GIULIANI Daniele

Giulianidan@libero.it

 

 

 

 

IL POTERE TOTALE DEL CORPO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

I tre poteri YiQi – Li

Il rilassamento

Forza centralizzata  - forza periferica

Connessione  e disconnessione

 

IL CORPO

I 4 insiemi strutturali

Le parti del corpo

Le 9 perle

Le linee di forza

 

IL POTERE TOTALE DEL CORPO

I quattro poteri

Il chan ssu­-chin

Il power stretch

La pratica

Cenni sugli Otto Princìpi

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

 

I TRE POTERI YI QI LI

Nel corpo e nell’allenamento del taiji sono presenti tre dimensioni o poteri, ognuno dei quali comporta un allenamento specifico, ma ognuno di essi è intimamente relazionato agli  altri e inscindibile da loro.

Li o potere del corpo

Esso comporta agilità, coordinazione, scioltezza , forza e potenza nei movimenti del corpo, nonché equilibrio, armonia ed economia nei movimenti , corretto allineamento strutturale.

Qi, potere dell’energia

comporta una progressione nel lavoro di trasformazione delle energie da grezze (Jing)  all’interno del dantien inferiore (centro energetico – vedi figura) ad una più raffinata energia vitale o Qi, la quale viene ulteriormente lavorata ed elaborata in un altro centro energetico, il dantien mediano, da qui l’energia vitale viene trasformata in vigore e forza interna (Nei Jin), successivamente viene trasformata in Shen. Lo Shen (forza spirituale ), tramite processi di meditazione ed esercizi mentali viene poi trasformata in Wuji o estrema vacuità all’interno di un altro centro energetico, il dantien superiore.

 

(figura dei tre dantien nel corpo)

 

Yi Potere della Mente

Lo sviluppo di questo potere comporta anzitutto il lavoro delle cinque qualità della mente: volontà, attenzione concentrazione (Yi Nian ) coscienza consapevolezza  (Yi shi). In un’ottica marziale del lavoro sulle cinque qualità della mente, si può comprendere che per effettuare un movimento o una tecnica, deve esserci anzitutto la volontà. Questa unita all’attenzione nell’effettuare il movimento corretto nei suoi vari aspetti, mi comporta la concentrazione durante l’esecuzione. Eseguire una tecnica concentrato riesce a farmi prendere coscienza del movimento (nell’applicazione, nell’equilibrio, ecc..), il prendere coscienza del movimento in ogni suo aspetto rende il mio corpo consapevole. Queste cinque qualità della mente, allenate singolarmente ed unite insieme mi fanno “sbocciare” quello che si  può definire un “fiore spontaneo”, l’intuito. Esso non può essere allenato direttamente come può esserlo la concentrazione nell’esecuzione di un’applicazione marziale o  la consapevolezza del corpo nella posizione di una forma, ma  si manifesta spontaneamente quando le qualità della mente si sono armonicamente sviluppate, è come il lavoro del giardiniere per far sbocciare un fiore, può solamente preparare bene la terra e curare la pianta per ottenere la fioritura. Voglio precisare che l’intuito sopra esaminato per le arti marziali, è comunque una manifestazione mentale, quindi lo sviluppo delle cinque qualità della mente può essere utile anche in qualsiasi altro campo di interesse della nostra  vita (il lavoro, la pittura etc..)

(Figura della mano con le 5 qualità della mente)

 

 

Lo Yi, potere della mente, oltre alle qualità, deve sviluppare le tre Armonie interne:

1)     Armonia Mente – Cuore (XIN), sviluppo dell’armonia tra il nostro pensiero cosciente e la parte emozionale di noi stessi, se c’è armonia quello che facciamo deve essere realmente quello che vogliamo fare;

2)     Armonia tra Yi e Qi, ovvero dobbiamo avere la capacità di guidare con il pensiero cosciente l’energia vitale in ogni parte del nostro corpo e nel punto che vogliamo, in modo che l’energia sia immediatamente a disposizione dove serve all’interno del corpo. E’ il modo più immediato per reagire ad una tecnica marziale o, nel campo  della salute, per avere la capacità di guidare il Qi per eliminare disarmonie e disequilibri del flusso di Qi in altre persone.

3)  Armonia tra Qi e Li, capacità di trasformare l’energia vitale in forza interna e vigore per muovere il corpo.

 

“La mente comanda, il Qi segue ed il corpo esegue”, come citato dai classici del Taiji, questa interrelazione tra i tre poteri Yi Qi e Li è il fondamento per un corretto sviluppo psico fisico ed elevare al massimo le proprie potenzialità in ogni specifica caratteristica.

Così come nell’universo ho tre stati di materia, solido liquido e gassoso, allo stesso modo devo acuire la sensibilità al fine di percepire lo stato della materia all’interno del mio corpo, riferendolo al Qi.

Infatti, particolarmente all’inizio della pratica o in determinati stati d’animo, posso percepire delle solidità all’interno del corpo, esse sono dei blocchi nello scorrere dell’energia, dei ristagni dovuti a delle contratture muscolari,  causate a loro volta o da traumi oppure anche da determinati stati d’animo (ansia, nervoso etc.).

Il lavoro interno deve permettermi di progredire ad ogni livello (Li-Qi-Yi), al fine di rendere la percezione dell’energia interna da solida (Dantien inferiore - Li) a liquida (Dantien mediano -Qi) ed ancora, progredendo ulteriormente, da liquida a gassosa (Dantien superiore -Yi). Questo deve avvenire progressivamente, sciogliendo sempre di più i blocchi di energia e rendendo fluido lo scorrere della stessa, cosa che comporta una maggiore armonia nei movimenti ed una pace cosciente del pensiero, massimo rilassamento e percezione del corpo. Quando sono riuscito a far sì che l’energia all’interno del corpo da solida è diventata liquida, lo scorrere della stessa deve ulteriormente fluidificarsi, devo rendere il liquido (Qi) da denso come  l’olio a sempre più evanescente come il gas. Ogni stato della materia all’interno del corpo corrisponde ad una determinata condizione fisica, energetica e mentale, il Dantien inferiore è un centro di controllo della dimensione fisica, per elevarmi devo avere massima armonia fisica e strutturale, il Dantien mediano è il centro di controllo emotivo,  (armonia emozionale ), il Dantien superiore è il centro di controllo mentale (armonia mentale). Nell’elevazione allo Shen è presente l’armonia a tutti i livelli.

Come è ben evidente questi aspetti del taiji e del lavoro interno differenziano la visione occidentale del corpo da quella orientale, particolarmente nell’allenamento del corpo

 

VISIONE OCCIDENTALE                        TRAINING FISICO      (LI)

(es la Boxe)                                                TRAINING MENTALE (YI)

 

                                                        TRAINING FISICO                (LI)

VISIONE ORIENTALE                    TRAINING ENERGETICO    (QI)

                                                        TRAINING MENTALE           (YI)

 

in occidente viene sviluppata la capacità di movimento del corpo ed un adeguato training mentale finalizzato allo sport da allenare, come ad esempio il pugile si allena sempre più a colpire ed il suo Yi, la sua mente,  è dove lui porta i colpi, nei pugni. Questo sistema mi trascura il fattore energetico, cosa invece effettuata nella visione orientale che, per colpire o muoversi utilizza la mente che comanda l’energia,  la quale segue ed il corpo esegue il movimento.

Il movimento viene effettuato grazie ad un rapporto bio elettrico e bio chimico che permette di collegare la mente al corpo e quindi ai muscoli che effettuano il movimento.

Il Qi mi permette di ottimizzare la trasmissione di queste informazioni allenandole ad essere più veloci, è come un’interfaccia tra mente e corpo. Utilizzare questo tipo di allenamento comporta lo sviluppo ed il lavoro con un’energia di tipo conservativo, la quale aumenta con l’allenamento a prescindere dall’età, non uso energia metabolica ma energia presente nella struttura. Questo viene dimostrato dai grandi maestri che, al termine del pranzo, si allenano senza avere alcun problema, cosa difficilmente realizzabile per un pugile nel suo specifico allenamento.

Per lavorare sulla struttura o energia strutturale devo percepire sempre più l’interno del corpo, al fine di sbloccare i blocchi energetici, iniziare ad utilizzare sempre più  l’energia per muovere il corpo e non viceversa muovere l’energia indirettamente col movimento esterno.

In questo testo cerchiamo di esaminare il lavoro di base per lo sviluppo del potere totale del corpo nella sua dimensione fisica, come già citato inscindibile dalle altre dimensioni o poteri.

Il potere totale del corpo viene sviluppato aumentando le potenzialità fisiche mediante la pratica di base,  esercizi elementari che permettono di acquisire la percezione ed il controllo di ogni singola parte del corpo, rapportandola alle altre al fine di ottimizzare l’economia muscolare ed integrare l’azione di ogni parte per il movimento di tutto il corpo, armonizzando i movimenti ed equilibrando la struttura corporea, permettendo lo sviluppo  e l’incremento dell’energia interna.

Lo sviluppo di uno dei tre poteri Yi, Qi o Li comporta necessariamente un miglioramento negli altri in quanto essi si riflettono vicendevolmente. Sviluppare le singole capacità delle varie parti del corpo ed integrarle armonizzandone il movimento, finalizzarlo e  muovere il corpo come un unità comporta lo sviluppo del potere totale del corpo.

 

IL RILASSAMENTO

Le fondamenta di un corretto sviluppo del potere del corpo sono basate sul rilassamento. Questo stato fisico e mentale è la condizione che mi permette di percepire le minime variazioni di tono muscolare all’interno del corpo ed ogni variazione di forza anche all’esterno del corpo. Difatti se ho il corpo estremamente contratto come se ad esempio sollevo 50 Kg, non mi accorgerò del cadere di una foglia sulla mia spalla, se invece sono normalmente rilassato me ne accorgerò immediatamente. Il rilassamento mi permette di aumentare la capacità di percezione del corpo. Fondamentale è avere un rilassamento sia fisico che mentale; fisico deve essere inteso non come abbandono totale del corpo, ma come non azione volontaria, uno stato in cui molto rapidamente si può mutare da non azione ad azione e viceversa, ottenendo quindi un controllo totale del corpo, grazie ad una mente tranquilla, trasparente e libera da pensieri ed emozioni superflue, condizioni che possono minare e compromettere la percezione globale del corpo, sia all’interno che all’esterno.

Avere un corpo ed una mente rilassata  mi permette di percepire se all’interno ho delle tensioni e contrazioni, quindi blocchi che ostacolano il libero fluire del Qi in ogni parte del corpo, se una forza rigida ne ostacola la circolazione, i movimenti non saranno più agili e sarà facile essere sbilanciati.

Presupposto importante è avere una mente calma in quanto spesso le tensioni fisiche sono una conseguenza di quelle mentali. Il Rilassamento nel Taiji, unito alla Leggerezza nel movimento mi permettono di avere la Percezione  del corpo, sia all’interno che all’esterno, liberando l’energia vitale Qi, permettendoci di sconfiggere “la durezza con la morbidezza” grazie alla Cedevolezza. Quest’ultima qualità ci permette di battere chi è più forte  fisicamente di noi in quanto, quando ci colpisce con una sua tecnica dura fa sì che noi, percependo una forza contraria possiamo, anziché contrastarla come normalmente siamo portati a fare, cediamo, facendo sì che al nostro avversario manca il punto di appoggio della forza. Cedendo in maniera controllata alla sua forza ne manteniamo quindi il controllo permettendoci di contrattaccare  l’avversario da un altro punto o semplicemente sbilanciandolo con la sua stessa forza.

Rilassamento concludendo è liberare mente e corpo da tensioni attivando la percezione del corpo, rendendolo vivo e sensibile in ogni punto, rilassato ma attento, muscolarmente (Li) disattivato (Yin) ma con l’attenzione cosciente (Yi) attiva al  massimo(Yang).

 

 

FORZA CENTRALIZZATA E FORZA PERIFERICA

Sviluppare la capacità di usare tutto il corpo per colpire, muoversi come un’unità o, come citato nei classici “quando una parte del corpo si muove tutto il corpo si muove” è permesso quando utilizziamo una forza centralizzata e non periferica.

Utilizzare una forza centralizzata significa far nascere il movimento nel sistema bacino- addome, precisamente nel Dantien inferiore e distribuire la forza fino alla periferia del corpo, negli arti.

La forza periferica fa nascere il movimento vicino al punto di applicazione della forza, negli arti, come ad esempio è comune spingere qualcuno con la mano, facendo partire la forza dalla spalla. Il movimento che nasce in periferia è antieconomico, utilizza i piccoli gruppi muscolari per avere il movimento, che risulterà sicuramente debole e non in armonia con il resto del corpo.

La forza centralizzata invece mi permette di utilizzare i grossi gruppi muscolari del tronco per effettuare il movimento desiderato, i piccoli gruppi muscolari periferici per indirizzare e supportare il movimento. Si otterrà così una forza più consistente in quanto utilizza muscoli più forti e più grossi ed un maggior numero di muscoli, avrò inoltre un movimento  di tutto il corpo in armonia poichè la forza va dal centro alla periferia, ne consegue equilibrio, stabilità, velocità e potenza.

L’utilizzo della forza centralizzata è la chiave di lettura di tutte le discipline, siano esse marziali o artistiche, per un movimento forte, veloce ed armonico e, nel caso dell’arte marziale, è ciò che fa la differenza tra un gesto qualsiasi ed un gesto marziale, se unito all’intenzione della mente nella tecnica (Yi).

Facendo un paragone motoristico, il Dantien inferiore è il motore, la vita e la colonna vertebrale sono gli organi di trasmissione, gli arti sono le ruote alle quali viene trasmesso i movimento. E’ quindi nel Dantien che nasce il movimento portato all’albero di trasmissione ( vita-colonna vertebrale) fino agli arti, il movimento viene trasmesso grazie alla connessione delle varie parti del corpo, principalmente degli arti al tronco.

 

CONNESSIONE E DISCONNESSIONE

La connessione degli arti al tronco mi permette di muovere tutto il corpo per effettuare qualsiasi movimento, anche di una sola parte del corpo.

La connessione viene attivata nel Taiji utilizzando il Power Stretching, sistema di allenamento che aiuta a portare l’attenzione sulla concatenazione dei vari gruppi muscolari, dei muscoli strutturali e non solo, ma connettendo insieme tra loro anche articolazioni, tendini legamenti ed ossa. Questo mi permette di incrementare la forza nelle tecniche, in quanto utilizzo i muscoli e la forza della struttura scheletrica in armonia, in modo da avere nel corpo come una leva d’azione più lunga, composta per l’appunto dalla concatenazione dei gruppi muscolari e quindi dalla somma vettoriale delle  singole forze armonizzate insieme.

I pesisti, per avere un paragone, concentrano il lavoro sul rendere fortissime tante piccole leve del corpo, allenando differenziatamente ogni muscolo del corpo, ma mai integrando funzionalmente l’uno all’altro. Nel Taiji utilizzo normali forze muscolari concatenate insieme, quindi ho una somma vettoriale di forze, ho una leva più lunga rispetto al punto di applicazione della forza, fisicamente ho meno sforzo in ogni muscolo ma più muscoli attivati insieme.

Come citato nei classici “la forza parte dai piedi , si sviluppa nelle gambe e nella vita , viene trasmessa agli arti e si manifesta nelle dita” è evidente l’importanza della connessione tra le varie parti del corpo per la trasmissione della forza, in modo che le tecniche ed i colpi portati dalla parte alta del corpo siano portati prima dalla parte bassa del corpo per avere la forza globale del corpo.

Così come è importante la connessione nel corpo è altresì fondamentale avere la capacità di Disconnettere, al bisogno, determinati gruppi muscolari o parti del corpo che, sollecitati da una forza esterna, destabilizzerebbero la posizione globale del corpo. Sconnettendo queste parti ci è permesso di avere comunque la possibilità di reagire ad una forza esterna, concretizzando la cedevolezza sopra citata, senza che l’intero corpo ceda o addirittura collassi sopraffatto dalla forza avversaria, quindi mi è permesso di far scivolare via la forza esterna al mio corpo mantenendo la postura.

 

 

IL CORPO

 

Analizzando il corpo nella struttura osteo-muscolare è importante comprendere come si relazionino la parte destra con la parte sinistra, la parte bassa con quella alta e infine la parte posteriore con quella anteriore e quindi come sia sviluppato il corpo intero nelle sei direzioni principali in base all’utilizzo delle varie parti.

Possiamo subito notare che il corpo è asimmetrico tra la parte anteriore e quella posteriore ed altresì tra la parte bassa e quella alta, mentre è simmetrico tra la parte destra e quella sinistra.

Questa differenza è causata dal fatto che destra e sinistra si relazionano attorno ad un asse, la colonna vertebrale, la quale permette torsioni e rotazioni del corpo perpendicolarmente al baricentro del corpo, il Dantien. La simmetria nel movimento attorno a questo asse mi permette di avere equilibrio e mantenere una posizione ottimale ogni momento statico e dinamico.

La parte posteriore del corpo e quella anteriore sono asimmetriche, quella posteriore ha sviluppato maggiormente le fasce muscolari rispetto alla parte anteriore e ciò mi comporta una differenza di “potenziale” cinetico tra le due parti, quindi una maggiore capacità di dinamismo. Così come per la conduzione elettrica, in cui maggiore è la differenza di potenziale tra due poli e maggiore sarà la corrente che attraversa  il dipolo, allo stesso modo la differenza di potenziale cinetico tra la parte anteriore e la parte posteriore del corpo comporta il dinamismo del corpo, la capacità di effettuare rapidamente i movimenti del centro del corpo.

La parte inferiore e la parte superiore del corpo, essendo anch’esse asimmetriche, sono relazionate da una gerarchia di dipendenza funzionale, la parte bassa è deputata a sorreggere tutta la parte alta.  

 Paragonando il corpo ad una macchina posso riscontrare che gli elementi di valutazione per ottimizzarne il funzionamento sono:

1)     Differenza di potenziale per creare il movimento, propulsione;

2)     Equilibrio, la capacità di mantenere l’equilibrio;

3)     Capacità di assorbire gli urti, ammortizzamento;

4)     Capacità di cambiare direzione;

5)     Capacità di distribuire le sollecitazioni.

Come sopra esposto, il movimento del corpo viene espresso dalla differenza di potenziale tra la parte anteriore e quella posteriore in relazione alla parte bassa  del corpo che sorregge la parte alta, collegamento di forze che permettono di avere una determinata risultante propulsiva per muoversi nello spazio.

La capacità di mantenere l’equilibrio è principalmente relazionata alla parte destra e sinistra del corpo, le quali , essendo simmetriche, debbono avere l’ abilità di essere contemporaneamente una yin e l’altra yang, una passiva e l’altra attiva per avere costantemente equilibrio sia da fermo che in movimento.

La capacità di assorbire gli urti è dovuta principalmente alla distribuzione delle forze esterne (urti, sollecitazioni etc.) tra le varie parti del corpo grazie a giunture forti (le articolazioni) e all’elasticità del corpo (muscoli, tendini, articolazioni ed ossa) permettendo di proseguire il movimento proteggendo i principali sistemi.

La capacità di cambiare direzione è connessa alla capacità della colonna vertebrale ( asse tra parte dx e sx) di trasmettere, tramite la vita e il collo (dong jing e ding jing), il movimento rotatorio al cingolo scapolare ed al cingolo pelvico e da questi agli arti.

La capacità di distribuire le sollecitazioni, come per l’ammortizzamento, è un’azione principalmente svolta dai vari spazi articolari ed all’elasticità muscolare, delle articolazioni e dei tendini.

 

I QUATTRO INSIEMI STRUTTURALI

Il corpo è composto, in un’analisi della capacità di movimento, da quattro parti differentemente organizzate ad uno scopo diverso, gli arti superiori, principalmente specializzati per la prensione,  gli arti inferiori organizzati per il moto, la colonna vertebrale, asse centrale per la trasmissione del movimento in tutte le direzioni , il bacino, snodo del movimento tra la parte bassa e la parte alta del corpo.

Questi quattro insiemi  uestQQQQQsono dei potenti motori che trasmettono le loro forze da un punto all’altro del corpo attraverso delle cerniere, le articolazioni occipito-atlantoidea e la sterno clavicolare, per la parte alta del corpo, l’articolazione lombosacrale e coxo femorale per la parte bassa. Ognuna di queste se bloccata determina l’annullamento dell’equilibrio fisico e energetico del corpo, come può essere  evidente se una coxo femorale è bloccata non ho equilibrio su una gamba quindi non ho movimento stabile del centro del corpo, se ho la lombo sacrale bloccata non potrò trasmettere il movimento tra la parte alta e la bassa del corpo. Allo stesso modo l’articolazione sterno clavicolare e l’occipito-atlantoidea incide sulla posizione relazionando la parte dx e la sx squilibrando il sistema.

 

 

 

 

 

 

 

LE PARTI DEL CORPO FUNZIONALI AL MOVIMENTO

Collo: snodo fondamentale per i movimenti della testa, è la cerniera che unisce la testa al torace,  una sua funzione è quella di precedere il movimento di tutto il corpo per darne la giusta impostazione direzionale. È la sommità della colonna vertebrale ed insieme all’osso sacro permette di tendere tutto l’arco dorsale. Ha una muscolatura fine che permette precisi movimenti della testa nelle varie direzioni, si può considerare come il mirino di un cannone, dove la potenza di fuoco del cannone è espressa dalla vita. Importante è il suo allineamento in modo da far sì che non sia chiuso e blocchi lo scorrere dell’energia fino alla sommità del capo. Di fondamentale importanza è altresì la settima vertebra cervicale, punto di controllo della parte alta della schiena, essa è l’incrocio tra l’arco superiore e l’arco dorsale.

Cingolo scapolo-omerale:

Il cingolo scapolo omerale è la base del collo ed il collegamento tra colonna vertebrale e braccia, insieme alle braccia e alle spalle costituisce l’arco superiore. L’unico punto di appoggio fisico strutturale delle spalle è costituito dall’articolazione sterno clavicolare, la scapola si appoggia a diversi sistemi muscolari che si connettono con la colonna vertebrale. Le spalle devono essere rilassate ed appoggiate al tronco “come una giacca appesa all’attaccapanni”, esse infatti consentono, grazie al loro elevato grado di mobilità, di trasmettere la forza di tutto il corpo alle braccia ed alle mani nelle varie direzioni. Le spalle sono il crocevia che permette di trasmettere la forza rotatoria della colonna vertebrale agli arti superiori. Le braccia sono collegate al tronco tramite i potenti muscoli del dorso ed affondano la loro forza nella colonna vertebrale; è pertanto fondamentale che le spalle non siano contratte o sollevate, in quanto sconnetterebbero le braccia dal tronco, non darebbero l’appoggio stabile ai movimenti delle braccia, la forza di tutto il corpo non si manifesterebbe fino alle mani e  le spalle. Nel Twei shou le spalle sono uno dei tre cancelli del corpo ( spalle vita e bacino) che, aprendosi e chiudendosi permettono di controllare la forza dell’avversario. 

 

Colonna vertebrale:

La colonna vertebrale è l’importante asse strutturale che collega la parte inferiore e la parte superiore del corpo, essa infatti ha come base il bacino  e sorregge il cingolo scapolo omerale. E’ demandata a diverse funzioni e per questo è sviluppata in maniera diversificata a seconda della zona del corpo. Una sua caratteristica è quella di avere, contemporaneamente, rigidità e flessibilità. La particolare curvatura della colonna vertebrale vista lateralmente fa notare la capacità di scaricare le sollecitazioni assiali al fine di proteggere la testa. Possiamo notare altresì come alla base della colonna siano presenti vertebre più grosse ed in cima vertebre più sottili, suddivise in tre categorie: lombari, dorsali e cervicali. Questo mi comporta di avere, al centro del corpo e nella zona lombare, forza e stabilità, nella parte superiore, mobilità e finezza dei movimenti.

Analizzando la capacità di movimento della colonna vertebrale,  si nota che abbiamo una maggiore mobilità in torsione all’altezza della XI e XII vertebra dorsale (VITA) e delle vertebre cervicali (COLLO), ad esse sono infatti connessi il potere del collo (ding jing) ed il potere della vita (dong jing), due poteri che “sigillano” il corretto allineamento strutturale del corpo sia dal punto di vista fisico che energetico e permettono di sviluppare la capacità direzionale dell’intero corpo. Questo potere di torsione, realizzato dai piccoli movimenti di ogni vertebra della colonna, mi permette di sviluppare una potente forza centrifuga, come una molla avvolta a spirale.

L’osso sacro e la IV e V vertebra lombare sono il fulcro dei movimenti di flessione ed estensione in ogni direzione, avanti, indietro, lateralmente, permettendo di muovere la colonna vertebrale come una potente frusta, avente il manico nell’osso sacro e nella IV e V v.lombare.

Un altro movimento fondamentale è quello di estensione ed accorciamento lungo l’asse longitudinale di tutta la c.v., che mi permette di avere una potente forza di rimbalzo.

L’utilizzo di tutti questi tipi di movimento  insieme mi permettono di avere un movimento tridimensionale, a spirale, quindi non solo avanti ed indietro ma contemporaneamente avanti, a destra ed in alto etc, nelle varie combinazioni possibili, dando al corpo una potente forza travolgente nell’applicazione delle tecniche.

Devo sviluppare “l’intelligenza della spina dorsale” in modo tale da renderla viva e sensibile, capace di allungarsi, ritirarsi, torcersi, accumulare ed esplodere energia, acquisire la capacità di sensibilizzare ogni singola vertebra ed imparare a controllarla.

Sopra la struttura ossea possiamo analizzare due tipi di muscolature differenti che si connettono alla colonna vertebrale: la muscolatura superficiale che comprende tutti i grossi gruppi muscolari evidenti sulla parte dorsale del corpo ( vedi figura ); la muscolatura profonda che, composta da particolari sistemi tendinei-legamentosi, approfondiamo di seguito.

 

 

 

 

 

 

( figura).

La m.profonda è composta da tre legamenti che si estendono longitudinalmente dall’occipite al sacro e da legamenti discontinui presenti in tutta la c.v.:

- il legamento longitudinale anteriore (LLA), situato anteriormente ai corpi vertebrali e permette di frenare l’estensione della c.v.;

- il legamento longitudinale posteriore (LLP), situato posteriormente  alle vertebre, svolge un’azione frenante la flessione della c.v. e in flessione sostiene la pressione del nucleo vertebrale;

- il legamento sovraspinoso, situato posteriormente al processo spinoso, anch’esso svolge un’azione frenante la c.v.;

- i legamenti gialli, sono i più interni tra ogni vertebra, tra le due lamine;

- i legamenti interspinosi, più esterni, sono situati tra le protuberanze di ogni vertebra, dette processi spinosi;

- i legamenti intertrasversali connettono trasversalmente ogni vertebra, sono messi in tensione inclinando lateralmente la c.v.;

- il legamento traverso spinoso, lega ogni processo spinoso da ogni lato, forma come un “abete” situato posteriormente alla c.v.

- il lunghissimo del collo, lo psoas

 

Il cingolo pelvico(bacino-anche):

Il bacino permette di unire la colonna vertebrale all’arco inferiore, dando buona base e sostegno alla colonna vertebrale e permettendo buona mobilità alle gambe. Questo snodo è composto due grandi articolazioni:

l’articolazione sacro-iliaca, che permette di ancorare la colonna vertebrale al bacino quindi di dare una base stabile alla parte superiore del corpo;l’articolazione ilio-femorale, punto di connessione tra il bacino e gli arti inferiori, articolazione estremamente mobile e potente, di fondamentale importanza per mantenere un corretto allineamento delle gambe e del tronco e per permettere al corpo di effettuare movimenti in ogni direzione.

Di fondamentale importanza è mantenere la zona del bacino libera da blocchi e tensioni, che influirebbero negativamente su tutto il corpo, essendone la base. Molto importante è il movimento di radicazione dell’osso sacro nelle gambe, effettuato non solo ruotando il bacino,  ma anche cercando di percepire la spinta  all’interno dei femori fino ai piedi.  L’osso sacro deve essere come un cucchiaio che sorregge il Dantien; nel Dantien nasce il movimento, da qui viene trasmesso, tramite l’osso sacro, alla colonna vertebrale e da questa nei vari archi, secondo le linee di forza. Il sistema bacino-sacro contiene un potente motore per la circolazione dell’energia nel corpo, la pompa sacrale. Essa invia l’energia fino al sincipite, alla sommità del capo lungo la colonna vertebrale, facendola scorrere in contrapposizione ad un altro importante motore energetico, la pompa craniale, contenuta nel capo.

 

Le gambe:

Le gambe devono muoversi come potenti ammortizzatori, collegate all’articolazione ilio femorale, non devono mai essere rigide, specialmente nella zona delle ginocchia,  sono un sistema mobile di forze che devono essere sempre in equilibrio nel bacino. Se una gamba è yang l’altra deve essere yin, la risultante delle forze, nel bacino,  deve essere uguale a zero. Altro punto fondamentale è che la proiezione dell’asse del corpo deve cadere sempre all’interno del poligono di sostegno formato dai piedi. Essendo la nostra base, le gambe devono darci la massima stabilità e, contemporaneamente, la massima mobilità. Questo ci è permesso quando anche ginocchia e caviglie, attraversate da tre cerchi orizzontali, il primo piccolo (a livello delle anche), il secondo medio (ginocchia) il terzo più grande (caviglie), sono come all’interno di un cono che ha la base nella superficie della terra  ed il vertice all’interno del nostro corpo, nel Dantien. Questo allineamento permette di portare il controllo di anche ginocchia e caviglie nel centro del corpo quindi di centralizzare di più la forza della parte bassa del corpo.

L’arco inferiore è la base del corpo ed il principio di ogni movimento che effettuo, pertanto devo renderlo intelligente, vivo e sensibile. Normalmente siamo abituati solamente a muovere le gambe avanti ed indietro, invece devo abituarmi  a muoverle in tutte le direzioni, effettuando movimenti a spirale e collegandole direttamente con la mente, così come ad esempio la mente è direttamente collegata con la lingua, per effettuare movimenti rapidi ed immediati mantenendo sensibilità. Come ricordato dal maestro Xu nei suoi allenamenti, bisogna ricordare che “la parte bassa del corpo sostituisce la parte alta”. In questo sottolineo brevemente l’importanza dei piedi, base e sostegno delle gambe e di conseguenza di tutto il corpo. Come base del corpo devono essere estremamente sensibili e capaci di avvertire le variazioni di peso lungo la loro superficie plantare, permettendo di reagire prontamente ed elasticamente alle sollecitazioni che pervengono dall’alto del corpo. Immaginiamo di dover variare la posizione di una antenna  sul tetto di un palazzo, per orientarla o per variare l’inclinazione della stessa sicuramente ad un piccolo movimento della base otterrò una grande variazione all’estremità. Allo stesso modo se agisco sul piede avrò una grande variazione di postura nel corpo.

 

 

 

 

 

 

LE NOVE PERLE

Ogni articolazione del corpo, se non è bloccata, si comporta come un piccolo motore che accumula e rilascia l’energia, permettendo il libero fluire della stessa. Bisogna pertanto essere consapevoli dell’importanza del fluire dell’energia nelle articolazioni, nei classici definite “perle” data la loro preziosa funzione. Nei classici viene citato “se il Qi circola nelle nove perle, non ci sarà nessun luogo dove il Qi non potrà arrivare“, le nove perle, sono quelle disposte lungo la struttura ossea e in corrispondenza degli snodi cruciali del movimento. Esse sono:

 

il collo                                                       

la zona lombo dorsale                                 colonna vertebrale

l’osso sacro

 

le spalle

i gomiti                                             arto superiore                         

i polsi

 

le anche

le ginocchia                             arto inferiore

le caviglie

 

la capacità di accumulare e rilasciare energia nelle articolazioni permette di renderle “intelligenti” e direttamente collegate alla mente, facendo acquisire la capacità di trasmettere l’energia all’intero corpo, rilassando i muscoli superficiali e portando la forza nella struttura ossea, alla quale le articolazioni sono intimamente connesse. Far circolare l’energia nel corpo mi realizza lo scorrere della stessa lungo linee preferenziali e secondarie, veri e propri binari in cui il movimento del corpo si realizza seguendo lo scorrere dell’energia.

 

 

LE LINEE DI FORZA

Le linee di forza sono la somma vettoriale delle forze presenti nel nostro corpo, ottenute allineando i vari gruppi muscolari e  le spinte ottenute dalle varie parti del corpo, siano esse muscolari, ossee, articolari e tendinee, evitando le dispersioni della forza in inutili tensioni muscolari e per sforzi non finalizzati al movimento che si intende realizzare. Questo comporta altresì un bilanciamento delle forza tra muscoli, tendini, legamenti ed ossa.

 Nel corpo umano ci sono sette linee di forza:

1.     testa-coccige (arco dorsale)                                  ARCHI

2.     mano destra-mano sinistra (arco superiore)       FONDAMENTALI

3.     piede destro-piede sinistro(arco inferiore)          O PRIMARI

4.     mano destra piede sinistro

5.     mano sinistra piede destro                                    ARCHI

6.     mano sinistra piede sinistro                                   SECONDARI

7.     mano destra piede destro

Gli archi fondamentali 1-3 sono i più importanti perché sostengono la struttura, permettono al corpo di mantenere un corretto allineamento strutturale. Difatti l’arco inferiore sostiene l’arco dorsale che, a sua volta, sostiene l’arco superiore, permettendo la stabile posizione eretta del corpo. Ogni movimento di forza nel corpo le attraversa permettendo di relazionare le varie parti del corpo nelle diverse direzioni seguendo le linee di forza secondarie.

Una linea di forza fondamentale più interna è quella che parte da dietro le orecchie e va all’articolazione sternoclavicolare, da qui si dirige tra la VII e l’VIII vertebra lombare, scorre fino alla sinfisi pubica; da questa si dipartono altre due linee minori anch’esse interne, dalla spalla al gomito e dalla sinfisi pubica al ginocchio. Queste ultime linee sono le più interne e collegate direttamente alla struttura osteo-articolare.

Nel corpo pertanto, bisogna  costruire e visualizzare all’interno i percorsi dell’energia, evitando ogni contrazione muscolare, per poter avere la capacità di cambiare direzione della forza cambiando il canale all’interno del corpo, muovendo in cerchio l’energia,  realizzando la “sfera Taiji “.

La  capacità di percepire lo scorrimento dell’energia e della forza nelle linee fondamentali e nelle linee secondarie, è ciò che mi permette di assorbire una forza esterna che mi colpisce, rielaborarla all’interno del mio corpo e restituirla all’esterno, qualità fondamentale per il twei shou e tutte le arti marziali in generale ( in particolar modo per il Taiji ).

 

 

Figura delle linee di forza

 

 

 


 

IL POTERE TOTALE DEL CORPO

 

 

 

 

 

POTERE DELLE ANCHE

 

POTERE VITA - RENI

 

POTERE DEL CINGOLO

 SCAPOLO OMERALE

 

POTERE DEL COLLO

 
            

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              

 

Casella di testo: POTERE TOTALE
DEL CORPO
Casella di testo: POTERE DELL’ARCO INFERIORECasella di testo: POTERE DEL DANTIEN
+
Casella di testo: POTERE DELL’ARCO CENTRALE
+
Casella di testo: POTERE DELL’ARCO SUPERIORE
+

 

 

                               

 

 

 

 

 

 

 

I QUATTRO POTERI

Il nei gong è un particolare sistema di esercizi che permette lo sviluppo dell’energia interna, nei (interno) gong (lavoro), questo permette di andare ad allenare e rendere “intelligenti” articolazioni, tendini, legamenti, muscoli profondi e muscoli superficiali. Il nei gong ha tre tipi di esercizi:

1)     per la produzione della forza interna;

2)     per la circolazione  della forza interna;

3)     per l’emissione della forza interna (fa jing)

finalizzati allo sviluppo del potere totale del corpo.

Il potere totale del corpo è l’insieme di quattro poteri fondamentali:

1)     potere dell’arco superiore

2)     potere dell’arco centrale

3)     potere dell’arco inferiore

4)     potere del dantien.

Come evidente nello schema, posso notare che il potere dell’arco superiore è lo sviluppo della forza che nasce dal sistema composto da  collo, spalle, braccia, mani. La forza viene trasmessa alle mani dalla colonna vertebrale e, viceversa, dalle mani alla colonna vertebrale. Questo passaggio avviene attraverso un punto fondamentale di trasmissione della forza, la settima vertebra cervicale. All’arco superiore sono demandate le funzioni di flessibilità, elasticità e grandi capacità di mutevolezza, fondamentale nel combattimento.

L’arco centrale è composto dalla colonna vertebrale e dai muscoli ad essa connessa, ad essa spetta il compito di sostenere al struttura superiore del corpo e trasmettere la forza dalla parte bassa alla parte alta del corpo e viceversa, deve quindi concentrare grandi doti di potenza e flessibilità.

L’arco inferiore è composto da bacino, gambe, piedi, essendo la base del corpo, deve avere capacità di stabilità e potenza, ha al suo centro un potente snodo, l’osso sacro, il quale permette di trasmettere la forza all’arco centrale e di radicare fortemente il corpo al terreno.

Il Dantien inferiore è un centro energetico non fisicamente identificabile ma è presente nell’addome, deve coincidere con il centro gravitazionale del corpo per permettere una forza centralizzata; influenza tutti i muscoli addominali profondi e adiacenti, è il punto in cui l’energia (Qi), comandata dalla mente, si trasforma in movimento fisico. Si sviluppa portando l’immagine mentale del movimento da svolgere  al suo interno, come un proiettore riproduce l’immagine sullo schermo, la mente deve proiettare il movimento nel Dantien. Il movimento del Dantien è ciò che fa la differenza tra un movimento esterno ed uno interno.

Per sviluppare il potere totale del corpo è importante avere una “mappa” dell’evoluzione del movimento nel corpo, cercando di capire da dove nasce una tecnica, dove viene trasmessa e dove arriva.  Un movimento deve nascere dal Dantien, viene trasmesso alla colonna vertebrale ed al bacino, da questi si propaga agli arti superiori e inferiori, che sono la struttura che deve reggere e supportare il movimento.

 

IL CHAN SSU CHIN

E’ un particolare tipo di forza che si manifesta dal movimento a spirale  impresso in ogni articolazione,  particolarmente dalle anche e dalla colonna vertebrale, un movimento capace di far sprofondare il Qi nelle articolazioni, facendolo circolare nella struttura. Il Chan ssu chin quindi migliora la trasmissione della forza lungo le sopradescritte linee che esistono all’interno del corpo, ne consegue un miglioramento nel controllo degli archi, un minor lavoro muscolare, concentrandosi sulle articolazioni, tendini legamenti ed ossa. Questo particolare tipo di movimento viene allenato solo nel taiji chen e non esiste sport che permetta di allenare questo movimento direttamente; infatti tutti i tipi di sport effettuano prevalentemente movimenti che portano all’ apertura e chiusura delle articolazioni, ma mai di avvitamento come avviene ne T.Chen.

L’allenamento al Chan ssu chin avviene inizialmente effettuando dei movimenti a spirale molto esterni, sui muscoli, concatenando le varie fasce muscolari di tutto il corpo facendole diventare come una unica potente frusta che si muove continuamente nelle tre dimensioni. Già il concatenare l’insieme delle forze di tutti i muscoli incrementa notevolmente la forza fisica, il coordinamento e l’equilibrio. Il movimento è come la traiettoria impressa al proiettile di una pistola, oltre ad avere una direzione parabolica ha una rotazione sul suo asse.

Il movimento a spirale, progredendo nella pratica,  deve essere effettuato più profondamente, sulle ossa,  facendo muovere tutta la struttura del corpo connessa e a spirale. Ciò mi permette di risparmiare grandi quantità di forza muscolare, quindi di ossigeno da bruciare, ottenendo parità di effetto nella tecnica e grande risparmio energetico. A questo livello si distinguono le spirali dei muscoli e quelle delle ossa, che sono contrapposte, l’una Yin e l’altra Yang, come due serpenti che si avvolgono nel corpo.

I livello di pratica più elevato è quello comandato dalla mente, l’unione dell’intenzione Yi con l’energia Qi che si avvolge a spirale e fa muovere il resto del corpo, “ la mente comanda, il Qi segue ed il corpo esegue” .

                                                                  

FIGURA DEL CORPO CON LE SPIRALI  

 

 

 

 

 

IL POWER STRETCHING

Nello stretching tradizionale viene analizzato il singolo movimento da allenare per trovare l’esercizio ottimale di allungamento muscolare. Nel power stretching l’esercizio ottimale è fare il movimento stesso nel suo dinamismo, finalizzando il movimento e lavorando su forze contrapposte; bisogna quindi estendere il muscolo o la zona interessata dall’allenamento in due direzioni anziché una sola come nei tradizionali esercizi di stretching. Questo sistema mi permette non solo di concatenare tutti i muscoli del corpo in una unica fascia sommando vettorialmente tutte le singole forze, ma altresì rende attiva e scorrevole la forza  e l’energia nei muscoli, tendini, legamenti ed ossa lavorando sulla contrazione auxotonica. La contrazione muscolare auxotonica raccoglie tutte le contrazioni (concentrica ed eccentrica).

Obiettivo dell’uso del power stretching  è utilizzare principalmente i muscoli in contrazione eccentrica, in espansione. Questo mi permette di lavorare sulle fibre lente dei muscoli, quindi di avere minor consumo di ossigeno e più resistenza, al contrario dell’utilizzo delle fibre muscolari più veloci. I muscoli sono composti da fibre lente intermedie e veloci, l’allenamento del Power stretching ha come scopo trasformare le fibre intermedie ( che sono  modificabili ) in lente, ed arrivare ad utilizzare principalmente le fibre lente delle grosse catene muscolari connesse alla colonna vertebrale, muscoli anti gravità posteriori al corpo, modificando le capacità elastiche e strutturali del muscolo. Chi usa le fibre lente è immediato e imprevedibile nel movimento, che usa le veloci è prevedibile.