*Nei Dan* Bologna

Scuola Italiana Arti Marziali Interne

MAESTRO FLAVIO DANIELE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GLI 8 CANCELLI NEL TAIJI

o

BA-MEN

 

 

 
 

FRANCESCA MONTANARI

 

SOMMARIO

 

INTRODUZIONE   3

DEFINIZIONE E SIGNIFICATO   4

ESECUZIONE   7

PRESENZA DEI CANCELLI NELLA FORMA 108 STILE YANG   12

LINEE DI FORZA E CONTENUTO ENERGETICO   16

SVILUPPI  21

Bibliografia  22

 

 


INTRODUZIONE

 

“L’arte del Taiji Quan” è talvolta definita, anche nei classici, come “ le tredici tecniche del Taiji”. Questa definizione si riferisce “agli otto movimenti fondamentali delle mani e ai cinque delle gambe, simboleggiati dai bagua, gli otto trigrammi e dai wuxing, i cinque processi elementari”.

Gli otto movimenti fondamentali delle mani, o Ba-Men che fanno parte delle tredici tecniche sono:

 

peng, parare

lu, ritirarsi ruotando

ji, premere                         4 Movimenti primari

an, spingere

                                     

lie, dividere

cai, tirare verso il basso

zhou, colpire con il gomito    4 Movimenti secondari

kao, colpire con la spalla

 

I cinque movimenti fondamentali delle gambe (Wu Bu) sono:

Jin Bu, avanzare

Tui Bu, retrocedere

Zuo Gu, spostarsi verso sinistra

You Ban, spostarsi verso destra

Zhong Ding, rimanere al centro

 

Obiettivo di questa tesi è l’analisi dei singoli movimenti fondamentali delle mani, base dell’arte e delle sequenze delle forme nei vari stili del Taiji, con particolare riferimento alla loro presenza nella forma 108 dello stile Yang.

I Ba-Men saranno trattati nella loro esecuzione, evidenziati nelle sequenze della forma, analizzati nello sviluppo delle linee di forza e dei percorsi energetici e nella loro funzione per lo sviluppo della forza interna.

Malgrado nell’analisi si faccia riferimento e si cerchi di chiarire le dinamiche fisiche ed energetiche di sviluppo del movimento, per approfondimenti e chiarimenti si dovrà fare riferimento ai testi e alle spiegazioni del M° Daniele.

 

DEFINIZIONE E SIGNIFICATO

 

Necessaria premessa alla descrizione e definizione degli otto Ba-Men è l’analisi della dinamica profonda di un movimento che vuole essere armonioso, naturale, globale, connesso ed efficace, qualità che dovrebbero caratterizzare il movimento umano in ogni sua espressione ed in particolare l’essenza del movimento Taiji.

L’analisi della “struttura uomo” nella sua parte superiore - zona lombare, tronco ed arco delle braccia – rivela che il movimento delle braccia si origina a livello profondo nella zona lombo-sacrale, sede del bacino, dell’osso sacro e contenitore del Dantien, luogo di trasformazione alchemica dell’energia (Jing 4 Qi 4 Shen 4 Wu Qi).

Gli elementi essenziali coinvolti nello sviluppo del movimento delle braccia sono l’omero, l’articolazione scapolo-omerale, la scapola ad essa collegata e il cingolo sterno-clavicolare. Questa area è ancorata alla struttura ossea, ed in particolare alla colonna vertebrale, anteriormente all’altezza dell’articolazione sterno-clavicolare (appoggiata posteriormente per mezzo dello sterno alla colonna vertebrale tramite le vertebre dorsali) ed è governata e controllata a livello muscolare dai muscoli profondi (paravertebrali e dorsali), dal trapezio (dalla base del cranio fino alla T12, all’altezza del diaframma) e gran dorsale (dal braccio, oltre il diaframma fino al bacino) e da una serie di “tiranti” muscolari, tendinei e legamentosi che danno origine ad un movimento di tensione verso l’alto (zona cervicale, potere del collo) e verso il basso (zona dorsale, potere dei reni, osso sacro e sprofondamento nelle anche).

A livello dei muscoli interni il muscolo romboide connette la scapola e sostiene la struttura dall’interno. La rotazione dell’omero all’interno della sua articolazione e l’integrazione tra i sistemi osteo-legamentoso e muscolo-tendineo completano la dinamica del movimento. 

Non è quindi la muscolatura superficiale delle braccia la diretta responsabile del movimento, bensì una struttura corporea che si attiva dal profondo lungo i suoi percorsi globali, armoniosamente allineata e connessa, espressione diretta della forza interna raffinata per mezzo della mente-cuore dal Dantien.

Solo un movimento risultante da questa dinamica renderà quanto sotto descritto un movimento Taiji.

 

Negli antichi classici gli otto cancelli sono abbinati agli Otto Trigrammi (Ba Gua) e fanno riferimento alle Quattro Direzioni e i Quattro Angoli rispettivamente.

 

Peng è tradotto come parare, difendersi andando incontro alla forza dell’avversario in maniera attiva; è rappresentato da Qian, il cielo a sud. Peng è rappresentato da 3 linee Yang continue associate, simbolo nella tradizione filosofica cinese dell’elemento attivo, forte e “duro”. Esso è il primo cancello fondamentale, origine e base per i successivi movimenti. Peng è Yang nelle braccia, nel busto e nelle gambe. Il peso è in avanti. Nel rispetto delle legge dello Yin e dello Yang, che permea ogni aspetto dell’esistenza e nello specifico dei movimenti e dello spirito del Taiji Quan, Peng raccoglie in realtà in sé sia l’elemento Yang, “attivo” di attacco, propositivo e di opposizione, sia l’elemento Yin, ricettivo e morbido del movimento.

Esistono quindi un Peng Yin e un Peng Yang.

Peng Yin rappresenta l’aspetto intimo, introspettivo e ricettivo del movimento. Può essere definito come forza di ascolto del proprio corpo nonché di quello dell’avversario, derivante dalla conoscenza di se stessi e del proprio interno nonché dalla interiorizzazione dell’origine del movimento. Esso è direttamente in relazione al sistema neuro sensoriale nello sviluppo della capacità propriocettiva; qualità, che si origina nella fittissima rete di “sensori” situati nei tendini, nei legamenti e nei muscoli del corpo umano quali indicatori preposti al controllo costante della posizione del corpo nello spazio. Oltre allo sviluppo dei sensi normalmente conosciuti, il senso propriocettivo supera i comuni canali di percezione per presentarci una nuova dimensione di percezione e sensibilità corporea, emozionale e di variazione dei nostri stati mentali. La comprensione unita alla consapevolezza di questa qualità di Peng porta, inoltre, ad una migliore interpretazione del linguaggio dei classici, in particolare per espressioni quali “essere più leggeri di una piuma”, “nemmeno una foglia si può appoggiare”, “essere un attimo prima dell’avversario”, etc.

Peng Yang si sviluppa invece in relazione al sistema neuromuscolare. Esso riguarda l’aspetto attivo del movimento, l’opposizione della struttura che segue alla prima fase di ascolto. Solo dopo aver accolto l’energia dell’avversario è, infatti, possibile restituirla aggiungendo a quanto raccolto la propria parte per rendere il movimento efficace.

Peng è caratterizzato da una sorta di tensione interna onnipresente nei movimenti ed assimilabile ad una sfera energetica, che avvolgendo e comprendendo l’arco delle braccia, si espande all’esterno creando un percorso circolare attorno al quale il movimento si sviluppa. La forza e l’efficacia di Peng non sono il risultato della forza muscolare ma derivano dall’elasticità creata internamente fra muscoli rilassati, tendini e legamenti ed una forza interna che proviene direttamente dalla sorgente del Tan Tien e si trasmette fluida e priva di attriti lungo linee di forza abilmente e pazientemente “scavate”.

E’ una forza attiva derivante dal lavoro in sinergia della struttura.

Lu è tradotto come ritirarsi ruotando, tirare indietro. E’ un movimento che assorbe, ricettivo e rappresentato per questo da Kun, la terra, a nord. Lu è rappresentato da 3 linee Yin. Esso è Yin, cedevole nelle gambe, nel tronco e nelle braccia. Il corpo e la struttura si ritraggono per accogliere l’energia dell’avversario. Nel rispetto della legge universale dello Yin e dello Yang l’apparente “ morbidezza” estrema del movimento nasconde la forza/tensione di una molla che si carica pronta ad essere rilasciata. 

Ji, è tradotto come premere ed è rappresentato da Kan, acqua, a Ovest. Esso è raffigurato da 2 linee Yin all’esterno e 1 linea Yang all’interno. Gambe e braccia sono morbide all’esterno cosi come l’acqua apparentemente cedevole e plasmabile, nasconde al suo interno la durezza, la forza e la determinazione interna (il tronco è solido e forte). Ji si sviluppa in sequenza a Lu quale fase attiva di rilascio dopo l’assorbimento.

An è spingere, rappresentato da Li, il fuoco ed est. Esso è rappresentato da 2 linee Yang all’esterno ed 1 linea Yin all’interno. Come il fuoco apparentemente forte ma con un essenza “morbida”, anche braccia e gambe sono forti mentre busto ed interno sono Yin.

An è il movimento che, dopo aver raccolto la forza dell’avversario, la convoglia verso il basso per poi spingerla sollevandola in avanti e verso l’alto lungo un percorso circolare.

 

Cai, tirare in basso è rappresentato da Xun, il vento a sud-ovest. 1° linea Yin corrispondente a gambe morbide e mobili e 2° e 3° linea Yang per tronco e braccia solidi. Tutto il corpo partecipa al movimento verso il basso senza mai perdere l’ancoraggio e la connessione al suolo. Mentre una parte del corpo tira in avanti, la parte posteriore si ancora e sprofonda a terra in senso opposto con forza uguale e contraria.

Lie, separare, dividere, è rappresentato da Zhen, il tuono a nord-est. 1° linea Yang corrispondente a gambe solide le gambe e 2° e 3° linea Yin corrispondenti a braccia e tronco mobili. 

Le due metà del corpo si muovono in opposizione sviluppando la potente qualità di apertura e chiusura.

Zhou, colpo di gomito, è rappresentato da Tui, il lago, a sud-est. Prime 2 linee Yang (stabili gambe e busto) e 3° linea Yin corrispondente a braccia estremamente mobili.

Kao, colpo di spalla, meglio da interpretare con colpire con il corpo, è rappresentato da Ken, la montagna a nord ovest. Rappresentato dalle prime 2 linee Yin corrispondenti a gambe e busto, presenta forza ed una 3° linea Yang con braccia forti e stabili come una montagna dura in superficie ma cava al suo interno.

 

ESECUZIONE

 

Le dinamiche fondamentali e i principi di postura per un vero movimento Taiji, caratterizzano con maggiore o minore rilevanza tutti gli otto Cancelli. Questi verranno evidenziati nel corso dell’analisi dei singoli movimenti e per evitare la loro ripetizione potranno comparire in una singola spiegazione. Questo espediente sottintende comunque la loro generale validità e costante presenza.

 

Peng (destro)

Il braccio destro sale dalle anche con un movimento curvilineo fino quasi all’altezza della spalla, palmo e avambraccio rivolti verso il petto e ad esso paralleli. Il gomito è leggermente flesso ed il polso leggermente piegato. Il braccio sinistro, con il palmo rivolto all’ingiù, è di fronte allo stomaco all’altezza del gomito destro. Esso bilancia la spinta in avanti dell’avambraccio destro. Gli arti sono internamente connessi e l’arco delle braccia si mantiene invariato nello sviluppo del movimento. Gambe in posizione Gong Bu. Le braccia sono arrotondate, quasi a sostenere un pallone, la palla di Qi, fra esse ed il corpo. Le spalle sono abbassate e attivamente sprofondate nella zona lombare. Le braccia sono sostenute dall’interno grazie alla rotazione dell’omero nella sua sede e sono connesse alla struttura come se il braccio fosse appoggiato sul bacino. I muscoli superficiali ne risultano rilassati.

Peng è un movimento di difesa (parare un colpo che arriva frontalmente) cosi come di attacco. Come dice il Maestro Xu: “Ogni difesa è un attacco”.

 

Lu (destro)

Le braccia si raccolgono tirando all’indietro mentre il palmo della mano sinistra è rivolto in basso e il palmo della mano destra verso l’alto. Con Lu si cede alla forza dell’avversario, raccogliendola. Tutto il corpo partecipa al movimento con una torsione che, partendo dalla vita e dalle anche, porta a trasferire progressivamente il peso verso la gamba posteriore. Il raccogliere ed assorbire la forza nelle anche e nei piedi per mezzo di questo movimento torsivo, determina il movimento delle braccia. Il cambiamento di direzione del braccio, che invece di avanzare si ritira ruotando, deve essere continuo e circolare come a descrivere un otto.

 

Ji (destro)

A seguito di un movimento rotatorio in avanti dell’anca, inverso rispetto alla precedente tecnica, le mani tornano al petto sovrapponendosi con il taglio della mano destra appoggiato sul polso della sinistra. Il tronco si gira ed il peso torna in avanti. Le braccia esercitano una pressione in avanti facendo partire il movimento dalla vita e dalle gambe.

La forza parte dal piede, è controllata dalla vita e canalizzata nella spina dorsale secondo un percorso “ad onda”, per materializzarsi infine nelle braccia e nelle mani.

L’avambraccio destro viene premuto in avanti mentre il palmo sinistro preme sul polso destro per aumentare la potenza. Con Ji la spinta, che si manifesta nelle braccia, viene moltiplicata dalla loro azione congiunta.

E’ l’unione di Yin e Yang (dorso di una mano e palmo dell’altra) che si fondono e si supportano a vicenda. 

An

Le mani posizionate di fronte al petto si aprono verso l’esterno come per liberarsi da una presa, la mano sinistra passa sopra la destra. Questo movimento è originato dall’apertura e dalla sprofondamento delle anche e della zona lombare. Esse tornano poi verso il petto e con i palmi rivolti in avanti verso l’esterno, spingono secondo una linea curva in avanti dal basso verso l’alto. Il corpo tira inizialmente indietro “sedendosi” sulla gamba destra per spostarsi durante il movimento sulla gamba anteriore. Il movimento di spinta parte dalla vita e dal piede per trasferirsi alle mani. La spinta da queste esercitata non è equamente distribuita, prevale bensì sulla mano avanzata.

An accoglie inizialmente la pressione dell’avversario sulle nostre braccia, la vanifica allargando gli arti e permettendo all’avversario di entrare. All’apertura si sussegue una chiusura che assorbendo la forza dell’avversario, gli fa trovare una sensazione di vuoto interrompendo il flusso della sua forza. Da questa posizione arretrata la spinta a spirale dai piedi ci permette di agire sul suo “vuoto”, per spingere su entrambe le braccia. La spinta proveniente dall’arco dorsale si trasferisce agli omeri connessi alla struttura per mezzo del loro avvolgimento a spirale verso l’interno nella cavità glenoidea. I gomiti ne risultano pesanti, ancorati al tronco e forti, in grado di trasmettere la forza. Nella struttura dell’ ”insieme funzionale braccio” è quindi l’avambraccio il principale responsabile della connessione e dell’ancoraggio mentre urna e radio trasmettono il movimento anch’essi secondo un percorso a spirale.

 

Lie

Dalla posizione avvitata es. sulla gamba sinistra con braccio destro sotto e braccio sinistro sopra come a sorreggere la palla di Qi, fare avanzare la gamba destra assumendo la posizione Gong Bu sul lato destro. Aprire e sollevare obliquamente il braccio destro fino all’altezza della fronte palmo, rivolto in alto come a sostenere un vassoio, abbassando e facendo arretrare appena il braccio sinistro vicino alla gamba palmo in basso. Questa tecnica è Lie, o separare, dividere.

Con Lie si divide l’avversario tirandolo da una parte e spingendolo dall’altra o bloccandolo con le gambe e squilibrandolo con le braccia ed il tronco.

In Lie agiscono due forze contrapposte che si originano dalla base delle struttura – anche e bacino, gambe e piedi – per esprimersi a livello delle braccia in un’apertura atta a dividere, separare appunto. Le braccia conservano il loro naturale arco, braccio destro che si avvolge dinamicamente a spirale a partire dall’omero e braccio sinistro ad arco, che para (Peng) in basso. Questa conformazione generata dall’interno permette la trasmissione della forza e conferisce gli arti una stabilità simile a quella di una stoffa avvolta su se stessa e per questo resistente nella sua struttura interna e pronta ad essere rilasciata.

E’ l’integrazione fra l’avvolgimento muscolare in un senso e la struttura ossea nell’altro a generare la potenza e la stabilità dinamiche del movimento.  Tutta la zona del tronco partecipa attivamente al movimento amplificato dalle braccia.

Lie è un’efficacissima tecnica per lo sviluppo della qualità di apertura e chiusura del Taiji sia in senso energetico (mobilità del tronco e relativa circolazione del Qi) sia in senso marziale come forza che preme in apertura-chiusura ed in diagonale.

La spinta in avanti di un braccio (apertura) è controbilanciata dalla spinta indietro dell’altro (chiusura). Il bilanciamento non riguarda solo le braccia ma coinvolge tutte le parti strutturali lungo le principali linee di forza del corpo in un processo equilibrante che ci permette di essere sempre bilanciati”

 

Cai

Dalla posizione precedente in Lie (es. “Dividere la criniera del cavallo selvaggio”) arretrare la gamba anteriore (es. destra) per assumere la posizione vuota Xu Bu toccando terra solo con la punta del piede. Si mantengono gamba e piede destro davanti a noi con il palmo sinistro vicino al gomito destro. Le braccia tirano, si estendono abbassandosi verso la terra. Nelle applicazioni questa tecnica può assomigliare a Lu con la differenza che in Lu si cede alla forza dell’avversario mentre in Cai si aggiunge alla sua la nostra forza.

Come nell’esercizio per acquisire questa tecnica (ed il Jing da essa risultante) bisogna visualizzare (processo mentale per la finalizzazione del gesto) l’atto di staccare delle foglie da un ramo tirandole verso il basso, allo stesso modo Cai è il movimento di estensione verso il basso che coinvolge tutto il corpo. Non è il braccio a compiere il movimento, bensì un arto connesso ed integrato alla struttura che “tira” partendo dai piedi. Mentre un braccio si solleva, l’altro tira/estende verso il basso descrivendo un cerchio risultante dalla componente delle forza verso il basso ed indietro verso di noi.

 

Zhou

Zhou è il colpo di gomito prevalentemente effettuato con l’avambraccio piegato ed il gomito pronto a colpire. Dopo aver premuto i piedi al suolo, usando il piede come perno “si proietta” il corpo in avanti, indietro o nella direzione desiderata impiegando il gomito come punto di contatto. La forza tre origine dal piede, è controllata dalla vita e si manifesta nel gomito. “Zhou è come la palude che lo rappresenta, è improvviso, pericoloso ed infido”. Nella forma 108 da noi sino ad oggi praticata ed ancor più nella forma 24, le sequenze sono state semplificate e la presenza di questo movimento mascherata e posta in secondo piano. In realtà Zhou si ritrova nello sviluppo della forma in numerosi punti spesso integrato in altre sequenze.

 

Kao

Questo movimento, anch’esso riscontrabile in numerose sequenze della forma come parte integrante o naturale prosecuzione delle stesse, è simile nello sviluppo a Zhou, salvo il fatto che il punto di contatto è la spalla invece del gomito. In realtà la definizione più appropriata di questo movimento è “colpo con tutto il corpo”. L’impatto, infatti, avviene a seconda delle applicazioni di spalla cosi come con tutto il corpo. In ogni caso è la forza di tutta la struttura a generare e determinare la portata e l’efficacia dell’azione; è tutta la fascia laterale del corpo che ruota attorno allo Zhong Ding ad assestare il colpo.

 

L’analisi effettuata è stata di tipo statico. L’evoluzione degli 8 cancelli in senso dinamico conduce all’analisi dei cosiddetti Jing, letteralmente Forze, che si sviluppano nell’espressione dei cancelli dalla trasformazione della forza interna nel movimento

Peng Jing è il più importante tra gli 8 Jing. Esso deve essere presente in tutti i punti ed in ogni momento nell’arco del movimento.

Sviluppandosi ogni movimento mai in senso lineare, ma nell’evoluzione di una curva, espressione di un cerchio interno, Peng Jing è la forza che accoglie e protegge sostenendo nello stesso momento dall’ interno. Esso rappresenta la tensione interna (mai intesa come contrazione, bensi come stato potenziale), espressione di una struttura connessa che rende il movimento leggero, fluido, economico ed il corpo sempre pronto a finalizzare o modificare il gesto.

 

PRESENZA DEI CANCELLI NELLA FORMA 108 STILE YANG

 

 

Peng è il cancello riscontrabile in pressoché tutti i movimenti del Taiji: forma, Qi Gong  e Tui Shou. Inteso come tensione energetica interna, potenzialità, forza che si oppone, cedendo inizialmente per assorbire la forza dell’avversario e mantenere una sorta di sfera cuscinetto, involucro espanso in tutte le sei principali direzioni, rappresenta lo stato potenziale, caratteristica prima per un movimento efficace e naturale. Nello specifico Peng è il primo movimento delle serie “accarezzare la coda del passero” (sequenza Peng-Lu-Ji-An) presente numerose volte nell’arco di tutta la forma, sia nella sua versione semplificata di raccordo che nella sua versione integrale.

Nell’analisi verranno evidenziati solo i principali cancelli presenti nei movimenti, considerando che ogni movimento può contenere più o anche tutti i cancelli in misura diversa. Inoltre, le numerose applicazioni che possono essere effettuate dei movimenti della forma conducono ad una diversità nell’analisi dei movimenti dovuta, a seconda delle situazioni alla prevalenza di alcuni cancelli rispetto ad altri.  

 

Elenco sequenze della forma con analisi dei singoli movimenti

 

I° parte

Apertura: Peng; Zhou (rotazione prima spinta a destra)

Afferrare la coda del passero

I movimenti sono curvilinei, devono essere leggeri, lenti, circolari e concatenati senza mai interruzioni come un cerchio senza inizio né fine.

Parata (Peng sinistro); Parata (Peng destro)

Tirare indietro ruotando (Lu)

Premere avanti (Ji)

Spingere (An)

Passaggio: versione di Lu con prevalenza componente tirare verso sinistra per poi spingere lateralmente a destra. Movimento si sviluppa lungo cerchio su piano orizzontale altezza vertebra T11/T12.

Frusta semplice (Danbian): piccolo Lie e piccolo Cai

Sollevare la mani (Tishou Shangshi): Tirare in basso (Lie); Parare (Peng come tensione) che si può trasformare in Zhou

Colpo di spalla (Kao)

Airone Bianco spiega le ali (Bai-e liang chi): Lie (direzione alto-basso); Zhou

Spazzolare il ginocchio (Li xi ao bu): Zhou nascosto; Lie

Suonare il Pipa (Shou Hui pipa); Cai, Tirare verso il basso

Avanzare con il piede e colpire con i pugni (Jin ban lan chui): Lie

Spingere: An

Passaggio. Zhou

Chiusura apparente; Zhou, Ji

II° parte

Riportare la tigre in montagna: Zhou

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Pugno sotto il gomito (zhoudi chui); Lie

Indietreggiare e respingere la scimmia (Dao nin hou): Lie; Zhou

Volo obliquo (Xie fei shi): Lie molto aperto di totale separazione; tutto il corpo partecipa a partire dalle anche

Sollevare le mani ; (vedi sopra)

Colpo di spalla (Kao)

L’airone bianco spiega le ali; vedi sopra

Spazzolare il ginocchio; vedi sopra

L’ago in fondo al mare (haidi zhen): Zhou; Lie poi Cai

Aprire il ventaglio (Shan tong bei): Lie

Voltarsi e colpire di pugno (zhuan shen pie shen chui): Peng alto; Zhou; Lie; Lu

Avanzare con il piede e con i pugni; vedi sopra

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Mani nelle nuvole: sequenza di Peng per parare e respingere un attacco qualunque dell’avversario. Nasconde anche il colpo di gomito Zhou e Kao

Frusta semplice; vedi sopra

Accarezzare il collo del cavallo (Gao tan ma): Lie

Calcio verso destra (You fen Jian): nasconde Zhou e Lie tra le braccia; Ji

Calcio verso sinistra (Zuo fen Jian); come sopra

Voltarsi e tirare un calcio con il tallone (Zhuan shen deng Jian); vedi sopra; Ji

Zhou

Spazzolare il ginocchio; vedi sopra

Avanzare di un passo e dare un pugno verso il basso (Jin bu cai shui); vedi sopra

Zhou nel girarsi verso destra

Voltarsi e colpire di pugno (zhuan shen pie shen chui): Lu; Zhou

Avanzare deviare verso il basso, parare e colpire con il pugno; Lie; Zhou

Doppio Peng (sequenza di raccordo)

Per preparare il calcio Peng sinistra

Lie prima di colpire con i pugni; Zhou

Colpire la tigre a destra (Zuo da hu). Nel girarsi: Zhou

Colpire la tigre a sinistra (You da hu). Zhou a sinistra

Dare un calcio con il piede dx, colpo con il tallone dx  (zuo ti Jiao); Peng; Ji; Lie

Colpire le tempie dell’avversario con i pugni

Dare un calcio con il piede sinistro; vedi sopra come per destro

Girarsi verso sinistra e incrociando le mani davanti al petto tirare un calcio a dx; Ji

Voltarsi e tirare un calcio con il tallone dx; Lu; Zhou; Cai; Lie

Peng; Zhou; Lie in apertura

Avanzare deviare verso il basso, parare e colpire con il pugno; vedi sopra

Chiusura apparente; vedi sopra

 

 

III° Parte

Riportare la tigre in montagna; vedi sopra

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Dividere la criniera del cavallo selvaggio (yema fen zong)

A differenza di “Sollevare la mani” in questo movimento di trova oltre a Lie anche Peng nel braccio propenso in avanti, che non ha solo la funzione di dividere ma anche di proteggere ed eventualmente colpire.

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

La ragazza lancia la spola ai quattro angoli (yu nu chuan suo): Lie in apertura; nel girarsi avvolgendo Zhou; eventualmente Kao;  Peng

Doppio Peng (sequenza di raccordo)

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Mani nelle nuvole; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Il serpente che striscia (sheshen xia shi): Lu; Lie

Il gallo dorato sta su una gamba sola (Jinji du li): Cai nel passaggio

Indietreggiare e respingere la scimmia; vedi sopra

Volo obliquo; vedi sopra

Alzare le mani: vedi sopra

L’airone bianco spiega le ali: vedi sopra

Passo in avanti con sfioramento del ginocchio e torsione del tronco; Zhou, sopra descritto come spazzolare il ginocchio

L’ago in fondo al mare; vedi sopra

Aprire il ventaglio; vedi sopra

Avanzare di un passo, sviare, parare e sferrare un pugno; vedi sopra

Afferrare la coda del passero; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Mani nelle nuvole; vedi sopra

Frusta semplice; vedi sopra

Accarezzare la criniera del cavallo selvaggio (Gao Tan Ma): Lie

Colpo in avanti con la mano a lancia (shizi shou); Lie ritirando e nel colpire avanzando

Voltarsi e incrociare le mani (zhuan shen shizi tui); Zhou

Spazzolare il ginocchio e colpire di pugno il pube dell’avversario; Zhou nascosto e Lie

Doppio Peng (sequenza di raccordo)

Frusta semplice; vedi sopra

Il serpente che striscia: Lu; Lie in apertura

Formare le sette stelle: Cai; Ji

Lie

Cavalcare la tigre (tui bu kua hu); Cai; Zhou

Voltarsi e sfiorare il loto (shuan shen bai lian); Cai

Colpire la tigre con l’arco (wan gong she hu); Lie; Peng; Zhou

Avanzare di un passo e colpire con il pugno; vedi sopra

Chiusura apparente; vedi sopra

Chiusura Taiji

 

LINEE DI FORZA E CONTENUTO ENERGETICO