GIULIANI Daniele
Giulianidan@libero.it
IL
POTERE TOTALE DEL CORPO
I
tre poteri Yi –Qi – Li
Il
rilassamento
Forza
centralizzata - forza periferica
Connessione e disconnessione
I 4
insiemi strutturali
Le
parti del corpo
Le
9 perle
Le
linee di forza
I
quattro poteri
Il chan ssu-chin
Il
power stretch
La
pratica
Cenni
sugli Otto Princìpi
INTRODUZIONE
I TRE POTERI YI QI LI
Nel corpo e nell’allenamento del taiji
sono presenti tre dimensioni o poteri, ognuno dei quali comporta un allenamento
specifico, ma ognuno di essi è intimamente relazionato agli altri e inscindibile da loro.
Li o potere del corpo
Esso comporta agilità, coordinazione, scioltezza ,
forza e potenza nei movimenti del corpo, nonché equilibrio, armonia ed economia
nei movimenti , corretto allineamento strutturale.
Qi, potere dell’energia
comporta una progressione nel lavoro di
trasformazione delle energie da grezze (Jing) all’interno del dantien
inferiore (centro energetico – vedi figura) ad una più raffinata energia vitale
o Qi, la quale viene ulteriormente lavorata ed
elaborata in un altro centro energetico, il dantien
mediano, da qui l’energia vitale viene trasformata in vigore e forza interna
(Nei Jin), successivamente viene trasformata in Shen. Lo Shen (forza spirituale
), tramite processi di meditazione ed esercizi mentali viene poi trasformata in
Wuji o estrema vacuità all’interno di un altro centro
energetico, il dantien superiore.
(figura dei tre dantien
nel corpo)
3) Armonia tra Qi e
Li, capacità di trasformare l’energia vitale in forza interna e vigore per
muovere il corpo.
“La mente comanda, il Qi
segue ed il corpo esegue”, come citato dai classici del Taiji,
questa interrelazione tra i tre poteri Yi Qi e Li è il fondamento per un corretto sviluppo psico fisico ed elevare al massimo le proprie potenzialità
in ogni specifica caratteristica.
Così come nell’universo ho tre stati di materia,
solido liquido e gassoso, allo stesso modo devo acuire la sensibilità al fine
di percepire lo stato della materia all’interno del mio corpo, riferendolo al Qi.
Infatti, particolarmente all’inizio della pratica o
in determinati stati d’animo, posso percepire delle solidità all’interno del
corpo, esse sono dei blocchi nello scorrere dell’energia, dei ristagni dovuti a
delle contratture muscolari, causate a
loro volta o da traumi oppure anche da determinati stati d’animo (ansia,
nervoso etc.).
Il lavoro interno deve permettermi di progredire ad
ogni livello (Li-Qi-Yi), al fine di rendere la
percezione dell’energia interna da solida (Dantien
inferiore - Li) a liquida (Dantien mediano -Qi) ed ancora, progredendo ulteriormente, da liquida a
gassosa (Dantien superiore -Yi).
Questo deve avvenire progressivamente, sciogliendo sempre di più i blocchi di
energia e rendendo fluido lo scorrere della stessa, cosa che comporta una
maggiore armonia nei movimenti ed una pace cosciente del pensiero, massimo
rilassamento e percezione del corpo. Quando sono riuscito a far sì che
l’energia all’interno del corpo da solida è diventata liquida, lo scorrere
della stessa deve ulteriormente fluidificarsi, devo rendere il liquido (Qi) da denso come
l’olio a sempre più evanescente come il gas. Ogni stato della materia
all’interno del corpo corrisponde ad una determinata condizione fisica,
energetica e mentale, il Dantien inferiore è un
centro di controllo della dimensione fisica, per elevarmi devo avere massima
armonia fisica e strutturale, il Dantien mediano è il
centro di controllo emotivo, (armonia
emozionale ), il Dantien superiore è il centro di
controllo mentale (armonia mentale). Nell’elevazione allo Shen
è presente l’armonia a tutti i livelli.
Come è ben evidente questi aspetti del taiji e del lavoro interno differenziano la visione
occidentale del corpo da quella orientale, particolarmente nell’allenamento del
corpo
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VISIONE OCCIDENTALE TRAINING
FISICO (LI)
(es la Boxe) TRAINING
MENTALE (YI)
TRAINING
FISICO (LI)
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VISIONE ORIENTALE TRAINING ENERGETICO (QI)
TRAINING
MENTALE (YI)
in occidente viene sviluppata la capacità di
movimento del corpo ed un adeguato training mentale finalizzato allo sport da
allenare, come ad esempio il pugile si allena sempre più a colpire ed il suo Yi, la sua mente, è
dove lui porta i colpi, nei pugni. Questo sistema mi trascura il fattore
energetico, cosa invece effettuata nella visione orientale che, per colpire o
muoversi utilizza la mente che comanda l’energia, la quale segue ed il corpo esegue il
movimento.
Il movimento viene effettuato grazie ad un rapporto bio elettrico e bio chimico che
permette di collegare la mente al corpo e quindi ai muscoli che effettuano il
movimento.
Il Qi mi permette di
ottimizzare la trasmissione di queste informazioni allenandole ad essere più
veloci, è come un’interfaccia tra mente e corpo. Utilizzare questo tipo di
allenamento comporta lo sviluppo ed il lavoro con un’energia di tipo conservativo,
la quale aumenta con l’allenamento a prescindere dall’età, non uso energia metabolica
ma energia presente nella struttura. Questo viene dimostrato dai grandi maestri
che, al termine del pranzo, si allenano senza avere alcun problema, cosa
difficilmente realizzabile per un pugile nel suo specifico allenamento.
Per lavorare sulla struttura o energia strutturale
devo percepire sempre più l’interno del corpo, al fine di sbloccare i blocchi
energetici, iniziare ad utilizzare sempre più
l’energia per muovere il corpo e non viceversa muovere l’energia
indirettamente col movimento esterno.
In questo testo cerchiamo di esaminare il lavoro di
base per lo sviluppo del potere totale del corpo nella sua dimensione fisica,
come già citato inscindibile dalle altre dimensioni o poteri.
Il potere totale del corpo viene sviluppato
aumentando le potenzialità fisiche mediante la pratica di base, esercizi elementari che permettono di
acquisire la percezione ed il controllo di ogni singola parte del corpo,
rapportandola alle altre al fine di ottimizzare l’economia muscolare ed
integrare l’azione di ogni parte per il movimento di tutto il corpo,
armonizzando i movimenti ed equilibrando la struttura corporea, permettendo lo
sviluppo e l’incremento dell’energia
interna.
Lo sviluppo di uno dei tre poteri Yi, Qi o Li comporta
necessariamente un miglioramento negli altri in quanto essi si riflettono
vicendevolmente. Sviluppare le singole capacità delle varie parti del corpo ed
integrarle armonizzandone il movimento, finalizzarlo e muovere il corpo come un unità comporta lo
sviluppo del potere totale del corpo.
IL RILASSAMENTO
Le fondamenta di un corretto sviluppo del potere del
corpo sono basate sul rilassamento. Questo stato fisico e mentale è la
condizione che mi permette di percepire le minime variazioni di tono muscolare
all’interno del corpo ed ogni variazione di forza anche all’esterno del corpo.
Difatti se ho il corpo estremamente contratto come se ad esempio sollevo 50 Kg,
non mi accorgerò del cadere di una foglia sulla mia spalla, se invece sono
normalmente rilassato me ne accorgerò immediatamente. Il rilassamento mi
permette di aumentare la capacità di percezione del corpo. Fondamentale è avere
un rilassamento sia fisico che mentale; fisico deve essere inteso non come
abbandono totale del corpo, ma come non azione volontaria, uno stato in cui
molto rapidamente si può mutare da non azione ad azione e viceversa, ottenendo
quindi un controllo totale del corpo, grazie ad una mente tranquilla,
trasparente e libera da pensieri ed emozioni superflue, condizioni che possono
minare e compromettere la percezione globale del corpo, sia all’interno che
all’esterno.
Avere un corpo ed una mente rilassata mi permette di percepire se all’interno ho
delle tensioni e contrazioni, quindi blocchi che ostacolano il libero fluire
del Qi in ogni parte del corpo, se una forza rigida
ne ostacola la circolazione, i movimenti non saranno più agili e sarà facile
essere sbilanciati.
Presupposto importante è avere una mente calma in
quanto spesso le tensioni fisiche sono una conseguenza di quelle mentali. Il Rilassamento
nel Taiji, unito alla Leggerezza nel
movimento mi permettono di avere la Percezione del corpo, sia all’interno che all’esterno,
liberando l’energia vitale Qi, permettendoci di
sconfiggere “la durezza con la morbidezza” grazie alla Cedevolezza.
Quest’ultima qualità ci permette di battere chi è più forte fisicamente di noi in quanto, quando ci
colpisce con una sua tecnica dura fa sì che noi, percependo una forza contraria
possiamo, anziché contrastarla come normalmente siamo portati a fare, cediamo,
facendo sì che al nostro avversario manca il punto di appoggio della forza.
Cedendo in maniera controllata alla sua forza ne manteniamo quindi il controllo
permettendoci di contrattaccare l’avversario
da un altro punto o semplicemente sbilanciandolo con la sua stessa forza.
Rilassamento concludendo è liberare mente e corpo da
tensioni attivando la percezione del corpo, rendendolo vivo e sensibile in ogni
punto, rilassato ma attento, muscolarmente (Li)
disattivato (Yin) ma con l’attenzione cosciente (Yi) attiva al
massimo(Yang).
FORZA CENTRALIZZATA E FORZA PERIFERICA
Sviluppare la capacità di usare tutto il corpo per
colpire, muoversi come un’unità o, come citato nei classici “quando una parte
del corpo si muove tutto il corpo si muove” è permesso quando utilizziamo una
forza centralizzata e non periferica.
Utilizzare una forza centralizzata significa far
nascere il movimento nel sistema bacino- addome, precisamente nel Dantien inferiore e distribuire la forza fino alla
periferia del corpo, negli arti.
La forza periferica fa nascere il movimento vicino
al punto di applicazione della forza, negli arti, come ad esempio è comune
spingere qualcuno con la mano, facendo partire la forza dalla spalla. Il
movimento che nasce in periferia è antieconomico, utilizza i piccoli gruppi
muscolari per avere il movimento, che risulterà sicuramente debole e non in
armonia con il resto del corpo.
La forza centralizzata invece mi permette di
utilizzare i grossi gruppi muscolari del tronco per effettuare il movimento
desiderato, i piccoli gruppi muscolari periferici per indirizzare e supportare
il movimento. Si otterrà così una forza più consistente in quanto utilizza
muscoli più forti e più grossi ed un maggior numero di muscoli, avrò inoltre un
movimento di tutto il corpo in armonia poichè la forza va dal centro alla periferia, ne consegue
equilibrio, stabilità, velocità e potenza.
L’utilizzo della forza centralizzata è la chiave di
lettura di tutte le discipline, siano esse marziali o artistiche, per un
movimento forte, veloce ed armonico e, nel caso dell’arte marziale, è ciò che
fa la differenza tra un gesto qualsiasi ed un gesto marziale, se unito
all’intenzione della mente nella tecnica (Yi).
Facendo un paragone
CONNESSIONE E DISCONNESSIONE
La connessione degli arti al tronco mi permette di
muovere tutto il corpo per effettuare qualsiasi movimento, anche di una sola
parte del corpo.
La connessione viene attivata nel Taiji utilizzando il Power Stretching,
sistema di allenamento che aiuta a portare l’attenzione sulla concatenazione
dei vari gruppi muscolari, dei muscoli strutturali e non solo, ma connettendo
insieme tra loro anche articolazioni, tendini legamenti ed ossa. Questo mi
permette di incrementare la forza nelle tecniche, in quanto utilizzo i muscoli
e la forza della struttura scheletrica in armonia, in modo da avere nel corpo
come una leva d’azione più lunga, composta per l’appunto dalla concatenazione
dei gruppi muscolari e quindi dalla somma vettoriale delle singole forze armonizzate insieme.
I pesisti, per avere un paragone, concentrano il
lavoro sul rendere fortissime tante piccole leve del corpo, allenando differenziatamente ogni muscolo del corpo, ma mai
integrando funzionalmente l’uno all’altro. Nel Taiji
utilizzo normali forze muscolari concatenate insieme, quindi ho una somma
vettoriale di forze, ho una leva più lunga rispetto al punto di applicazione
della forza, fisicamente ho meno sforzo in ogni muscolo ma più muscoli attivati
insieme.
Come citato nei classici “la forza parte dai piedi ,
si sviluppa nelle gambe e nella vita , viene trasmessa agli arti e si manifesta
nelle dita” è evidente l’importanza della connessione tra le varie parti del
corpo per la trasmissione della forza, in modo che le tecniche ed i colpi
portati dalla parte alta del corpo siano portati prima dalla parte bassa del
corpo per avere la forza globale del corpo.
Così come è importante la connessione nel corpo è
altresì fondamentale avere la capacità di Disconnettere, al bisogno,
determinati gruppi muscolari o parti del corpo che, sollecitati da una forza
esterna, destabilizzerebbero la posizione globale del corpo. Sconnettendo
queste parti ci è permesso di avere comunque la possibilità di reagire ad una
forza esterna, concretizzando la cedevolezza sopra citata, senza che l’intero
corpo ceda o addirittura collassi sopraffatto dalla forza avversaria, quindi mi
è permesso di far scivolare via la forza esterna al mio corpo mantenendo la
postura.
IL CORPO
Analizzando il corpo nella struttura osteo-muscolare è importante comprendere come si relazionino la parte destra con la parte sinistra, la parte bassa con quella alta e infine la parte posteriore con quella anteriore e quindi come sia sviluppato il corpo intero nelle sei direzioni principali in base all’utilizzo delle varie parti.
Possiamo subito notare che il corpo è asimmetrico
tra la parte anteriore e quella posteriore ed altresì tra la parte bassa e
quella alta, mentre è simmetrico tra la parte destra e quella sinistra.
Questa differenza è causata dal fatto che destra e
sinistra si relazionano attorno ad un asse, la colonna vertebrale, la quale
permette torsioni e rotazioni del corpo perpendicolarmente al baricentro del
corpo, il Dantien. La simmetria nel movimento attorno
a questo asse mi permette di avere equilibrio e mantenere una posizione
ottimale ogni momento statico e dinamico.
La parte posteriore del corpo e quella anteriore
sono asimmetriche, quella posteriore ha sviluppato maggiormente le fasce
muscolari rispetto alla parte anteriore e ciò mi comporta una differenza di
“potenziale” cinetico tra le due parti, quindi una maggiore capacità di dinamismo.
Così come per la conduzione elettrica, in cui maggiore è la differenza di
potenziale tra due poli e maggiore sarà la corrente che attraversa il dipolo, allo stesso modo la differenza di
potenziale cinetico tra la parte anteriore e la parte posteriore del corpo
comporta il dinamismo del corpo, la capacità di effettuare rapidamente i
movimenti del centro del corpo.
La parte inferiore e la parte superiore del corpo,
essendo anch’esse asimmetriche, sono relazionate da una gerarchia di dipendenza
funzionale, la parte bassa è deputata a sorreggere tutta la parte alta.
Paragonando
il corpo ad una macchina posso riscontrare che gli elementi di valutazione per
ottimizzarne il funzionamento sono:
1) Differenza di potenziale per
creare il movimento, propulsione;
2) Equilibrio, la capacità di
mantenere l’equilibrio;
3) Capacità di assorbire gli
urti, ammortizzamento;
4) Capacità di cambiare
direzione;
5) Capacità di distribuire le
sollecitazioni.
Come sopra esposto, il movimento del corpo viene
espresso dalla differenza di potenziale tra la parte anteriore e quella
posteriore in relazione alla parte bassa
del corpo che sorregge la parte alta, collegamento di forze che
permettono di avere una determinata risultante propulsiva per muoversi nello
spazio.
La capacità di mantenere l’equilibrio è
principalmente relazionata alla parte destra e sinistra del corpo, le quali ,
essendo simmetriche, debbono avere l’ abilità di essere contemporaneamente una yin e l’altra yang, una passiva e
l’altra attiva per avere costantemente equilibrio sia da fermo che in
movimento.
La capacità di assorbire gli urti è dovuta
principalmente alla distribuzione delle forze esterne (urti, sollecitazioni
etc.) tra le varie parti del corpo grazie a giunture forti (le articolazioni) e
all’elasticità del corpo (muscoli, tendini, articolazioni ed ossa) permettendo
di proseguire il movimento proteggendo i principali sistemi.
La capacità di cambiare direzione è connessa alla
capacità della colonna vertebrale ( asse tra parte dx
e sx) di trasmettere, tramite la vita e il collo (dong jing e ding
jing), il movimento rotatorio al cingolo scapolare ed
al cingolo pelvico e da questi agli arti.
La capacità di distribuire le sollecitazioni, come
per l’ammortizzamento, è un’azione principalmente svolta dai vari spazi
articolari ed all’elasticità muscolare, delle articolazioni e dei tendini.
Il
corpo è composto, in un’analisi della capacità di movimento, da quattro parti
differentemente organizzate ad uno scopo diverso, gli arti superiori,
principalmente specializzati per la prensione, gli arti inferiori organizzati per il
Questi
quattro insiemi uestQQQQQsono dei potenti
Cingolo scapolo-omerale:
Il cingolo scapolo omerale è la base del collo ed il collegamento tra colonna vertebrale e braccia, insieme alle braccia e alle spalle costituisce l’arco superiore. L’unico punto di appoggio fisico strutturale delle spalle è costituito dall’articolazione sterno clavicolare, la scapola si appoggia a diversi sistemi muscolari che si connettono con la colonna vertebrale. Le spalle devono essere rilassate ed appoggiate al tronco “come una giacca appesa all’attaccapanni”, esse infatti consentono, grazie al loro elevato grado di mobilità, di trasmettere la forza di tutto il corpo alle braccia ed alle mani nelle varie direzioni. Le spalle sono il crocevia che permette di trasmettere la forza rotatoria della colonna vertebrale agli arti superiori. Le braccia sono collegate al tronco tramite i potenti muscoli del dorso ed affondano la loro forza nella colonna vertebrale; è pertanto fondamentale che le spalle non siano contratte o sollevate, in quanto sconnetterebbero le braccia dal tronco, non darebbero l’appoggio stabile ai movimenti delle braccia, la forza di tutto il corpo non si manifesterebbe fino alle mani e le spalle. Nel Twei shou le spalle sono uno dei tre cancelli del corpo ( spalle vita e bacino) che, aprendosi e chiudendosi permettono di controllare la forza dell’avversario.
Colonna vertebrale:
La colonna vertebrale è l’importante asse strutturale che collega la parte inferiore e la parte superiore del corpo, essa infatti ha come base il bacino e sorregge il cingolo scapolo omerale. E’ demandata a diverse funzioni e per questo è sviluppata in maniera diversificata a seconda della zona del corpo. Una sua caratteristica è quella di avere, contemporaneamente, rigidità e flessibilità. La particolare curvatura della colonna vertebrale vista lateralmente fa notare la capacità di scaricare le sollecitazioni assiali al fine di proteggere la testa. Possiamo notare altresì come alla base della colonna siano presenti vertebre più grosse ed in cima vertebre più sottili, suddivise in tre categorie: lombari, dorsali e cervicali. Questo mi comporta di avere, al centro del corpo e nella zona lombare, forza e stabilità, nella parte superiore, mobilità e finezza dei movimenti.
Analizzando la capacità di movimento della colonna
vertebrale, si nota che abbiamo una
maggiore mobilità in torsione all’altezza della XI e XII vertebra dorsale
(VITA) e delle vertebre cervicali (COLLO), ad esse sono infatti connessi il
potere del collo (ding jing)
ed il potere della vita (dong jing),
due poteri che “sigillano” il corretto allineamento strutturale del corpo sia
dal punto di vista fisico che energetico e permettono di sviluppare la capacità
direzionale dell’intero corpo. Questo potere di torsione, realizzato dai
piccoli movimenti di ogni vertebra della colonna, mi permette di sviluppare una
potente forza centrifuga, come una molla avvolta a spirale.
L’osso sacro e la IV e V vertebra lombare sono il
fulcro dei movimenti di flessione ed estensione in ogni direzione, avanti,
indietro, lateralmente, permettendo di muovere la colonna vertebrale come una
potente frusta, avente il manico nell’osso sacro e nella IV e V v.lombare.
Un altro movimento fondamentale è quello di
estensione ed accorciamento lungo l’asse longitudinale di tutta la c.v., che mi permette di avere una potente forza di
rimbalzo.
L’utilizzo di tutti questi tipi di movimento insieme mi permettono di avere un movimento
tridimensionale, a spirale, quindi non solo avanti ed indietro ma
contemporaneamente avanti, a destra ed in alto etc,
nelle varie combinazioni possibili, dando al corpo una potente forza
travolgente nell’applicazione delle tecniche.
Devo sviluppare “l’intelligenza della spina dorsale”
in modo tale da renderla viva e sensibile, capace di allungarsi, ritirarsi,
torcersi, accumulare ed esplodere energia, acquisire la capacità di
sensibilizzare ogni singola vertebra ed imparare a controllarla.
Sopra la struttura ossea possiamo analizzare due
tipi di muscolature differenti che si connettono alla colonna vertebrale: la
muscolatura superficiale che comprende tutti i grossi gruppi muscolari evidenti
sulla parte dorsale del corpo ( vedi figura ); la muscolatura profonda
che, composta da particolari sistemi tendinei-legamentosi,
approfondiamo di seguito.
( figura).
La m.profonda è composta da tre legamenti che si estendono longitudinalmente dall’occipite al sacro e da legamenti discontinui presenti in tutta la c.v.:
- il legamento longitudinale anteriore (LLA),
situato anteriormente ai corpi vertebrali e permette di frenare l’estensione
della c.v.;
- il legamento longitudinale posteriore (LLP),
situato posteriormente alle vertebre,
svolge un’azione frenante la flessione della c.v. e
in flessione sostiene la pressione del nucleo vertebrale;
- il legamento sovraspinoso,
situato posteriormente al processo spinoso, anch’esso svolge un’azione frenante
la c.v.;
- i legamenti gialli, sono i più interni tra ogni
vertebra, tra le due lamine;
- i legamenti interspinosi, più esterni, sono
situati tra le protuberanze di ogni vertebra, dette processi spinosi;
- i legamenti intertrasversali connettono
trasversalmente ogni vertebra, sono messi in tensione inclinando lateralmente
la c.v.;
- il legamento traverso spinoso, lega ogni processo
spinoso da ogni lato, forma come un “abete” situato posteriormente alla c.v.
- il lunghissimo del collo, lo psoas
Il bacino permette di unire la colonna vertebrale all’arco inferiore, dando buona base e sostegno alla colonna vertebrale e permettendo buona mobilità alle gambe. Questo snodo è composto due grandi articolazioni:
l’articolazione sacro-iliaca, che permette di ancorare la colonna vertebrale al bacino quindi di dare una base stabile alla parte superiore del corpo;l’articolazione ilio-femorale, punto di connessione tra il bacino e gli arti inferiori, articolazione estremamente mobile e potente, di fondamentale importanza per mantenere un corretto allineamento delle gambe e del tronco e per permettere al corpo di effettuare movimenti in ogni direzione.
Di fondamentale importanza è
mantenere la zona del bacino libera da blocchi e tensioni, che influirebbero
negativamente su tutto il corpo, essendone la base. Molto importante è il
movimento di radicazione dell’osso sacro nelle gambe, effettuato non solo
ruotando il bacino, ma anche cercando di
percepire la spinta all’interno dei
femori fino ai piedi. L’osso sacro deve
essere come un cucchiaio che sorregge il Dantien; nel
Dantien nasce il movimento, da qui viene trasmesso,
tramite l’osso sacro, alla colonna vertebrale e da questa nei vari archi,
secondo le linee di forza. Il sistema bacino-sacro contiene un potente
Le gambe:
Le gambe devono muoversi come potenti ammortizzatori, collegate all’articolazione ilio femorale, non devono mai essere rigide, specialmente nella zona delle ginocchia, sono un sistema mobile di forze che devono essere sempre in equilibrio nel bacino. Se una gamba è yang l’altra deve essere yin, la risultante delle forze, nel bacino, deve essere uguale a zero. Altro punto fondamentale è che la proiezione dell’asse del corpo deve cadere sempre all’interno del poligono di sostegno formato dai piedi. Essendo la nostra base, le gambe devono darci la massima stabilità e, contemporaneamente, la massima mobilità. Questo ci è permesso quando anche ginocchia e caviglie, attraversate da tre cerchi orizzontali, il primo piccolo (a livello delle anche), il secondo medio (ginocchia) il terzo più grande (caviglie), sono come all’interno di un cono che ha la base nella superficie della terra ed il vertice all’interno del nostro corpo, nel Dantien. Questo allineamento permette di portare il controllo di anche ginocchia e caviglie nel centro del corpo quindi di centralizzare di più la forza della parte bassa del corpo.
L’arco inferiore è la base del corpo ed il principio di ogni movimento che effettuo, pertanto devo renderlo intelligente, vivo e sensibile. Normalmente siamo abituati solamente a muovere le gambe avanti ed indietro, invece devo abituarmi a muoverle in tutte le direzioni, effettuando movimenti a spirale e collegandole direttamente con la mente, così come ad esempio la mente è direttamente collegata con la lingua, per effettuare movimenti rapidi ed immediati mantenendo sensibilità. Come ricordato dal maestro Xu nei suoi allenamenti, bisogna ricordare che “la parte bassa del corpo sostituisce la parte alta”. In questo sottolineo brevemente l’importanza dei piedi, base e sostegno delle gambe e di conseguenza di tutto il corpo. Come base del corpo devono essere estremamente sensibili e capaci di avvertire le variazioni di peso lungo la loro superficie plantare, permettendo di reagire prontamente ed elasticamente alle sollecitazioni che pervengono dall’alto del corpo. Immaginiamo di dover variare la posizione di una antenna sul tetto di un palazzo, per orientarla o per variare l’inclinazione della stessa sicuramente ad un piccolo movimento della base otterrò una grande variazione all’estremità. Allo stesso modo se agisco sul piede avrò una grande variazione di postura nel corpo.
LE NOVE PERLE
Ogni articolazione del corpo,
se non è bloccata, si comporta come un piccolo
il collo
la zona lombo dorsale colonna vertebrale
l’osso sacro
le spalle
i gomiti arto superiore
i polsi
le anche
le ginocchia arto inferiore
le caviglie
la capacità di accumulare e rilasciare energia nelle articolazioni permette di renderle “intelligenti” e direttamente collegate alla mente, facendo acquisire la capacità di trasmettere l’energia all’intero corpo, rilassando i muscoli superficiali e portando la forza nella struttura ossea, alla quale le articolazioni sono intimamente connesse. Far circolare l’energia nel corpo mi realizza lo scorrere della stessa lungo linee preferenziali e secondarie, veri e propri binari in cui il movimento del corpo si realizza seguendo lo scorrere dell’energia.
LE LINEE DI FORZA
Le linee di forza sono la somma vettoriale delle
forze presenti nel nostro corpo, ottenute allineando i vari gruppi muscolari
e le spinte ottenute dalle varie parti
del corpo, siano esse muscolari, ossee, articolari e tendinee,
evitando le dispersioni della forza in inutili tensioni muscolari e per sforzi
non finalizzati al movimento che si intende realizzare. Questo comporta altresì
un bilanciamento delle forza tra muscoli, tendini, legamenti ed ossa.
Nel corpo
umano ci sono sette linee di forza:
1.
testa-coccige (arco dorsale) ARCHI
2. mano destra-mano sinistra (arco
superiore) FONDAMENTALI
3. piede destro-piede
sinistro(arco inferiore) O PRIMARI
4.
mano destra piede sinistro
5. mano sinistra piede destro ARCHI
6. mano sinistra piede sinistro SECONDARI
7. mano destra piede destro
Gli archi fondamentali 1-3 sono i più importanti
perché sostengono la struttura, permettono al corpo di mantenere un corretto
allineamento strutturale. Difatti l’arco inferiore sostiene l’arco dorsale che,
a sua volta, sostiene l’arco superiore, permettendo la stabile posizione eretta
del corpo. Ogni movimento di forza nel corpo le attraversa permettendo di
relazionare le varie parti del corpo nelle diverse direzioni seguendo le linee
di forza secondarie.
Una linea di forza fondamentale più interna è quella
che parte da dietro le orecchie e va all’articolazione sternoclavicolare,
da qui si dirige tra la VII e l’VIII vertebra lombare, scorre fino alla sinfisi
pubica; da questa si dipartono altre due linee minori anch’esse interne, dalla
spalla al gomito e dalla sinfisi pubica al ginocchio. Queste ultime linee sono
le più interne e collegate direttamente alla struttura osteo-articolare.
Nel corpo pertanto, bisogna costruire e visualizzare all’interno i
percorsi dell’energia, evitando ogni contrazione muscolare, per poter avere la
capacità di cambiare direzione della forza cambiando il canale all’interno del
corpo, muovendo in cerchio l’energia,
realizzando la “sfera Taiji “.
La capacità
di percepire lo scorrimento dell’energia e della forza nelle linee fondamentali
e nelle linee secondarie, è ciò che mi permette di assorbire una forza esterna
che mi colpisce, rielaborarla all’interno del mio corpo e restituirla
all’esterno, qualità fondamentale per il twei shou e tutte le arti marziali in generale ( in particolar
modo per il Taiji ).
Figura delle linee di forza
IL POTERE TOTALE DEL CORPO
POTERE DELLE
ANCHE POTERE VITA -
RENI POTERE DEL
CINGOLO SCAPOLO OMERALE POTERE DEL
COLLO
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I QUATTRO POTERI
Il nei gong è un particolare sistema di esercizi che
permette lo sviluppo dell’energia interna, nei (interno) gong (lavoro), questo
permette di andare ad allenare e rendere “intelligenti” articolazioni, tendini,
legamenti, muscoli profondi e muscoli superficiali. Il nei gong ha tre tipi di
esercizi:
1) per la produzione della
forza interna;
2) per la circolazione della forza interna;
3) per l’emissione della forza
interna (fa jing)
finalizzati allo sviluppo del potere totale del
corpo.
Il potere totale del corpo è l’insieme di quattro
poteri fondamentali:
1) potere dell’arco superiore
2) potere dell’arco centrale
3) potere dell’arco inferiore
4) potere del dantien.
Come evidente nello schema, posso notare che il
potere dell’arco superiore è lo sviluppo della forza che nasce dal sistema
composto da collo, spalle, braccia,
mani. La forza viene trasmessa alle mani dalla colonna vertebrale e, viceversa,
dalle mani alla colonna vertebrale. Questo passaggio avviene attraverso un
punto fondamentale di trasmissione della forza, la settima vertebra cervicale.
All’arco superiore sono demandate le funzioni di flessibilità, elasticità e
grandi capacità di mutevolezza, fondamentale nel combattimento.
L’arco centrale è composto dalla colonna vertebrale
e dai muscoli ad essa connessa, ad essa spetta il compito di sostenere al
struttura superiore del corpo e trasmettere la forza dalla parte bassa alla
parte alta del corpo e viceversa, deve quindi concentrare grandi doti di
potenza e flessibilità.
L’arco inferiore è composto da bacino, gambe, piedi,
essendo la base del corpo, deve avere capacità di stabilità e potenza, ha al
suo centro un potente snodo, l’osso sacro, il quale permette di trasmettere la
forza all’arco centrale e di radicare fortemente il corpo al terreno.
Il Dantien inferiore è un
centro energetico non fisicamente identificabile ma è presente nell’addome,
deve coincidere con il centro gravitazionale del corpo per permettere una forza
centralizzata; influenza tutti i muscoli addominali profondi e adiacenti, è il
punto in cui l’energia (Qi), comandata dalla mente,
si trasforma in movimento fisico. Si sviluppa portando l’immagine mentale del
movimento da svolgere al suo interno,
come un proiettore riproduce l’immagine sullo schermo, la mente deve proiettare
il movimento nel Dantien. Il movimento del Dantien è ciò che fa la differenza tra un movimento esterno
ed uno interno.
Per sviluppare il potere totale del corpo è
importante avere una “mappa” dell’evoluzione del movimento nel corpo, cercando
di capire da dove nasce una tecnica, dove viene trasmessa e dove arriva. Un movimento deve nascere dal Dantien, viene trasmesso alla colonna vertebrale ed al
bacino, da questi si propaga agli arti superiori e inferiori, che sono la
struttura che deve reggere e supportare il movimento.
IL CHAN SSU CHIN
E’ un particolare tipo di forza che si manifesta dal
movimento a spirale impresso in ogni
articolazione, particolarmente dalle
anche e dalla colonna vertebrale, un movimento capace di far sprofondare il Qi nelle articolazioni, facendolo circolare nella
struttura. Il Chan ssu chin quindi migliora la trasmissione della forza lungo le
sopradescritte linee che esistono all’interno del corpo, ne consegue un
miglioramento nel controllo degli archi, un minor lavoro muscolare,
concentrandosi sulle articolazioni, tendini legamenti ed ossa. Questo
particolare tipo di movimento viene allenato solo nel taiji
chen e non esiste sport che permetta di allenare
questo movimento direttamente; infatti tutti i tipi di sport effettuano
prevalentemente movimenti che portano all’ apertura e chiusura delle
articolazioni, ma mai di avvitamento come avviene ne T.Chen.
L’allenamento al Chan ssu chin avviene inizialmente
effettuando dei movimenti a spirale molto esterni, sui muscoli, concatenando le
varie fasce muscolari di tutto il corpo facendole diventare come una unica
potente frusta che si muove continuamente nelle tre dimensioni. Già il
concatenare l’insieme delle forze di tutti i muscoli incrementa notevolmente la
forza fisica, il coordinamento e l’equilibrio. Il movimento è come la
traiettoria impressa al proiettile di una pistola, oltre ad avere una direzione
parabolica ha una rotazione sul suo asse.
Il movimento a spirale, progredendo nella
pratica, deve essere effettuato più
profondamente, sulle ossa, facendo
muovere tutta la struttura del corpo connessa e a spirale. Ciò mi permette di
risparmiare grandi quantità di forza muscolare, quindi di ossigeno da bruciare,
ottenendo parità di effetto nella tecnica e grande risparmio energetico. A
questo livello si distinguono le spirali dei muscoli e quelle delle ossa, che
sono contrapposte, l’una Yin e l’altra Yang, come due serpenti che si avvolgono nel corpo.
I livello di pratica più elevato è quello comandato
dalla mente, l’unione dell’intenzione Yi con
l’energia Qi che si avvolge a spirale e fa muovere il
resto del corpo, “ la mente comanda, il Qi segue
ed il corpo esegue” .
FIGURA DEL CORPO CON LE SPIRALI
IL
POWER STRETCHING
Nello stretching
tradizionale viene analizzato il singolo movimento da allenare per trovare
l’esercizio ottimale di allungamento muscolare. Nel power stretching
l’esercizio ottimale è fare il movimento stesso nel suo dinamismo, finalizzando
il movimento e lavorando su forze contrapposte; bisogna quindi estendere il
muscolo o la zona interessata dall’allenamento in due direzioni anziché una
sola come nei tradizionali esercizi di stretching.
Questo sistema mi permette non solo di concatenare tutti i muscoli del corpo in
una unica fascia sommando vettorialmente tutte le
singole forze, ma altresì rende attiva e scorrevole la forza e l’energia nei muscoli, tendini, legamenti
ed ossa lavorando sulla contrazione auxotonica. La
contrazione muscolare auxotonica raccoglie tutte le
contrazioni (concentrica ed eccentrica).
Obiettivo dell’uso del power stretching è utilizzare principalmente i muscoli in
contrazione eccentrica, in espansione. Questo mi permette di lavorare sulle
fibre lente dei muscoli, quindi di avere minor consumo di ossigeno e più
resistenza, al contrario dell’utilizzo delle fibre muscolari più veloci. I
muscoli sono composti da fibre lente intermedie e veloci, l’allenamento del
Power stretching ha come scopo trasformare le fibre
intermedie ( che sono modificabili ) in
lente, ed arrivare ad utilizzare principalmente le fibre lente delle grosse
catene muscolari connesse alla colonna vertebrale, muscoli anti
gravità posteriori al corpo, modificando le capacità elastiche e strutturali
del muscolo. Chi usa le fibre lente è immediato e imprevedibile nel movimento,
che usa le veloci è prevedibile.