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Il Nei Gong (lavoro interno) è uno dei pilastri fondamentali della
pratica dell' arti marziali. Questo tipo di lavoro sulla struttura interna
e profonda del corpo comincia con lo sviluppo della forza elastica esplosiva
per mezzo degli esercizi chiamati, con un termine moderno, POWER STRETCHING.
Questa pratica, che significa mobilizzazione in movimento, prende origini
dal QI GONG cinese, ma gli effetti maggiormente significativi si hanno
con il lavoro di Bodhidharma (Da Mo in cinese) (Yi Jin Jing: Trattato
di ammorbidimento dei muscoli e stiramento dei tendini). A differenza
dello Stretching tradizionale, il POWER STRETCHING (P.S.) le cui finalità
sono: Marzialità e Longevità, esalta l’energia interna
nel sistema di realizzazione corporea e, superando i paradossi della teoria
quantistica del movimento dello Stretching Tradizionale, ci proietta nel
profondo fascino della filosofia CORPO-MENTE delle Arti Marziali.
Le differenze fra i due tipi di stretching sono diverse, vediamone alcune:
- Lo stretching tradizionale basato sui principi quantistici tende ad
allungare ma non a perfezionare.
- Il Power Stretching fa entrambe le cose; allunga, non solo il singolo
muscolo, ma anche gli altri che tendono ad accorciarsi come se ci fosse
una resistenza interna da vincere. Ad esempio: il muscolo quadricipite
femorale maggiormente utilizzato da un calciatore, per migliorare le sue
capacità contrattili estensorie, secondo la metodica dello stretching
tradizionale, viene sottoposto ad esercizi e carichi di lavoro specifici,
tutto è finalizzato al gesto e termina con questo; il P.S va oltre
a questi limiti, il muscolo continua ad allungarsi.
Scientificamente il P.S ha compiti assai diversi da quelli tradizionali
basato su principi quantistici, ci permette di muoverci meglio nello spazio;
il nostro corpo carico di forze di tipo elettromagnetiche attrattive e
repulsive agisce in tutt'uno con la mente. E ancora:
a) con lo stretching tradizionale, i movimenti sono lineari, unilaterali,
limitati e insufficienti perché si lavora con angoli aperti; gli
effetti dell’esercizio passivo e monotematico si hanno dopo dieci
giorni, l’incremento della potenzialità è del 50%
e non si mantiene nel tempo;
b) con P.S i movimenti sono contemporaneamente angolari e lineari ed antigravitari,
stesso dicasi per la velocità e il vettore di velocità,
lo stato di forma si raggiunge in tempi più brevi, cinque giorni,
si mantiene soprattutto nel tempo, l’incremento delle potenze è
del 100%, è particolarmente dinamico, attivo, plurimodale e pluridifferenziali;
in partenza segue due direzioni ed arriva successivamente a sei. Le contrazioni
muscolari sono eccentriche con incremento del lavoro muscolare, non si
lavora sul muscolo ma è questo che lavora; la forza si sviluppa
in espansione centrale e si propaga nelle altre sei direzioni.
L’atleta inoltre diventa più potente ed esplosivo, riesce
a sviluppare tutte le qualità contrattili e senso-cinestetiche
che, sommate alle vibrazioni muscolari e alle variazioni toniche si trasformano
in unica forza. Aumenta la sua forza di spinta dovuta alla maggiore stabilità
del tronco, al corretto appoggio al suolo e all’equilibrata distribuzione
delle forze; garantisce un minor dispendio d'energie e un miglior successo.
Altri aspetti dei due tipi di stretching sono:
- Power Stretching: lavora per forze contrapposte in trazione e in direzione
Terra-Cielo, il gesto è finalizzato, il muscolo lavora in allungamento
profondo (propriocettività), s'inibiscono le contrazioni massimali
e si sollecita (eccita) l’allungamento che è globale; i tempi
di tensione sono ridotti, la respirazione è fisiologica. Il lavoro
è di tre tipi:
1) statico, durante il quale si va alla ricerca della figura, dell’equilibramento
e mantenimento armonico degli schemi mente-corpo;
2) dinamico, il movimento è globale, intelligente e sempre attivo;
3) a spirale, si verifica con un’azione di risucchio della potenza
massimale e della forza esplosiva naturale, supera la resistenza esterna
e la guida.
- Stretching tradizionale: il lavoro, anche se statico e dinamico, è
unidirezionale, la finalizzazione è incompleta, l’allungamento
è segmentario, i tempi d'estensione lunghi, la respirazione è
forzata, c’è longevità ma la marzialità è
scarsa.
Il power stretching applicato alle arti marziali aumenta le percentuali
d'utilizzo d'energia interna, innalza il livello psicofisico, migliora
l’efficienza fisica e funzionale, aiuta a rimetterci in forma. L’intero
organismo corpo-mente, soprattutto la muscolatura, si arricchisce d’energia,
contemporaneamente si affinano le capacità senso-percettive e neuromotorie,
compresi l’equilibrio, la postura, la coordinazione.
Inoltre aumenta lo stato di veglia, il tempismo percettivo-esecutivo,
si sviluppano meglio le qualità psico-intellettive, attiva le cinque
posizioni celebrali; s'incrementano: forza, potenza, resistenza ed elasticità.
Gli schemi mentali di movimento si programmano e riprogrammano con costante
alternanza, aumenta l’armonia, la fluidità e la morbidezza
di movimento; inoltre si raggiunge un giusto posizionamento, orientamento,
proiezione e penetrazione del corpo nello spazio e nel tempo.
Anche il corretto posizionamento degli appoggi a terra viene migliorato
per questo le spinte a partenza delle radici profonde sono convogliate
e dirette verso la gravità/bersaglio.
Power Stretching significa espansione nello spazio/vuoto dell’energia
esplosiva che abbiamo dentro.
Possiamo paragonare questo fenomeno alle onde che spinte dal vento, sovrapponendosi
l’una all’altra, acquistano sempre più forza, velocità
e, pur con la loro morbidezza e fluidità, con il loro impeto investono
e distruggono ogni ostacolo.
Il continuo riprodursi d’energia, con il suo costante flusso, tramite
una molteplicità di configurazioni/modelli perfettamente integrate
fra di loro ci fanno prendere coscienza del nostro “Io” corporeo,
affina la capacità senso-percettive e favorisce l’acquisizione
di una perfetta intelligenza muscolare.
Il power stretching con la sua scientificità d'arte e scienza è
una forma d'allenamento naturale che:
a) ci rende più forti, veloci, flessibili, permette lo sviluppo
e l’incremento dei processi di tutte le potenzialità energetiche-cerebrali,
mentali e corporee;
b) allena tutte le strutture nervose, muscolari e funzionali in maniera
globale ed intelligente;
c) aiuta ad automatizzare, perfezionare e padroneggiare la forza esplosiva
integrata nelle tecniche della gestualità sportiva in generale
e in modo specifico delle arti marziali,
d) interessa i tre livelli neurologici funzionali: spinale, tronco encefalico,
corticale.
Il lavoro isometrico e isotonico di tipo propriocettivo a partenza cerebrale
coinvolge l’intero sistema neuromotorio capso-legamentoso, articolare-scheletrico
e muscolare; i ritmi di lavoro sono intensi e allo stesso tempo lenti
e fluidi, i muscoli lavorano alla loro massima lunghezza.
La muscolatura maggiormente sottoposta a sollecitazione è la profonda
che guadagna in resistenza, potenza, flessibilità, stabilità,
mentre i muscoli superficiali acquistano maggior forza elastica e grande
velocità. Inoltre si favorisce una maggiore irrorazione energetica
muscolo-scheletrica; la muscolatura agonista e antagonista lavora per
forze contrapposte accrescendo i massimali di forza esplosiva veloce e
resistente, allo stesso tempo il sistema neuromotorio e corporeo acquista
maggiore sensibilità alle continue modificazioni dei recettori
centrali e periferici, migliorando le capacità adattive d'adattamento,
di vigilanza e controllo.
Il lavoro per forze contrapposte attiva i meccanismi bioenergetici-funzionali
della muscolatura antagonista che, interconnessa con la muscolatura agonista,
utilizza l’intero loro potenziale, coinvolge il maggior numero di
fibre, compresi tendini e legamenti, massimizzando la forza elastica,
la resistenza e guadagnando in rapidità.
I segnali di stimolo cerebrali funzionando come feedback, sono percepiti
ed arricchiti da sempre nuove percezioni in uscita e in entrata sicché
il corpo, in funzione dello spazio e viceversa, è mentalmente meglio
percepito e rappresentato perché si amplificano le mappe cerebrali
del movimento, strutturando un’immagine corporeo-motoria o immagine
di movimento sempre più perfetta e completa. In ogni situazione
si può così percepire qualsiasi variazione interna-esterna
e anticipare, fronteggiare e rispondere contro il bersaglio tempestivamente,
in tempi infinitesimali brevi, con tutta l’energia-forza che c’è
dentro.
L’alternanza degli automatismi di tensione elastica: stiramento-contrazione-riposo,
anche se non interessa i tendini, riduce i rischi di traumi perché
le fibre muscolari sono messe in condizioni di continuare a lavorare in
forma naturale. Il coinvolgimento di numerose interconnessioni sinaptiche,
attraverso le afferenzazioni, permette di evocare e fare affluire in un’unica
direzione i numerosi potenziali bio-elettrici funzionali propriocettivi
a partenza sensoriale periferica, migliorando la stabilità e la
dinamicità corporea ed aumentando il livello di reattività
percettivo-motoria.
Lo stiramento attivo al di là dell’incremento, come abbiamo
più volte detto, della potenza, della forza elastica e della forza
resistente, aumenta le capacità contrattili dei muscoli che insieme
alla respirazione permette di fare esplodere in maniera travolgente tutta
l’energia accumulata.
Altro importante aspetto del P.S. è il fatto che allena anche il
sistema nervoso neurovegetativo e aiuta a mantenere in perfetta armonia
ed equilibrio l’energia mentale e l’energia metabolica.
Campi di applicazione del Power Stretching
Il power stretching anche se è consigliabile iniziarlo dopo il
sedicesimo anno d’età, secondo le mie esperienze può
essere e praticato, con i dovuti accorgimenti metodologici, fin dall’età
scolare. Per i suoi effetti può essere applicato in campo sportivo,
terapeutico-riabilitativo e in tutti i settori della motricità
e del benessere psicofisico e della salute in generale.
Ho iniziato ad applicare a livello sperimentale la metodica allenante
con il power stretching con alcuni studenti ISEF e della facoltà
di Scienze Motorie. Successivamente l’ ho applicata prima su quattordici
studenti di età compresa fra i 15 e i 17 anni praticanti sport
individuali e sport di squadra, poi su quindici ragazzi di età
10-12 anni, infine su dodici persone della terza età e quindici
disabili con varie tipologie di handicap: fisici-motori, psichici, e su
alcuni disabili con problemi relazionali.
Tutti hanno ottenuto delle performance superiori alle aspettative, in
particolare modo i disabili fisici, gli psichici e gli anziani.
Tutto il lavoro di power stretching, progettato sui principi delle arti
marziali adattate, ha funzionato come meccanismo di compensazione, favorendo
le sinergie muscolari, equilibrando e attenuando le tensioni, stabilizzando
tutto il sistema neuro-motorio, migliorando le prestazioni.
Nei disabili e nella terza età ha contribuito a consolidare le
abilità percettive e di orientamento, migliorando il controllo
e l’autonomia funzionale. I risultati raggiunti dai partecipanti
sono stati eccellenti, hanno superato ogni aspettativa, e questo ci autorizza
a sottolineare che i valori terapeutici e di recupero del power stretching
sono significativi e reali. Il power stretching agisce a tutti i livelli
dell’universo uomo, non ha e non pone limiti, migliora le qualità
della vita, riduce i disagi, favorisce lo sviluppo dei processi mentali,
aumenta le prestazioni e il rendimento (sportivo, scolastico, lavorativo),
fa invecchiare meglio, aiuta a ripristinare alcune abilità, allontana
le ansie, rafforza l’autostima, facilita i rapporti sociali, ed
assicura il successo.
All' amico Flavio Daniele, autore di questo libro, auguro buon lavoro,
egli con la sua perfetta conoscenza scientifica e la sua pluriennale esperienza
pratica e qualifica professionale ci conduce nel misterioso e affascinante
mondo delle arti marziali e ci fa vivere con intensità i vari momenti
evolutivi e applicativi del Power Stretching.
Carmelo Di Stefano
Docente di Teoria Tecnica e Didattica dell’Attività
Motoria e Sportiva Adattata presso la Facoltà di Scienze Motorie
Università di Bologna
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