| |
I tre stadi e i tre poteri del Taiji Quan
II nostro precedente lavoro (Le Tre Vie del Tao, Meb Edizioni), impostato
sulla ricerca del filo conduttore che sottende le varie vie di conoscenza
dalle arti marziali alla meditazione, aveva lo scopo di dimostrare come
al di là degli aspetti esteriori, tutte le "Vie", oltre
ad avere una rilevante base comune, lavorano sulle tre dimensioni fondamentali
dell'essere umano: la mente, il corpo e l'energia. Le naturali differenze
sunno nella priorità e/o nella maggiore o minore attenzione accordata
ai vari aspetti. Il presente lavoro, che continua quello precedente, ha
lo scopo di entrare nella struttura interna del Taiji, cercando, nei limiti
imposti dalla parola scritta, di descriverne teoricamente i principi ispiratori.
Le difficoltà non sono poche, e certamente alcune parti del testo,
nonostante l'impegno, potranno risultare poco esaurienti; ce ne dispiace,
ma è un'impresa veramente ardua trasformare in parole quello che,
per essere pienamente compreso, necessita di una pratica attiva e diretta.
La teoria è utile in quanto ci permette di chiarire quanto si è
vissuto e praticato direttamente, altrimenti è solo un piacevole
esercizio intellettuale. Useremo un linguaggio adatto a noi occidentali
per dimostrare l'attualità e le basi scientifiche su cui poggiano
i principi del Taiji, che gli antichi maestri avevano elaborato attraverso
una pratica diretta. Adopereremo quella che con un linguaggio metaforico
può essere definita "la visione della tartaruga"; la
tartaruga, per capire com'è fatto il bosco in cui vive non può
fare altro che scoprirlo pezzo per pezzo. Ma questo metodo di tipo analitico
ha l'inconveniente, proprio per l'eccessiva frammentazione del processo,
di far perdere di vista la visione d'insieme e le relazioni fra le diverse
parti. Però, chiarendo il ruolo e le funzioni di questo tipo di
visione, essa ci permetterà dì spiccare il volo per quella
che, invece, possiamo chiamare "la visione dell'aquila", che
volando alta nel ciclo, similmente alla nostra "mente intuitiva",
è in grado di cogliere con un colpo d'occhio la natura del bosco
e dell'ambiente circostante.
Altra differenza sostanziale fra le due "visioni" è che
il metodo analitico (la tartaruga), essendo sequenziale, cioè sviluppandosi
passo dopo passo, permette di evitare le ripetizioni e le ridondanze;
la "visione dell'aquila", al contrario, proprio perché
globale e in grado di cogliere le innumerevoli relazioni fra le parti,
è ripetitiva e ridondante. Cercheremo dì ridurre questo
inconveniente fondendo, dove sarà possibile farlo, le due visioni:
sarà se la nostra aquila si portasse "in groppa" la tartaruga.
Corpo - mente - energia
Nel Taijì le diverse realtà dimensionali sono chiamate i
"Tre Poteri":
Yi, o potere della mente,
Qi, o potere dell'energia,
Li, o potere del corpo.
Letteralmente Yi significa intenzione, volontà, idea, e anche desiderio
o anticipare. Qi significa energia, soffio vitale, e Li forza, come idea
di potere o abilità fisica.
I tre aspetti sono intimamente correlati, ognuno di essi si rispecchia
negli altri in un bellissimo e armonico gioco ricco di emozioni. Ogni
tipo di lavoro fatto su uno di essi avrà una risonanza sugli altri;
è come in un gioco di scatole cinesi - dove ognuna ne contiene
a sua volta un'altra -, che viene ulteriormente complicato quando si entra
nella dimensione intcriore, perché risulta difficile stabilire
chi contiene e chi è contenuto, dove è l'inizio e dove è
la fine, chi è il generatore e chi il generato. Per ragioni espositive
stabiliremo non una gerarchia di valori, ma una gerarchla funzionale e
operativa, che possa fungere da mappa per guidarci nel percorso di ricerca,
ricordando che "la mappa non è il territorio" e che diverse
possono essere le vie, ma uno solo è il punto di arrivo: la scoperta
delle proprie potenzialità interiori.
Li - Potere del corpo
Sviluppare il potere del corpo significa elevare al massimo le abilità
fìsiche per renderlo forte, coordinato ed efficiente. Ciò
comporta un lavoro serio e rigoroso dì tipo interno (Nei Gong)
sui meridiani, sugli organi interni e sulla struttura profonda, e uno
dì tipo esterno (Wai Gong) sull'allineamento strutturale e sull'integrazione
funzionale della caratteristiche statico e dinamiche della struttura corporea
nelle sue componenti fondamentali:
- corretto allineamento dello scheletro, che vuoi dire una statica economica
e un utilizzo equilibrato della colonna vertebrale in armonia con la forza
di gravita;
- miglioramento della coordinazione neuromuscolare;
- potenziamento delle caratteristiche di base (ottimizzazione dell'uso
della forza, agilità e scioltezza, coordinazione e ritmo).
Qì - Potere dell'energia
Lo sviluppo del potere energetico comporta il lavoro di trasformazione
delle energie grezze (Jing) in energia vitale (Qi), e di quest'ultima,
prima in vigore e forza interna (Nei Jin) e successivamente in forza spirituale
(Shen). Questo potere è ovviamente connesso sia con il fisico che
con il mentale.
Yi - Potere della mente
Questo potere è il più sottile dei tre e comporta, oltre
al lavoro sulle qualità della mente (volontà, attenzione,
intenzione ecc.), lo sviluppo delle "Tre Armonie Interne":
1° l'armonia tra le proprie emozioni (la mente-cuore, o Xin) e il
pensiero cosciente Yi (ovviamente "cuore" non va inteso solo
come organo, ma come quella parte impalpabile fatta di sensazioni, sentimenti
ed emozioni);
2° l'armonia tra l'Yi e il Qi, che significa la capacità di
guidare coscientemente l'energia;
3° l'armonia tra Qi e Li, che significa la capacità di trasformare
il Qi in vigore e forza interna (Jin) per muovere il corpo.
|