( Dedicato al M° Daniele
Sono nato a Lamon un paesino che
ora conta poco più di 3100 abitanti in continuo calo. Ho quarant’anni il dieci
Luglio, e ho sempre avuto la predisposizione all’attività sportiva e il
desiderio di vivere e “giocare” all’aria aperta, nei prati, rimanere al
contatto con la natura. Quando Ho iniziato la pratica
del karatedo con
l’attuale mio maestro Iwasa Sei, mi ha indirizzato verso le competizioni
agonistiche. Ho visto un mondo che non condividevo pienamente al di là dell’impegno da me intrapreso, che mi ha migliorato
sotto tutti gli aspetti. E che vanno; dal miglioramento a livello psicofisico,
ad aver rafforzato la mia determinazione, e prendendo sempre maggior sicurezza nelle mie decisione.Questo iniziava all’ormai età di venti
otto anni e mezzo, verso i trentuno ho iniziato sempre col mio maestro ad
accostarmi al Taiji in modo molto
superficiale. E solo successivamente quando a
trentaquattro anni circa iniziai ad insegnarlo, mi resi conto che mancava
qualcosa nel Taiji che insegnavo, al di la della mia buona volontà e l’essenziale
insegnamento sulla corretta respirazione. Così sfogliando la rivista Arti
D’oriente lessi un articolo del M° Daniele
Il riferimento quindi della mia
tesina sarà dunque basata sui risultati degli esercizi di nei
gong nell’ambito delle mie attività
riguardanti l’insegnamento del karatedÔ,
Per quanto riguarda l’importanza e l’influenza che ha avuto l’avere adottato gli esercizi
di nei gong
all’interno delle lezioni
di KaratedÔ. Avendoli inseriti in
modo fisso e
di complemento del riscaldamento
iniziale, in ogni
mia lezione, iniziando
dai bambini, passando per i
ragazzi, per arrivare
agli adulti. Si sono
visti da subito
evidenti risultati sotto
vari aspetti, l’aspetto trainante
almeno per quanto
riguarda il primo
approccio, l’uscire dalla
routine dei soliti
esercizi, ormai noiosi perché
ripetitivi. E’ migliorata
l’attenzione di tutti
gli allievi, di
tutte le età. All’inizio era
soltanto per imparare
gli esercizi nuovi,
poi con il
tempo portando l’attenzione
più verso l’interno,
motivo la spiegazione
da parte mia
della funzione che svolgono tali esercizi
a livello fisiologico,
liberando pian piano
tensioni muscolari, tendinolegamentosi
e articolari. Quindi l’attenzione
si spostava verso
una parte più
interna, inizio così a
notare
un cambiamento per
quanto riguarda l’atteggiamento mentale,
tramite l’espressione dello
sguardo. Il corpo diventa
più espressivo attraverso
la dolcezza, l’armonia
dei movimenti e
che lasciano intravedere
la difficoltà tecnica
esecutiva di tali
esercizi. Attraverso
l’insegnamento di esercizi non
solo nuovi, ma
soprattutto funzionali sotto
il profilo fisiologico, strutturale ed
energetico. Ho migliorato la
qualità dell’insegnamento
che da
parte di un
tecnico è importante, il
mostrarsi sempre molto
aggiornato, sensibile nel
preoccuparsi materiale, mostrandone
io stesso attraverso
gli esercizi, elencandone le
svariate funzionalità. Così
facendo mi preoccupo
anche della salute
dei miei allievi
e del benessere
di tutte le
persone a cui insegnerò. Taluni
esercizi potranno aumentare se necessario all’interno di
ogni seduta di allenamento e anche con più sedute, abbassando in modo
considerevole le probabilità di riportare traumi, contratture o stiramenti,
dovuti a un riscaldamento frettoloso non completo e superficiale, di “vecchio
stampo”. E da un carico
di lavoro eccessivo
mal distribuito che
a lungo termine,
usura danneggiando la
struttura del corpo. Partendo dai
muscoli, passando per i tendini
e legamenti. Fattori da non trascurare
per il fatto
che i bambini
e i ragazzi
non hanno ancora
ben strutturato, legamenti,
tendini, muscoli. Per arrivare non
per ultime alle articolazioni.
Che possono
se non seguiti
con esercizi opportuni ben strutturati
danneggiarsi. In
fine ma non
per ultimi gli organi
interni e gli organi di
senso, con possibilità
di danneggiare a
mio avviso il
Sistema Nervoso Autonomo.
Migliora
l’attenzione degli allievi
tramite l’acquisizione di
nuovi esercizi, migliora anche il
maestro sotto il profilo
del dialogo, all’interno
delle lezioni. Intervenendo con
domande instaurando così
un dialogo con gli
allievi a volte carente e mirato
solo esclusivamente alla
pratica. Migliora il rapporto
con gli allievi, non che la
crescita intellettuale ( che non
è poco), in oltre
si vedranno miglioramenti
negli esercizi. La pratica
dell’arte acquista più
valore,
significativo, per le persone
che vi si
avvicinano per la
prima volta.
Con i
ragazzini ho riscontrato
che ne capiscono
la funzione, soprattutto
quando gli si
fa un esempio
diretto con una
posizione delle gambe
di karatedÔ. Ottenuta secondo
il principio base
dell’allineamento della struttura. Che si
ottiene allineando osso
sacro, 11^ e 12^ dorsale,
7^ cervicale ed
occipite, (retroversione del bacino,
svuotare il petto, rientrare il
mento). Ottenere
una posizione bassa
affondando nelle anche,
estendere la nuca
da dietro verso
l’alto, “allungare” il
bacino verso il
basso facendo un
movimento di retroversione
in avanti. Creando così
il primo principio
base; affondare il
peso nei piedi,
radicamento, stabilità. Centralizzarsi nel Dantian,
portare l’energia verso
il cielo. Adottando questo
principio base si
evita in anzitutto di
sovraffaticare e rovinare il
corpo e la mente come
sopra citato. In secondo
tempo si avrà
una maggior consapevolezza del
corretto atteggiamento nella
pratica e finalità, che va
al di la
della pratica di
uno sport. Ma il
concetto di migliorare la
qualità della nostra vita
con esercizi opportuni
e non dannosi, a breve o
a lungo termine. Così si
otterranno non solo risultati
visibili nel primo
contempo attraverso risultati
tecnici visibili, ma nel
lungo percorso della
pratica, si riscontrerà
un visibile cambiamento
fisiologico. L’intera struttura del
corpo acquisterà un
assetto più ottimale,
aumentandone le funzionalità, si otterrà
un minor spreco
di tutte le
energie psicofisiche,
energetiche, emozionali e spirituali. Queste energie saranno
indirizzate verso il
rafforzamento di tutte
le funzioni del
nostro organismo.
Fisiologicamente il lavoro sul corpo aiuterà a; migliorare o a riattivare tutte le funzioni dell’organismo. Potrà aiutare a sbloccare il sistema linfatico, il sistema immunitario e aiuterà a mantenere in buona salute, il metabolismo. La pelle acquisterà luminosità e apparirà più pulita, tutto questo se integreremo agli esercizi una corretta alimentazione e un corretto stile di vita.
I miei allievi iniziano a comprendere il meccanismo di ogni singolo esercizio, comprenderne le svariate funzioni che esso offre. Riuscendo poi a trasferirne i principi nella preparazione più specifica della specialità intrapresa. Ad esempio nelle forme che eseguono, nel KaratedÔ, o nell’uso delle armi del KobudÔ. Riesco da parte mia a far capire in maniera più completa il concetto di rilassamento mentre si pratica, e il concetto dell’energia e come allenarla .L’assumere l’allineamento corretto in base ai principi delle tre forze cioè; affondare il peso nei piedi (radicamento), centralizzarsi nel Dantian, portare l’energia verso il cielo. Sentirsi ben radicati nel terreno lasciando che il peso del corpo “scenda nei piedi attraverso l’allineamento strutturale ,piegando leggermente le ginocchia.Rientrando il mento e con la retroversione del bacino centralizzarsi nel Dantian, per esempio nella posizione del saluto iniziale e finale nell’esecuzione delle forme nel KaratedÔ. O come ad esempio nelle posizioni assunte dalle gambe, che apriranno in modo fisiologico e non forzato o “violento” le articolazioni, ad esempio; l’articolazione coxofemorale, o come l’articolazione osteo-articolare chiusa iliosacrale. La costante ricerca nella pratica dell’attuazione del principio delle tre chiavi di controllo, in modo tale che diverrà automatica, spontanea e “naturale”.
Come l’importanza degli esercizi di Power stretching che è “attivo“ e che gli esercizi di Nei Gong offre. Da me sostituiti dopo un attento studio recentemente fatto, che reputano allo stretching tradizionale del tipo “passivo” e tenuto per un tempo superiore a sei secondi, poco efficace e addirittura controproducente.
Per il fatto
che l’allungamento dei
muscoli tenuti per
un tempo superiore
ai sei secondi, vengono “addormentati” dalle endorfine. Le quali
rallentano il transito
dell’impulso elettrico dei
Quando i
principi esposti a
pagina quattro verranno messi
in pratica anche
nella vita quotidiana e quando questo automatismo
diventerà sempre più fluido e spontaneo. Ad
esempio per le
casalinghe nei lavori
domestici potrebbero muovere
il corpo come
negli esercizi di Nei
Gong, in riferimento al lavoro
sullo Zhong
Ding. Per prevenire disturbi articolari che si
potrebbero verificare con
il passare del tempo, da
un uso non
corretto del corpo. Ad esempio
con il muovere
lo Zhong
Ding
mentre lavano i
piatti, o un tavolo. Come ad
esempio rendere elastiche le
articolazioni sacro-iliache,
con gli esercizi sulla
forza elastica, può allenare
le donne incinte
per prepararle al
momento del parto.Quindi sia
la gente comune
che l’allievo, li potrà adottare
in modo costante anche nella vita di tutti i giorni. Compreso quel meccanismo
di; volontà, attenzione, concentrazione, coscienza e consapevolezza, che talune
pratiche con il tempo, attraverso degli stadi e a differenti livelli personali,
porteranno l’allievo a un miglioramento di tutto il
suo essere, psicofisico,emozionale, energetico e spirituale. Nonché
un miglior inserimento nella vita sociale, nelle istituzioni, nella famiglia,
affronterà gli altri con sicurezza e
forza interna, con ragionamenti sensati
e risposte pacate. Avrà quindi i prerequisiti per raggiungere un equilibrio più
stabile e duraturo, che maturerà e si rafforzerà durante l’arco della sua vita.
Proiettandolo attraverso una visione più aperta e sensata, del senso della
pratica nel contesto di ogni attività
intrapresa.Attuare il principio dei due sigilli, i due poteri,allenati
e attuate nelle forme e nel combattimento, daranno a ciascun allievo, forza
elastica nel collo, forza elastica nella zona della vita anterolateralposteriore,
oltre a contribuire a sbloccare tutta la struttura del corpo.Il mettere in atto il principio dei due sigilli con il ruotare velocemente
la testa per direzionare il movimento e il corpo che lo seguirà. Così da
sviluppare il potere del collo e il potere della vita, consolidato attraverso
la costante attuazione degli esercizi di Nei Gong
Marziale, in ogni seduta di allenamento. Per arrivare al
principio delle tre chiavi di controllo più i due sigilli, che daranno
stabilità e più potenza espressa da
tutto il corpo. Si arriva così
al quinto principio, il
principio dei cinque
archi, con questo esercizio si
otterranno delle posizioni stabili, forti e potenti con il minor
dispendio energetico, appoggiandosi
all’intera struttura osteoarticolare,
senza danneggiarla o gravare il peso del
corpo sulle stesse.
L’effetto
nel bambino degli esercizi sopra citati, sarà di sensibilizzare tutto
l’apparato loco
Questi
esercizi sono di
complemento e inseriti in modo programmato e mirato,
nella preparazione del programma per
i bambini, o i ragazzi con la sindrome
di Down. Taluni esercizi possono essere e sono
un ottimo aiuto nel rinforzare tutti i muscoli profondi, per i quali il
soggetto con la sindrome di Down abbisogna maggiormente, rispetto alle sue caratteristiche
dovute alla sua condizione.Andando ad irrobustire ad esempio l’atlante o l’epistrofeo “l’ultima vertebra cervicale“, per la quale
il soggetto con tale condizione è soggetto a sconnessioni, con più facilità rispetto ad un soggetto normale.
Tale fine può essere raggiunto adottando tutti gli
esercizi di lavoro sullo Zhong Ding
in particolar modo con “battere il
tamburo celeste”, o “battere la spalla” girando la testa a destra e a sinistra.
Un altro esercizio interessante per taluni soggetti può essere ad esempio; in
posizione Ma Bu, dopo aver creato l’allineamento
strutturale; retrovertendo
il bacino, svuotando il petto, rientrando il mento, tenendo il più possibile la
schiena diritta scendere perpendicolarmente. Poi con la spinta che parte dai talloni risalire lentamente senza disallinearsi. Mettendo
in atto il
principio dei cinque
archi, in questo modo il soggetto
lavorerà sul tenere il più possibile la schiena diritta. Cosa che all’inizio risulterà difficoltosa, nel controllare le aperture delle
gambe, che tenderanno a chiudersi e sul tenere l’allineamento corretto nel
risalire.
Oltre
che ad allenare queste capacità propriocettive, questo esercizio ha la funzione di allenare i muscoli
flessori delle gambe nello spingere con i talloni nella risalita.
Che
sarà utile anche come allenamento nel contesto del Karatedô, tale esercizio nella discesa avrà la valenza di
allenare anche gli estensori della
parte interna delle
gambe, utile quindi nel migliorare
le aperture per le tecniche di gamba, ad esempio per i calci alti. Oltre che ad elasticizzate
l’articolazione osteo-articolare chiusa
sacro-iliaca.
Sempre per
quanto riguarda l’utilizzo degli
esercizi di Nei
Gong marziale nei
soggetti con la
sindrome di Down va detto
per esempio
Che introducendo
l’esercizio specifico ad
esempio quello riguardante
la forza esplosiva,
che imita il
“tagliare un foglio”, potrebbe servire
ad eseguire ad
esempio da seduto
un semicerchio e
successivamente un cerchio
con un gessetto,
imparando a controllare
il movimento del
polso. Il non
stringere troppo le
dita sul gessetto, favorendone il movimento circolare
delle dita.
Non è
il fine per
qui l’esercizio è nato, cioè l’allenamento
eseguito in piedi,
per la forza esplosiva.
Ma può comunque essere
allenato in modo
indiretto spiegandone i principi, il bambino
disabile interiorizzerà poco
a poco. Nel soggetto
che sto trattando
è evidente il
fatto che riesce
ha intuire la
duplice valenza di tale esercizio in
modo del tutto
istintivo (a mio
avviso), comportandone un interesse
maggiore. Soprattutto negli esercizi
che riguardano il
lavoro sullo; Zhong Ding come ad
esempio “battere il tamburo
celeste,” mostra interesse
e nel contempo
piacere nell’eseguirlo.
Ma che in
modo del tutto
normale per quanto
riguarda il suo
stato, tende ad
essere incostante e
ha bisogno di
essere costantemente corretto. Ma non sottoponendolo troppo
a correggere particolari
troppo raffinati, altrimenti da
segni di disapprovazione.
Con gli
esercizi per i
quali ha chiesto
la mia collaborazione ci
prefiggiamo di instaurare un
collegamento relativamente rapido
tra pensiero e
azione. Innescando in modo
costante un miglioramento
sull’intero stato di equilibrio psicofisico
di tale individuo. Come primi
esercizi di base ho introdotto il
lavoro sullo Zhong Ding del
secondo volume sulla
forza ad aspirale. Questo per
favorire l’elasticità del
tronco per sviluppare
le capacità propriocettive in
funzione al movimento,
cioè da
dove parte, (movimento dall’interno). E
per instaurare un
meccanismo di auto
analisi sull’allineamento strutturale
da auto correggere, per la
sua incapacità di
deambulazione in modo
diritto.
La
camminata senza l’uso
delle braccia (come primo
approccio), questo per riuscire a lavorare oltre
che sull’equilibrio, anche sull’allineamento
da tenere durante
il movimento.
Per
riuscire ad attuare
una posizione retta, che
fatica ad assumere. In una fase
successiva saranno inserite
le braccia e
da qui inizieranno
una serie di esercizi che
partiranno da una
complessità relativamente media, in
modo programmato e
graduale si arriverà
ad esercizi più
articolati.Nonostante la difficoltà (che è maggiore in
lui rispetto ai soggetti
che non anno
riportato traumi e/o
lesioni permanenti causa il
coma), il soggetto dimostra
una grande
forza di volontà
nel voler ottenere
l’automatismo dell’esercizio aumentando
così la soglia
di attenzione, lavorando
così sui prerequisiti
indispensabili da cui
ne trarrà motivazioni
per migliorarsi.Aumenta così
in lui la
volontà, nel voler ottenere
dei risultati visibili, migliorando così
le sue capacità
di attenzione e
concentrazione. Aumenta la sicurezza
di se stesso, ed
è consapevole delle
molteplici funzionalità degli
esercizi; allineamento strutturale più
corretto, sciogliere e/o ammorbidire
i muscoli, elasticizzate le
articolazioni, i tendini e i
legamenti.Liberando
così delle tensioni che
sono causa di
rigidità del corpo, rendendolo “sordo”e rendendo
rigidi gli organi
interni.Va detto che
tutto il corpo
è un organo
di senso, se noi
lo avremo in salute senza
tensioni in eccesso, avremo un corpo
sensibili e attento, quindi intelligente, saremo elastici
ma connessi, avremo
vera forza. Altrimenti
creeremo rigidità e
durezze che potremmo trovare
anche a livello
mentale.
La forza entrerà in noi e la forza uscirà da noi, creando così i presupposti per una buona salute.Questi fattori vanno presi in considerazione tenendo conto del fatto che il soggetto in questione ha una patologia di base più o meno cronica, cioè che dovrò tener conto del fatto che potremmo si vedere dei risultati ma difficilmente risolvibili in modo totale, rispetto alla sua condizione antecedente al suo trauma.Ciò nonostante dovrò programmare le sedute in modo tale da ottenere dal soggetto in questione, sempre un maggior impegno psicofisico.Per stimolarlo e quindi trarne in modo continuativo stimoli per migliorare la sua condizione. Le risposte di collegamento a livello psicofisico, seguiranno percorsi alternativi da quelle antecedenti al trauma, danneggiate e peggiorate dagli undici giorni di coma. Per farne un esempio è come se un filo diretto che collegava l’analisi del pensiero - azione si fosse interrotto.
Questo
stato porta il
soggetto da me
trattato a perdere
l’equilibrio, ritardando la
risposta, si sentirà insicuro
e instabile, per l’appunto.
Sarà
compito degli esercizi
riformare dei collegamenti
alternativi per instaurare
un collegamento col
sistema Nervoso Centrale,
cercando per quanto
possibile di creare
nel soggetto in
questione maggior fiducia,
sicurezza e autostima. Non tralasciando
il fattore dello
scambio dal punto
di vista umano, cioè l’instaurare
con il soggetto
un dialogo verbale, che
può partire dalla
difficoltà dell’attuare su
di se taluni
esercizi. L’importanza
di renderli comprensibili
usando vari modi; dallo
studio su di
sé “provando e
riprovando”, passando per
lo studio del
materiale didattico, per
renderli comprensibili sotto
il profilo funzionale. Così facendo
potrà essere utile
per migliorarli, migliorando
le
capacità propriocettive e
quindi tutti i
presupposti per il
miglioramento del suo
stato generale. Una volta
che avrà capito
che le sue
difficoltà di apprendimento sono
dovute al suo
stato attuale e che
anche le persone
che non hanno
riportato traumi come
lui, anno comunque
difficoltà a livello
coordinativo atto ad
apprenderne il gesto.
Si mostrerà più
fiducioso e può darsi
che si potrà
“lavorare” a livello coordinativo
ad un livello
superiore, tutto questo
potrebbe essere verificato
solo se il
soggetto da me
seguito continuerà a
seguire le lezioni. Così
facendo verrà inserito
poco a poco
con il gruppo
e verificherà di
persona tali esempi
da me sopra
esposti.
L’esercizio più
difficile da imparare e da sviluppare
è il lavoro
da posizione Ma Bu e disegnare
l’otto sia pur
per la sua
difficoltà di attuazione corretta,
ma anche quella che
sta nell’eseguirlo cercando
di ammorbidire i
gesti con una
sempre maggior fluidità, di
lavoro sulla torsione
di tutto il
corpo. Cosa che risulta difficile
in questo soggetto
per il fatto
che il trauma
da lui subito
ha irrigidito tutto
il corpo e ha
sconvolto tutto il
suo sistema psichico, risulterà altresì
difficoltoso arrivare al
settimo principio; quello delle
sei armonie. Quest’ultimo esercizio
è per lui
difficoltoso da attuare
ed è anche quello
per lui più
importante, per quanto riguarda
il lavoro sulle
armonie nel quale tale esercizio va
ad influire.
Cercare di
rendere il suo
corpo più armonioso
e i movimenti
più fluidi sarà
l’obbiettivo
da raggiungere, per tale scopo gli
esercizi di Nei
Gong. Saranno fondamentali e dovrebbero
essere ripetuti ogni
giorno, cosa che sicuramente
il soggetto in
causa non farà.
Nel mese
di giugno il
soggetto in questione
andrà in ferie
e quel meccanismo di aggiustamento, iniziato
con gli esercizi di
lavoro sul corpo
e sull’atteggiamento mentale,
se non continuati
si andranno a
perdere. Personalmente ho potuto
constatare
l’efficacia di taluni
esercizi a livello
energetico, psichico,
fisiologico e strutturale; a livello
energetico migliora indubbiamente
la qualità, la costante e duratura, quantità di
energia prodotta. A livello psichico; se
tali esercizi vengono
affrontati con un
atteggiamento di spirito
marziale e tecnico, scientifico adeguato,
modificheranno sostanzialmente la
condizione degli individui. Per quanto
riguarda il lato
fisiologico e strutturale
che secondo me sono
strettamente correlati si
otterranno dei miglioramenti
importanti per quanto
riguarda l’assestamento di
disturbi di carattere
digestivo, metabolico, del
sistema linfatico e
immunitario. Andrà ad influire
sulla salute di
tutto l’organismo sbloccando
in modo lento
ma duraturo tutti i sistemi
sopra citati,
si avvertirà
un corpo più pronto, sveglio, leggero, in
armonia, più attivo
e in salute.La
struttura del corpo
sarà più in
armonia preservandola da disallineamenti, provocati
da uno scorretto
atteggiamento corporeo, da pesi
mal distribuiti, o da
un carico muscolare
eccessivo.
Andando a
caricare in maniera
eccessiva articolazioni, a
comprimere compromettendo il loro
corretto funzionamento gli
organi interni, legamenti,
tendini, non per ultime
le vertebre della colonna
vertebrale, schiacciate da
carichi eccessivi dovuti
sia da atteggiamenti posturali scorretti, ma
anche da una
massa muscolare eccessiva
e in disarmonia. Se tutta
la struttura del
corpo si muoverà
in
armonia, tutto l’organismo
si muoverà senza
compromettere il suo
normale funzionamento,
l’energia sarà ben
utilizzata e indirizzata. Migliora così la
qualità della vita
di tutti i
giorni,si affronteranno i giorni con più vitalità,
andando ad influire
positivamente sul percorso
della vecchiaia in
modo positivo.Il movimento “pensato” è di
fondamentale importanza per
la salute dell’intero
organismo, indispensabile
per trasmettere corretti
principi su cui
basare un insegnamento
che possa dare, qualità
funzionale. Per
persone che si
vogliono accostare in
modo corretto agli
esercizi di “lavoro” sul
corpo, a prescindere dalla
disciplina sportiva intrapresa.