassato, la vita non è
affondata ecc.. E il Qi non può
raccogliersi nel Tantien. I movimenti
non partono dal tronco e dalla vita. Il rilassamento ha lo scopo di far
affondare il Qi fino ai piedi per essere
raffinato e reso più forte.
Se sappiamo come il Qi si muove e circola e pratichiamo
costantemente e correttamente otterremo il massimo dei benefici dal Taiji Quan sia per la salute che come
arte marziale.
Il Qi è un’energia formata da una combinazione dell’essenza della
nostra vita con l’aria che inaliamo e gli elementi nutritivi che otteniamo dal
cibo che mangiamo. Il Qi è in ogni
parte del nostro corpo ma di solito non è molto attivo. Quando si pratica il Taiji Quan il Qi si attiva e circola attraverso i meridiani. Quelli principali
sono quattordici e i due principali cui si fa riferimento nel Taiji Quan sono due: il vaso Governatore
o Du-mai che parte dal coccige, sale lungo la schiena
fino alla testa nella parte anteriore del viso fino ad arrivare al labbro
superiore. L’altro è il vaso Concezione o Ren-mai
che parte dal perineo e sale lungo la parte centrale del corpo e si ferma al
labbro inferiore. Questi due canali formano un cerchio nel nostro corpo quando
si pratica il Qi Gong e il Taiji
Quan si cerca di aumentare l’energia lungo questo piccolo circolo.
Gli altri dodici meridiani passano
attraverso questi due canali, quindi, attivando l’energia lungo questi due
canali centrali aumenta l’energia anche negli altri.
Il primo principio è affondare il Qi nel Tantien che poi con la pratica segue la sua via naturale al
coccige. Quando il Qi arriva al
coccige, quest’ultimo, insieme alle anche produrrà una corrente elettrica che
si dirige verso l’alto, fino al vertice della testa. Poi, se rilassiamo il
petto, abbassiamo le spalle e teniamo la mente nel Tantien il Qi tornerà
indietro nel Tantien e così
completerà il piccolo circolo. Il Qi dopo che è arrivato al coccige invece
di andare su può anche andare giù ai piedi e poi tornare indietro e una parte
raggiunge il vertice del capo e una parte le mani, prima di tornare al Tantien.
Ma-Hong
afferma che il Fa-Jing, ovvero
l’emissione di forza interna, deve originarsi ed essere eseguito dal Tantien e dalla vita. I testi classici
dicono che il Jing affonda nei piedi,
sale lungo le gambe, è controllato dalla vita e si manifesta attraverso le
dita. Questi due principi possono sembrare contraddittori ma in effetti sono
complementari.
La forza interna origina dal Tantien se siamo profondamente rilassati
il Jing origina dal Tantien, affonda nei piedi e poi risale
su. Quindi un principio ci parla dell’origine della forza interna e l’altro ci
parla di come il Jing arriva ai
piedi. Quando emettiamo la forza interna attraverso il Fa-Jing, una parte di questa va dal Tantien alle mani ed esce ed un’altra parte va giù ai piedi. Si
tratta di un’unica forza che si divide in due.
Attraverso la pratica si riesce a
muovere la forza interna dal Tantien
ai piedi. Riprendiamo l’analisi dell’importante concetto detto “song”: rilassamento del corpo, della
mente e delle articolazioni del corpo, in particolare spalle e anche.
Più si è “song” e più si assorbe energia nei piedi. Questa forza continua a
muoversi giù nel terreno, rende forti, pienamente radicati e affondati. Se non
si è “song” non si può generare forza
interna.
Poiché la forza interna si muove
attraverso le ossa, tutte le ossa del corpo devono allinearsi propriamente.
Bisogna iniziare tenendo la schiena diritta per allineare tutte le ossa della
colonna, sollevare la testa e allineare le vertebre del collo tra loro e con il
resto della colonna. Per allineare il tronco con le gambe bisogna affondare la
vita in modo che il Jing possa
muoversi senza ostacoli, attraverso le anche e dalle anche alle ginocchia,
punto di collegamento importante tra le ossa della coscia e della tibia, che
devono essere ben connesse. se sono propriamente connesse avremo la sensazione
che il peso affonda dalla parte alta del corpo scendendo giù attraverso le
anche e le ginocchia e allora si avverte che il peso e il Jing si affondano sotto i piedi. Questo è ciò che si dice “il Jing si radica nei piedi”.
Un altro punto difficile è
l’allineamento delle ossa dalle ginocchia alle caviglie. Eccetto che nella
posizione del cavaliere, in altre posizioni una gamba regge tutto il peso del
corpo e l’altra esegue la tecnica e quindi le ossa sono allineate
differentemente.
La gamba che supporta il peso del
corpo è più o meno allineata verticalmente mentre l’altra gamba serve per
calciare, spazzare ecc. ed è allineata orizzontalmente o diagonalmente. Se ci
concentriamo ad allineare ginocchia e caviglie della gamba che supporta il
peso, l’altra gamba si allineerà automaticamente.
Nella posizione dell’arciere la
gamba avanzata è allineata verticalmente, la gamba posteriore che spinge il
terreno per mandare la forza alle mani è allineata diagonalmente.
La chiave per connettere le braccia
con il torace è nelle spalle che devono essere allineate con le anche. Ogni
volta che vogliamo muovere o ruotare le spalle dobbiamo per prima cosa muovere
la vita e il tronco, in modo che il Jing
possa raggiungere la radice delle braccia: le spalle.
Occorre rilassare le spalle,
abbassarle, piegare i gomiti e i polsi, raddrizzare in alto le dita e allora le
braccia saranno connesse e la forza arriverà alle dita.
Lo spostamento del peso può aiutare
a far fluire il Qi e il Jing. Se non eseguiamo bene la forma lo
spostamento del peso può rompere
l’allineamento delle ossa delle gambe e così bloccare il libero flusso del Jing. Perciò quando spostiamo il peso
dobbiamo fare attenzione al flusso del Jing
e assicurarci che non si interrompa.
La pratica corretta e costante è la
chiave per ottenere il libero flusso del Qi e del Jing nel corpo e quindi tutti
i benefici connessi a livello di salute,
per l’arte marziale e per il livello spirituale.
MARCELLO GIUSTI